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GIOCO D’AZZARDO : LE ASSOCIAZIONI PREOCCUPATE PER LA SOSPENSIONE DI PARTE DEL REGOLAMENTO COMUNALE DI AOSTA

Comunicato congiunto

Il Comune di Aosta, anche grazie alle pressioni dei cittadini e delle sottoscritte associazioni, ha un regolamento sul gioco d’azzardo dignitoso.

Oggi il Vicensindaco Unionista Antonella Marcoz, con motivazioni pretestuose, chiede di sospendere l’applicazione delle norme che diminuiscono progressivamente gli orari di esercizio delle slot.

Per risolvere il supposto problema del nomadismo dei malati d’azzardo che da Aosta si sposterebbero verso i comuni limitrofi abbiamo una proposta: il Consiglio comunale approvi una mozione per invitare gli stessi comuni ad adottare un regolamento simile a quello del capoluogo. Cosa, del resto, non difficile, dato che tali comuni sono governati dagli stessi partiti e
movimenti che attualmente amministrano Aosta.

Questa proposta è un evidente regalo elettorale alla lobby delle slot con le sue ramificazioni mafiose e a chi aveva pubblicamente minacciato di non votare più i partiti che avessero regolamentato l’uso delle macchinette mangiasoldi.

ARCI, Aosta Iacta Est, Libera, Legambiente, “Mi Ripiglio”, Valle Virtuosa

APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO : LE ASSOCIAZIONI SOLLECITANO IL COMUNE DI AOSTA

noslot-logoAzzardo in VdA: Mentre la politica tentenna, c’è chi si gioca la vita !

Come associazioni abbiamo condotta una campagna nella società e nelle istituzioni per la regolamentazione del gioco d’azzardo.

Assieme alla politica abbiamo raggiunto un buon risultato, tramite la legge regionale n. 14 del 15 giugno 2015 “Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Modificazioni alla legge regionale 29 marzo 2010, n. 11 (Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza)”.

Ora però si tratta di dare concretezza ai buoni propositi:

Le istituzioni regionali devono controllare il rispetto della legge. Quante verifiche sono state effettuate, ad oggi, nei comuni valdostani ?

Cosa aspetta il Consiglio comunale di Aosta ad approvare il regolamento che dovrebbe ridurre l’orario dell’azzardo ?

Mentre si aspetta, i valdostani buttano una fortuna nel gioco d’azzardo legale: 1.036,7 euro a testa.

Oltre 100 milioni di euro che potrebbero essere impiegati per l’economia virtuosa e che invece finiscono nelle tasche di un banco, spesso colluso con le mafie.

Cogliamo, infine, l’occasione per rilanciare le meritevoli iniziative promosse dall’associazione “Mi ripiglio Sos Gioco d’Azzardo”: Domenica 10 luglio i volontari dell’associazione saranno dalle 10 alle 17 in Place des Franchises ad Aosta, con un banchetto per informare sulla patologia e sulle risposte messe in campo dalla loro organizzazione.

Nella stessa giornata, alle 18, è in programma, presso il teatro della Cittadella dei Giovani (in Via Garibaldi 7 ad Aosta) lo spettacolo teatrale sul gioco d’azzardo dal titolo “CHIAMANO BINGO! o Della democrazia della speranza” a cura di Sudatestorie Teatro ricerca di Torino con la regia di Christian Castellano e interpretato da Christian Castellano, Giorgio Quarello, Salvo Montalto. L’ingresso è gratuito.

ARCI/ Espace Populaire, LEGAMBIENTE, LIBERA, Aosta Iacta Est, CGIL – Il Sindacato è un’altra cosa

 

 

L’azzardo esca dal nostro quotidiano Noi scommettiamo sui Consigli comunali!

 

noslot-logo

Come associazioni che hanno promosso e sostenuto la legge regionale in materia di prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, sosteniamo l’iniziativa dei consiglieri del Comune di Aosta.

Il nostro obiettivo non è il proibizionismo ma liberare i centri storici e i luoghi tradizionalmente deputati alla socialità, dall’azzardo, riportando tale pratica in altri luoghi a ciò specificatamente deputati. Spazi che il giocatore volontario e cosciente possa raggiungere, ma che non intercettino invece altre categorie di cittadini a rischio (minori, disoccupati, pensionati, etc.)

La legge regionale va integrata con alcune azioni puntuali, peraltro già suggerite nella legge stessa:

– la limitazione degli orari in cui è possibile praticare il “gioco”.

– la verifica del rispetto della legge da parte della Polizia locale.

Ricordiamo in proposito che i Comuni hanno l’obbligo – ai sensi dell’art. 10 della legge – di procedere a verifiche a campione riguardanti, nel corso di un anno, almeno il 10 per cento delle sale da gioco e degli spazi per il gioco in attività commerciali.

L’azzardo costa alla collettività più di quanto restituisca – anche quando lo fa, visti i numerosi condoni in materia – con la fiscalità e i posti di lavoro.

L’azzardo comporta spese a carico del servizio sanitario nazionale per curare i malati – da slot ma anche tutte le altre forme di gioco in denaro, dai gratta e vinci alle scommesse, anche online – e aiutare le famiglie coinvolte. Si calcola che ogni malato da gioco preso in carico dai servizi costi all’anno 100mila euro di costi diretti, senza contare quelli indiretti (stimati in altri 200mila) legati alla distruzione di nuclei familiari, rischi di intrusione della malavita, fallimenti, depressioni e perdita del lavoro. L’azzardo sottrae risorse economiche all’economia reale e virtuosa: un euro giocato crea imposte e indotto minori rispetto ad un euro speso in altro modo, ad esempio in cultura.

Usando un gioco di parole, “scommettiamo” – per una volta – sulla volontà dei Consigli comunali di adottare appositi regolamenti comunali migliorativi: e nel farlo, offriamo loro il nostro appoggio morale e intellettuale.

ARCI VdA, Legambiente VdA, CGIL – Il Sindacato è un’altra cosa, Libera VdA, Aosta