CAROVANA DEI GHIACCIAI TORNA IN VDA DAL 20 AL 24 AGOSTO: PARTECIPA!

Torna in Valle d’Aosta la Carovana dei ghiacciai (la campagna internazionale di Legambiente, realizzata con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana e la collaborazione di CIPRA Italia), dal 20 al 24 agosto. 
Riportiamo inoltre qui sotto il programma e i link per iscriversi ai soli appuntamenti e alle escursioni della tappa valdostana.
 
2 tappa – Ghiacciai del Monte Bianco (Valle d’Aosta, Italia)
 
20–24 agosto 2026

Ghiacciai in ritirata: tra eredità del passato, turismo e aumento dei rischi

Venerdì 21 agosto
Puliamo il Mondo al Ghiacciaio del Miage

Ore 8.30
Ritrovo al Parcheggio P2 – Val Veny e salita lungo la strada pedonale della Val Veny fino al Ghiacciaio del Miageinsieme a Puliamo Il Mondo.

Rifiuti storici, rifiuti del turismo. Attività di pulizia realizzata in collaborazione con Puliamo il Mondo – Legambiente, con la partecipazione di Laura Brambilla ed Emilio Bianco (Puliamo il Mondo – Legambiente). Considerazioni sull’evoluzione dell’ambiente glaciale del Miage da parte di Philip Deline (glaciologo dell’Université Savoie Mont Blanc) Luigi Perotti e Stefano Perona, (Fondazione Glaciologica Italiana) 

Pranzo al sacco.

Ore 16.00 circa
Rientro a La Visaille.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/AAbyBsQPapaWkU5j7 

Sabato 22 agosto

Ore 7.45
Ritrovo Piazzale Monte Bianco, Courmayeur e salita in bus/navetta

Ore 10.00 
Escursione con vista panoramica sulla Val Ferret e considerazioni sul Ghiacciaio di PlanpincieuxMonitoraggio e gestione del rischio glaciale sul Ghiacciaio di Planpincieux. Approfondimento a cura della Fondazione Montagna sicura, con l’intervento di Jean Pierre Fosson e Pietro di Sopra.

Ore 11:30
Punto panoramico di Praz de la Saxe, con vista sul Ghiacciaio della Brenva, le dorsali di Mont de la Saxe e mont Chérif e sulla Valle Principale. La deglaciazione e l’instabilità dei versanti. Approfondimento sulla frana-DGPV di Mont de la Saxe, frane valanghe della Brenva e del Crammont, a cura della Fondazione Glaciologica Italiana con interventi di Marco Giardino, Luigi Perotti (Università di Torino) e Philip Deline (Université Savoie Mont Blanc). 

Ore 12:15
Arrivo al Rifugio Bertone 
Pranzo al sacco oppure presso il Rifugio Bertone (menù convenzionato: 10 euro)

Ore 13.45
Saluto al Ghiacciaio
Un momento di musica e riflessione dedicato ai ghiacciai, alla loro straordinaria bellezza e ai servizi ecosistemici che garantiscono alle comunità montane e ai territori di valle con la partecipazione di Renzino Cosson, alpinista e rifugista e Valerio Zanchetta, arpista.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/2WyC5AdoKAzJ2Yrh7 

Lunedì 24 agosto
Ore 10.00
Conferenza stampa
Presso Sala Hôtel des États, Piazza Émile Chanoux 32, Aosta
Con il patrocinio di COMUNE AOSTA

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/eMAKFBLkTULPd7Ca8 

Alle iniziative parteciperà anche l’Associazione Cubo Teatro

CLICCA SUL LINK SOTTOSTANTE PER VISUALIZZARE LA LOCANDINA

 

 

CdG26_programma tappa 2

AVVICENDAMENTO AL VERTICE DI LEGAMBIENTE VALLE D’AOSTA

Il presidente del Circolo Denis Buttol passa il testimone, dopo quasi 10 anni, a Gianpaolo Fedi.
“Dal Piano Regionale Trasporti a quello sulla gestione dei Rifiuti – afferma Gianpaolo Fedi – dalle iniziative culturali alle vertenze per la salvaguardia del nostro territorio, i campi in cui il nostro Circolo è chiamato ad agire sono veramente tanti. Continueremo a essere il punto di riferimento per tanti cittadini che hanno a cuore la Valle d’Aosta degli anni futuri e non solo gli interessi immediati”.
Il Consiglio di presidenza del prossimo biennio, così come deliberato dal Consiglio Direttivo del Circolo, sarà composto da Gianpaolo Fedi Presidente, Denis Buttol Vicepresidente, Giuliana Franchi Segretaria.

Cogne, la funivia e le paure (comprensibili) di molti cittadini

Abbiamo partecipato, come portatori d’interesse ambientale, all’incontro pubblico tenutosi a Cogne il 5 febbraio scorso per presentare e discutere lo studio di fattibilità del’ipotizzato collegamento tra la Perla delle Alpi e la “Stella” di Pila.
Prima di questo evento, tutto sembrava indicare una situazione di forte coesione della comunità locale, schierata nella quasi totalità a favore dell’impianto. Anche alle recenti elezioni comunali, del resto,
entrambe le liste in competizione si erano espresse in tal senso.
Ma, si sa, una cosa è immaginare una funivia già operativa, funzionante 24 ore al giorno con frotte di turisti in arrivo.…Altro è, invece, rendersi conto di svariati problemi concreti che potrebbero sorgere.
Tra questi, i due o forse anche tre anni di lavori di cantiere (i relatori non hanno potuto specificarlo) che potrebbero compromettere la stagione estiva e la qualità della vita degli stessi cogneins.
E poi ci sono molte domande ancora aperte: da dove partirà la funivia? Dal centro del paese o da Epinel? Saranno necessari nuovi parcheggi? Dove verranno costruiti?
I sostenitori del progetto affermano che la funivia creerà nuovi posti di lavoro per i giovani, contrastando lo spopolamento; al contrario, molti cittadini temono non solo l’aumento dei turisti, ma soprattutto un cambiamento nella tipologia della clientela…
Durante i dibattiti è emersa infatti una preoccupazione chiara: Cogne rischia di perdere la propria identità? Potrebbe trasformarsi in una meta turistica simile a tante altre, dominata da un turismo di massa che cerca solo un selfie “instagrammabile”, perdendo così la sua unicità?
Un altro timore più volte emerso riguarda il rischio di innesco di una spirale speculativa in campo edilizio: magari non con l’attuale amministrazione, ma in futuro?
Inoltre, tra le varie considerazioni sentite nei vari tavoli di confronto del pomeriggio, emerge il timore di un aumento degli affitti, che potrebbe danneggiare sia i residenti sia i lavoratori stagionali. Si percepisce anche il rischio che l’afflusso di turisti crei problemi di sicurezza, di traffico, e riduca la qualità della vita nel paese.
Insomma, anche se molti abitanti sono teoricamente favorevoli alla funivia, ieri si sono trovati a confrontarsi con la realtà e a porsi molte domande, come è giusto che accada davanti a un’opera così
imponente. Non c’è un consenso unanime, ma si è aperta una riflessione seria e condivisa.
Noi, come ambientalisti, pensiamo che il collegamento funiviario non debba essere realizzato. Preferiremmo invece recuperare la galleria del Drinc, un’alternativa più sostenibile (romantica, secondo
qualcuno) che ieri è stata solo accennata. Quello che ci sembra fondamentale, in ogni caso, è che la comunità di Cogne continui a discutere e confrontarsi, così come è iniziato ieri con i tavoli di confronto,
peraltro organizzati molto bene.
In conclusione, Legambiente chiede che ci siano altre occasioni per coinvolgere i cittadini nelle prossime fasi del progetto. Un’opera così grande e impattante non può essere decisa dall’alto senza un
vero dialogo con chi vive il territorio: Cogne ha il diritto di scegliere il proprio futuro con una riflessione collettiva e partecipata.

AOSTA E LA “CURA” DEGLI ALBERI-LETTERA APERTA AL SINDACO

Gentile Sindaco, abbiamo letto una sua recente intervista in cui si parla della prevista potatura di 140 alberi nella città di Aosta

Alla luce di quello che vediamo da anni, vogliamo segnalarLe che, insieme a vari cittadini che periodicamente ci contattano, siamo preoccupati della gestione ordinaria degli alberi in città: lo stesso vocabolo “gestione” del verde andrebbe sostituito con un più rispettoso “cura”, poiché il verde è qualcosa di vivo e non un qualunque elemento inanimato di arredo urbano. 

Cosa ci fa storcere il naso di fronte ad una generica previsione di “potatura periodica”? Il fatto che gli alberi normalmente non dovrebbero necessitare di potature, le chiome servono per fornire energia e farli crescere armonici e robusti. L’asportazione di tutte le fronde, al punto da potersi configurare come una capitozzatura mascherata, è un’azione che costringe l’albero ad uno sforzo continuo per ricrearsi le condizioni necessarie alla vita, alla fotosintesi clorofilliana e all’assorbimento della CO2 che tanto fa bene anche a noi cittadini. 

Credendo di far bene, di alleggerire, di prevenire (ma la scienza dell’arboricoltura ha già sfatato queste credenze da tempo) si creano solo danni peggiori. Cosa ne sarebbe del tiglio di Sant’Orso se gli si fossero applicati i principi utilizzati per i suoi sfortunati fratelli del Quartiere Cogne, ad esempio?
Certo, gli alberi vanno potati quando ci sono problemi strutturali certificati che non si possono risolvere altrimenti. 
Per questo è importante che il Comune di Aosta si doti quanto prima degli strumenti previsti dalla L.10/2013 per la gestione del verde: il censimento, il regolamento e il piano del verde, in modo che le nuove piantumazioni siano fatte sulla base di criteri certi e scientifici.
L’aggiornamento costante delle persone che si occupano ai vari livelli di questa delicata materia è requisito essenziale. Così come è essenziale che l’amministrazione investa per potenziare anche numericamente le risorse interne che seguono il settore del verde pubblico.

La ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicare, insieme all’amministrazione tutta, alla bellezza e alla salute del verde cittadino e degli alberi che sono protettori della nostra salute, prima difesa contro l’innalzamento delle temperature, e che vorremmo vedere pieni di vita e non solo trofeo come gli abeti esposti (pur ammettendo che la scenografia è veramente bella) in questi giorni intorno al mercatino di Natale. 

Le preannunciamo inoltre che chiederemo a Lei e all’Assessore competente un incontro per parlare di questo tema e rilanciare la richiesta di un percorso condiviso, a partire dal censimento arboreo che ancora non è nella disponibilità dell’amministrazione cittadina.

Aosta, 19 novembre 2025

Legambiente – Gruppo Alberi

PIANO REGIONALE TRASPORTI: UN’OCCASIONE MANCATA, MA CI SI PUO’ ANCORA FERMARE!

18 giugno scorso Legambiente Valle d’Aosta, insieme a Valle Virtuosa, è stata ricevuta in audizione dalla IV Commissione permanente del Consiglio Regionale, nell’ambito del procedimento di approvazione del Piano Regionale Trasporti (PRT).

Per Legambiente, pur essendo uno strumento atteso da più vent’anni, il Piano in discussione è un documento deludente. Ci auguravamo che l’Amministrazione Regionale affrontasse le sfide che i tempi pongono, proponendo al Consiglio e ai cittadini uno strumento innovativo, punto di partenza per un cambio di passo, e invece ci si trova di fronte, spiace dirlo, ad una occasione sostanzialmente persa. Il PRT perpetua infatti il modello – ormai superato – di una regione che impone sia ai cittadini sia ai turisti di privilegiare l’auto privata. Nel Piano si parla molto di trasporto pubblico, è vero, e Legambiente lo ha sottolineato nelle osservazioni inviate nella fase di evidenza pubblica della VAS, ma sono ancora le autostrade, l’idea del raddoppio del TMB, e l’abbandono di infrastrutture già esistenti a favore di non ben chiare soluzioni innovative a suscitare perplessità. Perplessità, spiace dirlo, non solo nelle associazioni e nei cittadini che hanno presentato osservazioni, ma negli stessi Uffici regionali (!) che lamentano una carenza di analisi dei vincoli presenti sul territorio (ambiti inedificabili, vincoli a tutela dei beni paesaggistici, misure di protezione delle aree protette) e dei PRGC dei Comuni. Per Legambiente tale carenza di analisi rende difficile, se non impossibile allo stato attuale, valutare la reale fattibilità delle opere proposte.

In linea generale, il Documento di Sintesi testimonia una non volontà di confronto sul merito del PRT.

La ricchezza del livello e la varietà sia delle osservazioni che dei soggetti che le hanno presentate, non viene colta come segnale dell’importanza che i cittadini attribuiscono a questo Piano. Si pensi che ben 15 soggetti competenti in materia territoriale e ambientali e 19 soggetti terzi hanno inviato documenti, con un totale di 220 osservazioni specifiche. Di queste soltanto 10 sono state recepite!

E’ quindi venuta a mancare da parte dell’Assessorato proponente ogni disponibilità a costruire un PRT condiviso e partecipato dall’intera comunità valdostana, come invece avrebbe dovuto avvenire.

Legambiente, vista la situazione, e allo scopo di:

svolgere gli approfondimenti necessari, soprattutto in merito agli aspetti paesaggistici, a quelli legati agli ambiti inedificabili e ai PRGC dei Comuni interessati da opere infrastrutturali, giungendo in tal modo a definire quali opere siano effettivamente realizzabili: di conseguenza delineare la scala di priorità degli interventi: condizione posta, tra l’altro, dal CELVA per un parere positivo;

– predisporre e svolgere il dibattito pubblico sul collegamento di TPL in Alta Valle prima di operare una scelta definitiva in favore dell’ipotizzata linea BRT (Bus Rapid Transit). Con “predisporre” si intende la realizzazione di uno studio che compari in modo scientifico varie alternative, una delle quali deve essere il ripristino della tratta ferroviaria attualmente non in esercizio;

– svolgere ulteriori approfondimenti sull’utilizzo della galleria del Drinc come via di fuga. Ferma restando la contrarietà di Legambiente alla realizzazione del collegamento funiviario Cogne-Pila, ci pare condivisibile l’osservazione avanzata dall’Associazione Musei di Cogne, che ricorda come un progetto a fune non presupponga l’abbandono definitivo della galleria, che potrebbe in ogni caso essere impiegata come via di comunicazione d’emergenza

ha proposto alla Commissione di rinviare l’approvazione del PRT ed il successivo invio al Consiglio Regionale.

LA REGIONE BOCCIA IL PROGETTO DELL’IMPIANTO DI CORTLYS

Comunicato stampa congiunto di Legambiente VDA e Comitato per la Salvaguardia dell’Alpe Cortlys

La realizzazione dell’impianto idroelettrico di Cortlys è stata bloccata dalla Regione, che ha rigettato la domanda di autorizzazione unica della concessionaria Staffal Energy s.r.l.. Il progetto dell’impianto idroelettrico di Cortlys interessava il tratto iniziale del torrente Lys, che sgorga dal Ghiacciaio e attraversa un’area di grande pregio naturalistico e ambientale ai piedi del Monte Rosa. Negli ultimi anni, ripetuti fenomeni di piena hanno evidenziato la fragilità idrogeologica del contesto. L’impianto idroelettrico si sarebbe inserito in un territorio ancora libero
da qualsiasi infrastruttura, dove non è presente neanche una strada, a fronte di qualsiasi problema di emergenza tecnica dovesse presentarsi.
La concessione al prelievo delle acque era stata rilasciata nel 2009. Da allora, sono una decina i procedimenti relativi alla realizzazione dell’impianto che si sono susseguiti.
Legambiente e il Comitato di Cortlys, insieme a Mountain Wilderness, hanno seguito costantemente la vicenda amministrativa. Nell’ultima fase, hanno rilevato che il progetto non era conforme al nuovo Piano Tutela Acque approvato lo scorso giugno, soprattutto per quel che riguarda il deflusso ecologico. La Regione ha accolto questa osservazione; ha inoltre valutato insoddisfacente il modo in cui le questioni di carattere idrogeologico erano affrontate dal progetto: un impianto esposto al massimo grado di pericolosità connesso a fenomeni tipici delle aree periglaciali, come colate detritiche o svuotamento di laghi glaciali. Per questi motivi ha negato l’autorizzazione.
“Abbiamo aspettato che scadessero anche i tempi per eventuali ricorsi – afferma Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano del Cigno Verde – adesso finalmente possiamo festeggiare e comunicare che la lunga battaglia è stata vinta!”
Il progetto, approssimativo all’origine, era stato negli anni modificato, limato, sistemato, corretto per adattarlo alla realtà del terreno. È rimasto tuttavia irrimediabilmente incompatibile con la natura dell’area in cui dovrebbe essere realizzato.
Legambiente e il Comitato per Cortlys confidano che l’ennesimo rigetto renda evidente a tutti questa realtà.