ASSEMBLEA ANNUALE DI LEGAMBIENTE VALLE D’AOSTA-LUNEDI’ 23 GENNAIO

Lunedì 23 gennaio 2017 è convocata l’assemblea annuale del Circolo Legambiente Valle d’Aosta alle ore 21 presso il CSV di Aosta in via Xavier de Maistre, a fianco del Theatre de la Ville.

Saremo felici di incontrarvi già a partire dalle ore 18, sempre al Csv, per presentarvi l’esperienza dei campi di volontariato attraverso la testimonianza e le immagini di due ragazzi valdostani che hanno partecipato l’estate scorsa a campi in Francia e in Toscana.

Intorno alle 19.30, apericena autogestito.

Chi vuole contribuire con torte dolci o salate, salumi, bevande, ecc…., ce lo segnali rispondendo alla e-mail o con un sms al 3313107463 entro le ore 12 del 23 gennaio stesso.

L’assemblea ufficiale avrà inizio alle 21 con la relazione della Presidente, la votazione del bilancio e ampio spazio per domande e approfondimenti.

Ospite di quest’anno, il gruppo di Valgrisenche che, con la sua presa di posizione contro l’Eliski e per un diverso indirizzo turistico per la vallata, ha ricevuto la Bandiera Verde, e che ci aggiornerà sulla situazione.

ELISKI : LE NORME REGIONALI VALGONO ANCORA QUALCOSA? SE SI, VANNO RISPETTATE, ANCHE DAI COMUNI!


L’estate trascorsa ha visto riaccendersi il dibattito sull’eliski, essendo le concessioni in scadenza, e finalmente anche un comitato di cittadini, a Valgrisenche, ha posto dei seri dubbi sulla compatibilit
dello sviluppo turistico dei propri territori con tale impattante pratica.
Anche Legambiente è intervenuta nel dialogo con l’Amministrazione regionale per chiedere di porre maggiori limiti all’utilizzo degli elicotteri a fini ludico sportivo.
L’esito del confronto è noto, e a ottobre la Regione ha dettato le nuove regole.

 

INVIATO ALLA REGIONE IL SECONDO APPELLO SULL’USO SOSTENIBILE DEI PESTICIDI

Pubblichiamo integralmente il secondo appello che 10 Associazioni hanno indirizzato all’Amministrazione Regionale a favore di un’agricoltura libera dalla chimica.
OGGETTO . UTILIZZO DI FITOFARMACI E PESTICIDI NELLA REGIONE AUTONOMA VALLE
D’AOSTA
Nello scorso mese di maggio, alcune delle associazioni scriventi avevano inviato all’Assessore all’Agricoltura e al Presidente della Giunta Regionale un appello in cui, facendo riferimento alla
normativa europea ( Direttiva 2009/128/CE che fornisce delle prescrizioni sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), nazionale (D.Lgs. n.150 del 2012 e Decreto Interministeriale del 22/1/2014 –
Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari)e regionale (Legge Regionale 13/2015), chiedevano:

APPROVATE LE DUE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE PROMOSSE DAL COMITATO “VDA RIPARTE”

Pubblichiamo il comunicato del Comitato “Valle d’Aosta Riparte”, a cui abbiamo fin da subito aderito, con cui viene annunciata l’approvazione in Consiglio Regionale dei due disegni di legge proposti, sulla democrazia e sui trasporti. Una buona notizia!

 

IL CONSIGLIO REGIONALE della VALLE d’AOSTA ha approvato le due proposte di legge di iniziativa popolare su DEMOCRAZIA e TRASPORTI che abbiamo proposto quest’estate con il sostegno di 7500 cittadini.

Un RISULTATO STORICO che riavvicina le istituzioni ai cittadini e apre un nuovo scenario di partecipazione e di buona politica su due temi cruciali per lo sviluppo della nostra comunità.

La legge sulla DEMOCRAZIA modifica la natura del quorum di partecipanti al voto referendario necessario alla validità della consultazione portandolo al 50% dei votanti alle ultime elezioni regionali. Un principio importante che qualificherà le prossime eventuali iniziative restituendo alle consultazioni popolari un corretto confronto tra favorevoli e contrari.

La legge sui TRASPORTI definisce, finalmente, le modalità e le priorità strategiche di un vero e proprio programma di sviluppo del sistema della mobilità valdostana che, superando le infinite discussioni di questi anni, costruisca le condizioni per elettrificare la linea Aosta – Ivrea, raddoppiare selettivamente i binari e quindi velocizzare il trasporto, riattivare e potenziare la linea e il servizio ferroviario sulla direttrice Aosta – Pré-Saint-Didier, ecc. Il tutto con la concretezza di un piano finanziario che, definendo le priorità, individui anche gli investimenti regionali, nazionali e europei per la loro realizzazione.

Si inverte così la logica con la quale affrontare il tema della mobilità in Valle d’Aosta: dal “non si può fare” a “si deve fare e si lavora per questo obiettivo”.

Entro Giugno 2017 la Giunta Regionale dovrà presentare al Consiglio il “Programma strategico di interventi”.

Con questo risultato la Valle dAosta è, oggi, un po’ più moderna.

Un grazie va al Consiglio Regionale che ha accolto le nostre proposte.

“7500 grazie” vanno a tutti i cittadini che hanno sottoscritto le nostre proposte, ai volontari che hanno raccolto le firme e alle forze politiche, economiche, sindacali e della società civile che hanno dato vita al comitato VdARiparte e creduto, fin dall’inizio, a questa iniziativa.

ORA INIZIA UNA FASE ALTRETTANTO IMPORTANTE!

Affinché la norma si traduca in realtà e in risultati visibili per i cittadini occorrono scelte e azioni precise a partire dalla prossima legge di bilancio regionale.

 

QUALE FUTURO PER IL CORPO FORESTALE VALDOSTANO? LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE E AL CONSIGLIO REGIONALE

Processionaria

Pubblichiamo integralmente la lettera che abbiamo inviato in forma ufficiale al Presidente della Giunta Regionale e a tutti gli Assessori e i Consiglieri il 22 novembre scorso. Il destino del Corpo Forestale Valdostano è importante per la tutela del nostro ambiente!
Quale futuro per il Corpo Forestale Regionale?
Chi garantirà controllo e tutela in materia ambientale in Valle d’Aosta?
Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo del 19 agosto 2016 n.177, recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia, sono entrate in vigore le disposizioni che regolano l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, essenzialmente, nell’Arma dei Carabinieri.
Per quanto riguarda le regioni e province autonome una “clausola di salvaguardia” inserita nella Legge Delega (7/8/2015 n.124) dispone che: “Nei territori delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano restano ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali, anche con riferimento alle funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, secondo la disciplina vigente in materia e salve le diverse determinazioni organizzative, da assumere con norme di attuazione degli statuti speciali, che comunque garantiscano il coordinamento in sede nazionale delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare, nonché la sicurezza e i controlli nel settore agroalimentare”.
Il Corpo Forestale Regionale della Valle d’Aosta è dunque fatto salvo e continuerà ad esistere, con il compito di garantire le funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria in tema di tutela dell’ambiente e del territorio e di sicurezza e controlli nel settore agro-alimentare, in coordinamento con i corrispondenti organi nazionali.
Le modalità operative con cui il Corpo Forestale Regionale potrà svolgere tali compiti sono da stabilire e saranno individuati in sede di conferenza fra lo Stato e le Regioni.

Allo stato attuale, fatte salve alcune generiche rassicurazioni, non è dato sapere come verrà garantito il passaggio dei compiti e quali intendimenti hanno in proposito gli amministratori e i politici regionali, in particolare coloro che dovranno confrontarsi con lo Stato.
Dal momento che siamo preoccupati di sapere chi e come dovrà garantire in Valle d’Aosta la tutela ambientale e che auspichiamo che la Regione non rimanga isolata e goda degli stessi strumenti e opportunità del resto del territorio nazionale, ci permettiamo di fare una riflessione in proposito e di avanzare qualche proposta.
Dal momento che nelle regioni a statuto speciale restano in funzione i corpi forestali regionali, con i compiti di controllo e di tutela che a livello nazionale vengono garantiti dall’Arma dei Carabinieri, si
possono fare due ipotesi:
a)Il corpo forestale regionale assume tutti i compiti di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria in materia di tutela dell’ambiente e del territorio e in materia di sicurezza e controlli nel settore
agroalimentare, sostituendo, a livello regionale, l’arma dei Carabinieri, con i quali dovrà però coordinarsi a livello nazionale;
b)l’arma dei Carabinieri avrà comunque un nucleo operativo a livello regionale e i compiti suddetti andranno ripartiti con il corpo forestale, o comunque coordinati fra i due enti.
Le funzioni in materia di tutela e controllo dell’ambiente e delle norme agroalimentari attribuite all’arma dei Carabinieri si intrecciano e sovrappongono in parte con le funzioni delegate al
Corpo Forestale Regionale, quindi si rendono necessarie delle scelte di fondo.
Nell’ ipotesi indicata al primo punto, è necessario che il Corpo Forestale Regionale diventi a tutti gli effetti un corpo di polizia e possa svolgerne i compiti in collegamento con le forze di Polizia
nazionali condividendone gli strumenti, (a partire dalla possibilità di accedere alle banche dati nazionali – l’archivio SDI ovvero il patrimonio informativo degli Schedari Informatici e le banche dati
del SISTRI). Ne consegue inoltre l’esigenza di modifiche dello status del CFR sul piano della formazione, dell’inquadramento giuridico, dell’autorità a cui deve rispondere (attualmente i regionali sono inquadrati contrattualmente in modo diverso rispetto ai colleghi delle forze di polizia a carattere nazionale), in modo da poter essere riconosciuti a pieno titolo come forze di polizia
(nell’ambito della Legge 121/81).
Nell’altra ipotesi è necessario che vengano ridefiniti i compiti dell’attuale CFR, nel senso di un ridimensionamento delle competenze che passerebbero all’Arma dei Carabinieri. In questo caso è auspicabile che gli operatori e le competenze maturate a livello locale siano salvaguardati e possano transitare nelle corrispondenti forze di polizia; i decreti legislativi che andranno a normare i corpi forestali regionali per ogni regione e provincia autonoma (per espressa previsione della legge
124/2015) dovrebbero prevedere una finestra tale da permettere esclusivamente al personale interessato, entro una scadenza determinata, di trasmigrare nell’Arma dei Carabinieri con tutte le
prerogative e le attribuzioni anche economiche e normative per essi fissate dalla norma.
Sarebbe inoltre necessario che l’organico di questo nuovo corpo venisse nel complesso potenziato e adeguatamente formato.
Nel primo caso andrebbe riformata da capo a piedi la L.R. 12/2002 sul CF VdA a partire dalla governance. Il Comandante dovrebbe avere precisi requisiti ed una competenza specifica in materie
giuridiche (laurea in giurisprudenza o scienze strategiche) e comunque provenire dal comparto sicurezza (ex ufficiale proveniente da altre forze di polizia).
Nel secondo caso sarebbe doveroso prevedere la possibilità, a domanda, di transitare nei CC a chi voglia mettersi a disposizione, per non disperdere un patrimonio di esperienze accumulate e di studi e raccolte dati effettuati.
Che si scelga l’una o l’altra strada, è importante creare le condizioni perché vengano svolte nel migliore dei modi le funzioni di tutela e controllo del territorio e della sicurezza alimentare, evitando delle duplicazioni o sovrapposizioni fra il corpo forestale e quello dei Carabinieri.
In effetti, le regioni a statuto speciale e le province autonome, tutte interessate dalla “sopravvivenza” dei corpi forestali locali, sono caratterizzate da un’elevata biodiversità, da una spiccata naturalità, da una abbondante presenza di zone ed ambiti protetti e di particolare pregio ambientale e, in parte, sono caratterizzate dalla presenza di più frontiere con l’estero. Per queste ragioni non parrebbe affatto illogico garantire un surplus di tutela che potrebbe essere garantito compiutamente da un potenziamento reale e da un effettivo riconoscimento in dignità professionale di tali corpi forestali e non solo dal mero mantenimento in vita, magari con organici destinati, complice la diminuzione delle
risorse economiche pubbliche causata dalla crisi, ad essere mantenuti fino all’esaurimento delle risorse umane o, peggio, ad essere reimpiegati in altri compiti meno gratificanti.