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Arvier – Il lupo in giardino. quali problemi e quali soluzioni?

Mercoledì 10 marzo, ore 21.00, pagina facebook del Circolo valdostano di Legambiente

Il circolo valdostano di Legambiente organizza un incontro online sulla propria pagina facebook partendo dalla vicenda dei lupi ad Arvier.

Principali protagonisti della serata Alexis Vallet, che con una lettera ai giornali ha segnalato le preoccupazioni degli abitanti di Arvier e Luca Giunti, Guardiaparco Aree protette delle Alpi Cozie e naturalista noto anche in Valle d’Aosta dove ha partecipato a numerose e interessanti serate a carattere informativo.

L’obiettivo è infatti capire, senza fuorvianti intenti polemici, se si tratta di un caso unico o se ci sono esperienze simili a cui fare riferimento e quali sono i problemi maggiori e le risposte più efficaci.

Modera la sarata Maria Pia Simonetti.

LETTERA APERTA ALL’AREV

Pubbichiamo integralmente la risposta alla lettera aperta che l’ AREV ha inviato alla nostra Associazione. Solo il dialogo, a nostro avviso, può consentire di affrontare le questioni sollevate dal ritorno del lupo in Valle d’Aosta

Gentile Presidente,

la lettera aperta che, a nome dell’AREV, ha inviato nei giorni scorsi alla nostra Associazione ed ai media, rappresenta, a nostro avviso, un buon punto di partenza per avviare un confronto proficuo sul tema del lupo.

Siamo ben coscienti delle perdite economiche – e anche affettive! – causate dagli attacchi del predatore, nonché dei cambiamenti nella conduzione delle aziende e nel modo di vivere la professione che il suo ritorno rende necessari. Il tema del lupo, complesso e divisivo, rappresenta sicuramente un fattore di difficoltà aggiuntiva per un settore che, ormai da anni, è di per sé in una fase delicata.

Proprio per questo bisogna trovare risposte che siano basate sia su evidenze scientifiche sia sul sostegno agli allevatori, e che siano al tempo stesso efficaci. In tal senso, un punto di partenza attendibile può derivare dal confronto con altre esperienze diffuse sull’arco alpino. Per questi motivi abbiamo da sempre sostenuto la necessità che la Valle d’Aosta aderisse al progetto lifewolfalps.eu, che racchiude in sé entrambi gli aspetti e raccoglie i dati sperimentando anche nuove forme di convivenza con il lupo.

In questo quadro, ci è sembrato particolarmente interessante il dato oggettivo, diffuso nel Tavolo Tecnico regionale, sul calo delle predazioni nel 2020, a fronte di un aumento degli esemplari sul territorio. Non è nostra intenzione interpretarlo in senso assoluto e concordiamo sul fatto che occorrerà valutare con attenzione i dati dei prossimi anni, al fine di confermare la validità delle misure dissuasive che state adottando e la presenza di eventuali altri fattori che possono incidere sulle predazioni.

E’ anche opportuno, però, rilevare che il ritorno del lupo rappresenta un indubbio successo nella tutela della biodiversità: significa che oggi l’arco alpino offre nuovamente condizioni favorevoli per l’insediamento del predatore, presenza che può anche rivelarsi un attrattore turistico. Il turismo dolce e naturalistico che noi promuoviamo, e che riteniamo essere la forma più autentica di approccio alla montagna, è intimamente legato alla tutela della fauna, ma anche, come sapete, all’agricoltura e alla zootecnia tradizionali, alla filiera gastronomica di eccellenza di cui voi siete tra i protagonisti. E su questo punto siamo veramente vostri alleati: abbiamo in questi anni sostenuto la richiesta per un marchio di qualità per il latte valdostano, e crediamo che i prodotti tipici vadano tutelati e promossi in misura più incisiva rispetto a quanto si fa attualmente. Gli alpeggi e il paesaggio tradizionale che la vostra cura ha permesso di conservare costituiscono un tassello importante nell’offerta di turismo dolce che sempre più persone prediligono: a nostro avviso, anche il lupo ne è un elemento importante.

Anche a motivo dei dati scientifici, che non confermano impatti positivi sulle predazioni legate agli abbattimenti di singoli esemplari di lupo ma sottolineano, al contrario, il rischio della destrutturazione dei branchi – e quindi di un aumento degli attacchi sugli animali domestici – rimaniamo contrari agli ammiccamenti da parte di certa classe politica su ipotesi di prelievo del carnivoro. “Coesistere” significa “vivere insieme con l’altro”, e noi crediamo che, se riusciremo a trovare soluzioni efficaci, la coesistenza potrà diventare un valore aggiunto per tutti.

Partendo dai molti punti che ci accomunano, e tenendo anche ben presenti alcune differenti opinioni, siamo disponibili ad un confronto costruttivo, nella speranza di individuare una strada che consenta la tutela tanto della zootecnia tradizionale quanto della presenza del lupo in Valle d’Aosta.

Per il Direttivo di Legambiente Valle d’Aosta

Il Presidente

Denis Buttol

BASTA PROCLAMI E FACILI SCORCIATOIE. LA QUESTIONE LUPO VA AFFRONTATA CON RAZIONALITA’ ED EQUILIBRIO!

Recentemente, a seguito di avvistamenti di esemplari del predatore nei pressi dei centri abitati, la questione lupo é tornata al centro del pubblico dibattito.

In occasione della riunione del Tavolo Tecnico sul Lupo svoltasi giovedì 4 Febbraio, alla quale Legambiente ha partecipato insieme agli altri attori coinvolti sul tema, sono stati illustrati i dati sulla presenza del lupo in Valle d’Aosta, sui danni al settore dell’allevamento ed i relativi rimborsi in fase di erogazione.

All’interno del progetto Wolfalps, la Regione sta organizzando con convinzione la creazione di squadre di tecnici volte a sostenere il settore della zootecnia sia per l’attuazione delle migliori misure di prevenzione, con attenzione alle particolarità delle singole situazioni, sia per la quantificazione dei danni in caso di attacco, ai fini di rimborso e per l’individuazione e il superamento dei punti di criticità.

La novità è che, nel corso del Tavolo Tecnico, è stata accertata nel 2020 una diminuzione di atti predatori ai danni delle specie allevate rispetto ai due anni precedenti.

Plaudiamo, quindi, al proseguimento del percorso iniziato, ma rimaniamo severamente critici sulle iniziative annunciate da singoli esponenti politici al solo scopo di raccogliere un facile consenso elettorale con fantomatiche proposte di legge che illudono gli allevatori attraverso pronte soluzioni (come l’abbattimento), cercando di aggirare le leggi nazionali ed internazionali che obbligano gli enti territoriali al rispetto di protocolli superabili solo a seguito di conclamato pericolo causato da singoli esemplari.

Anzi, lanciamo una proposta all’Assessore: ora che é disponibile un primo censimento sommario (e diversamente non potrebbe essere, data l’elusività e la grande mobilità del lupo) della presenza del predatore, chiediamo che si inizi una rilevazione che metta a confronto il numero di ungulati censiti con il numero supposto di predatori presenti in Valle, e che questo dato sia inserito ed influisca nei piani faunistico-venatori di ogni anno. In questo modo, infatti, sarebbe possibile verificare se il calo delle predazioni del lupo può essere legato ad una maggiore disponibilità di prede selvatiche.

Non é nostra intenzione minimizzare i timori dei cittadini, ma siamo convinti della necessità che l’affrontare la questione lupo passi da una corretta ed ampia informazione e formazione che coinvolga cittadini e allevatori riguardo le norme da seguire per proteggere se stessi ed i propri beni, rispettando l’ecosistema in cui noi tutti viviamo.

Legge “lupo” No agli abbattimenti, sì al sostegno agli allevatori

egambiente, pur apprezzando i miglioramenti apportati al testo di legge che arriva in Consiglio rispetto alla stesura iniziale della proposta, si dichiara contraria alla possibilità, per quanto remota, di abbattimento di esemplari di una specie protetta dalla legislazione europea.

L’abbattimento è infatti ritenuto dagli esperti del settore inutile, quando non dannoso, per la stessa protezione del bestiame, in quanto causa la frammentazione del branco e la presenza di un maggior numero di esemplari vaganti con conseguente aumento della predazione degli animali allevati.

Condivide invece tutte le misure del testo in oggetto atte a conciliare la presenza del lupo con le attività di chi vive e lavora in montagna: è necessario infatti operare per prevenire gli attacchi e, in caso di perdita di animali, risarcire in tempi brevi gli allevatori per i danni arrecati dal carnivoro; al tempo stesso va puntualmente e duramente repressa ogni forma di bracconaggio.