Legambiente condivide le rimostranze del gruppo di cittadini che ha presentato un esposto riguardo la mancanza di regole nell’appena collaudato impianto di Tiro a volo di Chatillon.
Il rumore legato alle attività che prevedono spari risulta molesto in quanto tale, viene inoltre acuito dalla non regolarità dei colpi, e crea disturbo e agitazione in particolare su persone sensibili e animali.
Ma se il disturbo di attività svolte in impianti di questo tipo è comunque evidente, diventa insopportabile quando saltano addirittura le regole imposte: le prescrizioni dettate da ARPA e dalla Regione, i limiti delle giornate di riposo e di orario di esercizio, vanno assolutamente osservati per cercare almeno di ridurre il disagio a carico delle persone che risiedono in maniera continuativa o temporanea nelle aree raggiunte dal rumore dei colpi.
“A margine del fatto di cronaca – conclude Gianpaolo Fedi, presidente di Legambiente Valle d’Aosta – una riflessione viene però spontanea: i Comuni si rendono conto del malessere che creano ai propri cittadini (o a quelli dei Comuni limitrofi) autorizzando impianti o attività acusticamente così impattanti? Sarebbe un ragionamento da fare prima, non dopo la costruzione dell’impianto.
Ben vengano quindi le indagini richieste dai cittadini che hanno presentato l’esposto, volte almeno a ribadire il pieno rispetto delle norme autorizzate.”
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CAROVANA DEI GHIACCIAI TORNA IN VDA DAL 20 AL 24 AGOSTO: PARTECIPA!
Ghiacciai in ritirata: tra eredità del passato, turismo e aumento dei rischi
Venerdì 21 agosto
Puliamo il Mondo al Ghiacciaio del Miage
Ore 8.30
Ritrovo al Parcheggio P2 – Val Veny e salita lungo la strada pedonale della Val Veny fino al Ghiacciaio del Miageinsieme a Puliamo Il Mondo.
Rifiuti storici, rifiuti del turismo. Attività di pulizia realizzata in collaborazione con Puliamo il Mondo – Legambiente, con la partecipazione di Laura Brambilla ed Emilio Bianco (Puliamo il Mondo – Legambiente). Considerazioni sull’evoluzione dell’ambiente glaciale del Miage da parte di Philip Deline (glaciologo dell’Université Savoie Mont Blanc) Luigi Perotti e Stefano Perona, (Fondazione Glaciologica Italiana)
Pranzo al sacco.
Ore 16.00 circa
Rientro a La Visaille.
Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/
Sabato 22 agosto
Ore 7.45
Ritrovo Piazzale Monte Bianco, Courmayeur e salita in bus/navetta
Ore 10.00
Escursione con vista panoramica sulla Val Ferret e considerazioni sul Ghiacciaio di Planpincieux. Monitoraggio e gestione del rischio glaciale sul Ghiacciaio di Planpincieux. Approfondimento a cura della Fondazione Montagna sicura, con l’intervento di Jean Pierre Fosson e Pietro di Sopra.
Ore 11:30
Punto panoramico di Praz de la Saxe, con vista sul Ghiacciaio della Brenva, le dorsali di Mont de la Saxe e mont Chérif e sulla Valle Principale. La deglaciazione e l’instabilità dei versanti. Approfondimento sulla frana-DGPV di Mont de la Saxe, frane valanghe della Brenva e del Crammont, a cura della Fondazione Glaciologica Italiana con interventi di Marco Giardino, Luigi Perotti (Università di Torino) e Philip Deline (Université Savoie Mont Blanc).
Ore 12:15
Arrivo al Rifugio Bertone
Pranzo al sacco oppure presso il Rifugio Bertone (menù convenzionato: 10 euro)
Ore 13.45
Saluto al Ghiacciaio
Un momento di musica e riflessione dedicato ai ghiacciai, alla loro straordinaria bellezza e ai servizi ecosistemici che garantiscono alle comunità montane e ai territori di valle con la partecipazione di Renzino Cosson, alpinista e rifugista e Valerio Zanchetta, arpista.
Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/
Lunedì 24 agosto
Ore 10.00
Conferenza stampa
Presso Sala Hôtel des États, Piazza Émile Chanoux 32, Aosta
Con il patrocinio di COMUNE AOSTA
Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/
Alle iniziative parteciperà anche l’Associazione Cubo Teatro
CLICCA SUL LINK SOTTOSTANTE PER VISUALIZZARE LA LOCANDINA
AVVICENDAMENTO AL VERTICE DI LEGAMBIENTE VALLE D’AOSTA
Il presidente del Circolo Denis Buttol passa il testimone, dopo quasi 10 anni, a Gianpaolo Fedi.
“Dal Piano Regionale Trasporti a quello sulla gestione dei Rifiuti – afferma Gianpaolo Fedi – dalle iniziative culturali alle vertenze per la salvaguardia del nostro territorio, i campi in cui il nostro Circolo è chiamato ad agire sono veramente tanti. Continueremo a essere il punto di riferimento per tanti cittadini che hanno a cuore la Valle d’Aosta degli anni futuri e non solo gli interessi immediati”.
Il Consiglio di presidenza del prossimo biennio, così come deliberato dal Consiglio Direttivo del Circolo, sarà composto da Gianpaolo Fedi Presidente, Denis Buttol Vicepresidente, Giuliana Franchi Segretaria.
PIANO REGIONALE TRASPORTI: UN’OCCASIONE MANCATA, MA CI SI PUO’ ANCORA FERMARE!
18 giugno scorso Legambiente Valle d’Aosta, insieme a Valle Virtuosa, è stata ricevuta in audizione dalla IV Commissione permanente del Consiglio Regionale, nell’ambito del procedimento di approvazione del Piano Regionale Trasporti (PRT).
Per Legambiente, pur essendo uno strumento atteso da più vent’anni, il Piano in discussione è un documento deludente. Ci auguravamo che l’Amministrazione Regionale affrontasse le sfide che i tempi pongono, proponendo al Consiglio e ai cittadini uno strumento innovativo, punto di partenza per un cambio di passo, e invece ci si trova di fronte, spiace dirlo, ad una occasione sostanzialmente persa. Il PRT perpetua infatti il modello – ormai superato – di una regione che impone sia ai cittadini sia ai turisti di privilegiare l’auto privata. Nel Piano si parla molto di trasporto pubblico, è vero, e Legambiente lo ha sottolineato nelle osservazioni inviate nella fase di evidenza pubblica della VAS, ma sono ancora le autostrade, l’idea del raddoppio del TMB, e l’abbandono di infrastrutture già esistenti a favore di non ben chiare soluzioni innovative a suscitare perplessità. Perplessità, spiace dirlo, non solo nelle associazioni e nei cittadini che hanno presentato osservazioni, ma negli stessi Uffici regionali (!) che lamentano una carenza di analisi dei vincoli presenti sul territorio (ambiti inedificabili, vincoli a tutela dei beni paesaggistici, misure di protezione delle aree protette) e dei PRGC dei Comuni. Per Legambiente tale carenza di analisi rende difficile, se non impossibile allo stato attuale, valutare la reale fattibilità delle opere proposte.
In linea generale, il Documento di Sintesi testimonia una non volontà di confronto sul merito del PRT.
La ricchezza del livello e la varietà sia delle osservazioni che dei soggetti che le hanno presentate, non viene colta come segnale dell’importanza che i cittadini attribuiscono a questo Piano. Si pensi che ben 15 soggetti competenti in materia territoriale e ambientali e 19 soggetti terzi hanno inviato documenti, con un totale di 220 osservazioni specifiche. Di queste soltanto 10 sono state recepite!
E’ quindi venuta a mancare da parte dell’Assessorato proponente ogni disponibilità a costruire un PRT condiviso e partecipato dall’intera comunità valdostana, come invece avrebbe dovuto avvenire.
Legambiente, vista la situazione, e allo scopo di:
– svolgere gli approfondimenti necessari, soprattutto in merito agli aspetti paesaggistici, a quelli legati agli ambiti inedificabili e ai PRGC dei Comuni interessati da opere infrastrutturali, giungendo in tal modo a definire quali opere siano effettivamente realizzabili: di conseguenza delineare la scala di priorità degli interventi: condizione posta, tra l’altro, dal CELVA per un parere positivo;
– predisporre e svolgere il dibattito pubblico sul collegamento di TPL in Alta Valle prima di operare una scelta definitiva in favore dell’ipotizzata linea BRT (Bus Rapid Transit). Con “predisporre” si intende la realizzazione di uno studio che compari in modo scientifico varie alternative, una delle quali deve essere il ripristino della tratta ferroviaria attualmente non in esercizio;
– svolgere ulteriori approfondimenti sull’utilizzo della galleria del Drinc come via di fuga. Ferma restando la contrarietà di Legambiente alla realizzazione del collegamento funiviario Cogne-Pila, ci pare condivisibile l’osservazione avanzata dall’Associazione Musei di Cogne, che ricorda come un progetto a fune non presupponga l’abbandono definitivo della galleria, che potrebbe in ogni caso essere impiegata come via di comunicazione d’emergenza
ha proposto alla Commissione di rinviare l’approvazione del PRT ed il successivo invio al Consiglio Regionale.
LA REGIONE BOCCIA IL PROGETTO DELL’IMPIANTO DI CORTLYS
Comunicato stampa congiunto di Legambiente VDA e Comitato per la Salvaguardia dell’Alpe Cortlys
La realizzazione dell’impianto idroelettrico di Cortlys è stata bloccata dalla Regione, che ha rigettato la domanda di autorizzazione unica della concessionaria Staffal Energy s.r.l.. Il progetto dell’impianto idroelettrico di Cortlys interessava il tratto iniziale del torrente Lys, che sgorga dal Ghiacciaio e attraversa un’area di grande pregio naturalistico e ambientale ai piedi del Monte Rosa. Negli ultimi anni, ripetuti fenomeni di piena hanno evidenziato la fragilità idrogeologica del contesto. L’impianto idroelettrico si sarebbe inserito in un territorio ancora libero
da qualsiasi infrastruttura, dove non è presente neanche una strada, a fronte di qualsiasi problema di emergenza tecnica dovesse presentarsi.
La concessione al prelievo delle acque era stata rilasciata nel 2009. Da allora, sono una decina i procedimenti relativi alla realizzazione dell’impianto che si sono susseguiti.
Legambiente e il Comitato di Cortlys, insieme a Mountain Wilderness, hanno seguito costantemente la vicenda amministrativa. Nell’ultima fase, hanno rilevato che il progetto non era conforme al nuovo Piano Tutela Acque approvato lo scorso giugno, soprattutto per quel che riguarda il deflusso ecologico. La Regione ha accolto questa osservazione; ha inoltre valutato insoddisfacente il modo in cui le questioni di carattere idrogeologico erano affrontate dal progetto: un impianto esposto al massimo grado di pericolosità connesso a fenomeni tipici delle aree periglaciali, come colate detritiche o svuotamento di laghi glaciali. Per questi motivi ha negato l’autorizzazione.
“Abbiamo aspettato che scadessero anche i tempi per eventuali ricorsi – afferma Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano del Cigno Verde – adesso finalmente possiamo festeggiare e comunicare che la lunga battaglia è stata vinta!”
Il progetto, approssimativo all’origine, era stato negli anni modificato, limato, sistemato, corretto per adattarlo alla realtà del terreno. È rimasto tuttavia irrimediabilmente incompatibile con la natura dell’area in cui dovrebbe essere realizzato.
Legambiente e il Comitato per Cortlys confidano che l’ennesimo rigetto renda evidente a tutti questa realtà.