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TREKKING PRIMAVERILE SU MONTE RANDO’

MONTE ROSA RANDO’ : DUE FINE SETTIMANA DI TREKKING PER SCOPRIRE IL FASCINO DELLA MEDIA E BASSA MONTAGNA IN PRIMAVERA.

organizzati da Legambiente Valle d’Aosta e Consurzio Operatori turistici della Val d’Ayas

 

27/28 maggio 2017 :il percorso basso della Randò, da Verrès a Brusson.
Percorso di bassa e media quota, alla scoperta di gioielli storico-architettonici poco conosciuti: dall’arboretum di Verrès, al lago di Villa, fino alle antiche miniere di Bechaz.
Quota di partecipazione individuale: euro 85.

24/25 giugno 2017 : il percorso alto della Randò da Brusson a Champoluc.
Un’affascinante cammino di media quota, sempre in vista del Monte Rosa e della sua spettacolare catena, alla scoperta del ru Courtaud, la spettacolare canalizzazione medievale parzialmente in galleria che ancora oggi porta l’acqua necessaria all’agricoltura in tutta la Val d’Ayas.
Quota di partecipazione individuale: euro 90

La quota di partecipazione comprende: una notte in mezza pensione, visita ad azienda agricola con spuntino offera, accompagnamento da parte di una guida escursionistica, trasferimento bagagli, presentazione serale dell’itinerario.

Info e prenotazioni entro e non oltre il 25 maggio 2017, scrivendo una mail a: info@valdayas-monterosa.com oppure a legambientevda@teletu.it
Il programma completo è consultabile sul sito www.legambientevda.it

NUOVA REGOLAMENTAZIONE ELISKI LA REGIONE SCEGLIE IL PEGGIO

 

Dopo settimane di audizioni presso le competenti Commissioni del Consiglio Regionale, il 7 ottobre è stata approvata dalla Giunta Regionale la nuova regolamentazione dell’eliski in Valle d’Aosta.
Anche Legambiente è stata ascoltata e ha portato all’attenzione dei Consiglieri regionali un documento
che chiedeva una più efficace tutela ambientale, sollecitava un più credibile regime sanzionatorio da applicare in caso di irregolarità nello svolgimento delle attività da parte delle società concessionarie e, soprattutto, sollecitava a sospendere per due anni l’apertura dei nuovi comprensori eliski sovracomunali.

Riteniamo infatti questa scelta davvero azzardata, poiché allo stato attuale mancano dati sulle ricadute positive dell’eliski nei territori in cui viene praticato, e anzi, sembra che questa attività allontani i ben più numerosi amanti del turismo invernale dolce: scialpinisti e ciaspolatori, o semplici amanti della montagna invernale, tendono infatti a non frequentare località dove il disturbo arrecato dagli elicotteri dura buona parte della giornata.
Come interpretare diversamente il dato emerso dal censimento ANCI 2015 che pone Valgrisenche all’ultimo posto in Valle d’Aosta come ricchezza pro-capite dei cittadini? Questo è l’evidente effetto, in un bilancio costi/benefici, dei risultati portati da trent’anni di eliski… Con scelte opposte, la Valpelline, nella quale tutti i Comuni tranne Ollomont non ospitano questa pratica, ha ottimi dati di presenze invernali, che sono oltretutto in aumento di anno in anno.
Per questo motivo abbiamo chiesto di utilizzare i prossimi due anni per porre in atto alcune sperimentazioni, come la creazione di zone dedicate in modo esclusivo a scialpinismo e passeggiate sulle ciaspole nei Comuni sede di comprensori eliski; e soprattutto la chiusura anticipata al 15 marzo della stagione dell’eliski, in modo da riservare la primavera allo scialpinismo, favorire il tessuto turistico-ricettivo dei territori e portare così ad un ampliamento della stagione invernale.
Questi 2 anni sarebbero fondamentali per avviare una seria campagna di raccolta di dati statistici, allo scopo di valutare l’impatto ambientale dell’eliski e la sua ricaduta economica sui territori, da porre a confronto con quella delle altre attività invernali.
“Il testo della Regione ammette che l’eliski è fortemente impattante per l’ambiente e che ha difficoltà a convivere con le pratiche sportive invernali sostenibili. E quindi, incredibilmente, la Regione sceglie il peggio – afferma Alessandra Piccioni, presidente di Legambiente Valle d’Aosta – Invece di abbreviare la stagione, la allunga di 20 giorni; anziché limitare la fascia oraria di attività concessa all’eliski, la aumenta da 6 a 9 ore al giorno; non riserva aree libere per le altre attività invernali ma demanda la scelta ai Comuni. Ma soprattutto apre la possibilità di creare da subito comprensori sovracomunali, ossia ampie zone in cui l’eliski sarà praticato con meno vincoli.”
Con buona pace di chi, amando le nostre montagne per il loro silenzio e per gli incontri con gli animali selvatici, si vedrà forse costretto a scegliere luoghi più tranquilli.

Da luglio Legambiente (insieme al gruppo informale di cittadini che a Valgrisenche discute con il Comune proprio sull’eliski) si confrontava con la Regione su questi temi, ma il risultato è stato nullo: neppure di fronte a proposte moderate e ragionevoli abbiamo trovato un’autentica disponibilità al confronto. E, di conseguenza, in questi giorni parte il primo comprensorio comunale: in settimana, infatti, i Comuni di Arvier e Valgrisenche si riuniranno in Consiglio per deliberare in proposito.
Insomma, la Regione favorisce pratiche dannose per l’ambiente senza disporre di dati che consentano una valutazione reale sulle ricadute turistiche complessive, con il risultato di rendere la nostra Valle meno attrattiva, economicamente più fragile e terreno di conquista per gli interessi di pochi. Un gran risultato!