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Pubblicata la bozza del nuovo Decreto Incentivi alle Fonti Energetiche Rinnovabili

 

Nelle settimane scorse il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la bozza del nuovo Decreto che dovrebbe regolare per il futuro l’erogazione degli incentivi agli impianti di produzione delle energie rinnovabili.

Per quanto riguarda il settore dell’idroelettrico non potranno più essere accordati gli incentivi ai nuovi impianti che non rispettino le norme di tutela dei corsi d’acqua previste dalla Direttiva Quadro Europea.

 

RADICI LIQUIDE : Legambiente organizza in Valle un ciclo di presentazioni del libro di Elisa Cozzarini

Dopo il successo della presentazione a Gressoney dello scorso 2 agosto, continua il ciclo di presentazioni del libro “Radici liquide” di Elisa Cozzarini, che racconta l’opposizione di cittadini, comitati spontanei e associazioni, al saccheggio dei corsi d’acqua montani a scopo idroelettrico. Il primo capitolo dell’opera presenta alcuni casi emblematici in Valle ‘Aosta.

Data l’importanza del tema,e grazie alla disponibilità dell’autrice, siamo riusciti ad organizzare gli appuntamenti in modo da offrire a tutte le persone interessate la possibilità di partecipare.

ECCO LE DATE IN PROGRAMMA:

4 agosto OZEIN ore 18,presso il Bistrot Carillon, nell’ambito del Festival “Leggere in Vetta”, organizzato dalla casa editrice END. Presenta Maria Pia Simonetti. Interverrà Emma Bochet, presidente del locale Consorzio Idrico;

6 agosto LA THUILE, ore 17.30 presso il caffè libreria SERENDIPITY, VIA Piccolo San Bernardo 2;

8 agosto AOSTA ore 18.30 presso l’Espace Populaire, via Mochet 7

Elisa Cozzarini, dal 2006 si occupa di ambiente e immigrazione, collaborando con La Nuova Ecologia e Vita non profit. Nel 2013 pubblica per Nuova dimensione Il deserto negli occhi: la storia vera di un tuareg dal Sahara a Pordenone. Nel 2015 esce Io non voglio fallire (menzione al Premio letterario Latisana per il Nordest).Il suo penultimo libro è Acqua guerriera.Vite controcorrente sul Piave, Ediciclo editore.

 

Impianto idroelettrico a Courtlys di Gressoney Ripresentato un progetto per la sua realizzazione

 

COMUNICATO CONGIUNTO LEGAMBIENTE VDA E COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E TUTELA DELL’ALPE CORTLYS

E’ stato ripresentato, in data 26 febbraio 2018, un ennesimo progetto per sfruttare la concessione, rilasciata nel 2009 alla The Power Company, che dovrebbe sottrarre le acque del Lys nel suo tratto iniziale, dalla morena glaciale ai piedi del massiccio del Monte Rosa fino al primo centro abitato della valle di Gressoney, Staffal.

Ricordiamo che il progetto è stato presentato nel 2004 e che da allora è stato più volte modificato ma resta a tutt’oggi da realizzare. I numerosi errori e imprecisioni presenti sin dall’inizio negli elaborati, oltre alla volontà del proponente di sottrarli sistematicamente alla valutazione di impatto ambientale, hanno determinato un moltiplicarsi (e un protrarsi) delle procedure in un iter ormai abbondantemente ultradecennale (si tratta ormai di quasi quindici anni). Iter durante il quale l’autorizzazione unica già rilasciata nel 2013 è stata dichiarata decaduta nel 2017, mentre dovrebbe ora essere dichiarata la decadenza dal diritto di derivare ed utilizzare le acque per il decorso dei termini.

Nessuno di questi vari progetti è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Sebbene la legge regionale sulla VIA sia in vigore dal 2009, il progetto si aggrappa (possiamo dire: 9 anni di vita artificiale!) ancora alla legge precedente, la n.14/1999 .

Rischia così di essere realizzato un impianto che è stato contestato da tante associazioni e comitati, oltre che dall’amministrazione comunale, e oggetto di ricorsi in sede amministrativa.

Un progetto che si pone in contrasto con tutte le norme più recenti (europee e nazionali) sulla necessità di salvaguardare gli ultimi torrenti rimasti allo stato naturale e sull’obbligo di contemperare i diversi prelievi fatti sullo stesso corso d’acqua per non derivarne l’intero percorso. Un progetto che, se realizzato, danneggerà irrimediabilmente dal punto di vista naturalistico e paesaggistico una località di grande valore e significato.

Il tutto per avere una produzione di energia in quantità irrisoria, senza nessun ritorno per il bene pubblico ma solo un guadagno di interesse privato.

Le associazioni ambientaliste che sono impegnate nella tutela del torrente Lys e dell’alpe di Cortlys si rivolgono al Presidente della Regione e alla Giunta perché vogliano riconsiderare se l’impianto corrisponde ancora alla pubblica utilità.

Chiedono di revocare la concessione e, nel caso in cui si intendesse analizzare il progetto, chiedono che lo si faccia alla luce delle norme vigenti, con un serio procedimento di Valutazione Impatto Ambientale.

Auspicano in generale che tutti i procedimenti vengano condotti con la massima pubblicità e trasparenza.

 

ATTENZIONE PER LE NOSTRE ACQUE E PROMOZIONE DEL TURISMO SOSTENIBILE : LE INIZIATIVE DI LEGAMBIENTE NEL MESE DI SETTEMBRE

Sono due gli appuntamernti aperti a tutti che il Circolo valdostano di Legambiente propone per le prossime settimane.

Giovedì 21 settembre alle ore 18, presso il CSV in via Xavier de Maistre ad Aosta, verrà presentato il dossier realizzato da Legambiente nazionale dal titolo:

L’IDROELETTRICO AI TEMPI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO”.

Il documento, che fa il punto sull’eccessiva pressione del settore, con particolare riferimento all’arco alpino e alla situazione normativa, verrà illustrato da Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi del Cigno Verde. Rosetta Bertolin, che segue le vicende dell’idroelettrico per il Circolo valdostano, farà un focus sullo stato dell’arte del processo di aggiornamento del Piano Tutela Acque regionale.

“La captazione delle acque dei torrenti montani a scopo idroelettrico è un problema per tutto l’arco alpino – spiega Rosetta Bertolin – L’impoverimento delle portate dei corsi d’acqua è sotto gli occhi di tutti, come pure l’impatto ambientale dei lavori necessari per la realizzazione degli impianti. Il cambiamento climatico, inoltre, impone cautela nell’utilizzo di una risorsa preziona come l’acqua. Il dossier di Legambiente offre un quadro generale dei problemi e propone soluzioni al fine di limitare fortemente un’ulteriore proliferazione di centrali piccole, e perciò ininfluenti sul piano dell’abbattimento della CO2, e frutto di una mera speculazione economica a danno di un bene comune, l’acqua, che è patrimonio di tutta la comunità”.

Si svolgerà invece nel fine settimana, nel week end del 30 settembre – 1 ottobre, l’ultimo trekking di Carovana delle ALPI, dedicato al percorso del Monte Rosa Randò, premiato nel 2016 con la Bandiera Verde.

“Questa volta percorreremo il tratto più basso del sentiero della Val d’Ayas – spiega il Presidente del Circolo Denis Buttol – Andremo alla scoperta dei colori dell’autunno nei boschi sopra Verrès e nella riserva naturale del lago di Villa. Il secondo giorno, invece, sarà dedicato alla miniera di Bechaz e al Ru d’Arlaz”.

Il Consorzio Operatori Turistici della Val d’Ayas è partner di Legambiente in questa iniziativa che vuole rappresentare un’occasione di turismo destagionalizzato alla scoperta di luoghi poco conosciuti della nostra regione.

Ulteriori informazioni sui siti www.legambientevda.it (sull’iniziativa specifica) e www.monterosarando.com (più generale sul percorso e le sue tappe).

Info e prenotazioni obbligatorie (entro e non oltre il 27 settembre): via mail scrivendo a info@valdayas-monterosa.com o a legambientevda@teletu.it, o telefonando al 348 4458175

Una regione alla mercè delle lobbies dell’idroelettrico

Le Associazioni che partecipano come portatori di pubblico interesse ai processo di revisione del del PIano di Tutela delle Acque hanno inviato una lettera al Presidente della Regione VDA  Marquis, ai Ministri per lo sviluppo economico, calenda, eper l’ambiente, Galletti, e al Tribunale Superiore delle Acque.La pubblichiamo integralmente.

LETTERA APERTA – Una Regione alla mercé delle lobby dell’idroelettrico.

Le imprese dell’idroelettrico hanno presentato nei mesi scorsi al Tribunale Superiore Acque Pubbliche un ricorso contro la moratoria alla realizzazione di nuove centrali che la Regione Valle d’Aosta ha introdotto nel dicembre 2016.

Ricordiamo che la Valle d’Aosta contribuisce alla produzione nazionale di energia idroelettrica con una produzione media annua di 3.000 milioni di KW, con un totale di 226 impianti di grandi e medie dimensioni, risalenti i più grandi al secolo scorso, (dati PEAR del 2013 oggi ampiamente superati).