Le associazioni ambientaliste chiedono la convocazioneurgente dell’ORR e un confronto pubblico sul nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR 2027-2031)

Il PRGR 2022–2026 è prossimo alla scadenza e la definizione del nuovo PRGR 2027–2031 richiede
scelte fondate su dati verificabili, coerenza normativa e un confronto pubblico serio, attento e
trasparente, in linea con il Piano Nazionale di Gestione dei Rifiuti, con la regolazione ARERA e con
gli indirizzi europei.
Da un documento di analisi condiviso tra le associazioni emergono criticità strutturali che rendono
indispensabile riattivare il ruolo dell’ORR:

Secondo le associazioni, tali elementi non rappresentano singole disfunzioni, ma effetti sistemici che rischiano di subordinare la tutela dell’ambiente, la salute e l’equità per i cittadini a logiche di stabilità economico-finanziaria, anziché orientare il sistema verso una progressiva sostenibilità.

Il nuovo PRGR dovrà invece ristabilire una chiara gerarchia di priorità:
la legge, l’interesse pubblico, la tutela ambientale e la trasparenza devono guidare la
pianificazione; gli strumenti contrattuali e il ruolo del gestore devono essere funzionali a tali
obiettivi, e non il contrario.
Le associazioni ambientaliste chiedono pertanto che:

Cogne, la funivia e le paure (comprensibili) di molti cittadini

Abbiamo partecipato, come portatori d’interesse ambientale, all’incontro pubblico tenutosi a Cogne il 5 febbraio scorso per presentare e discutere lo studio di fattibilità del’ipotizzato collegamento tra la Perla delle Alpi e la “Stella” di Pila.
Prima di questo evento, tutto sembrava indicare una situazione di forte coesione della comunità locale, schierata nella quasi totalità a favore dell’impianto. Anche alle recenti elezioni comunali, del resto,
entrambe le liste in competizione si erano espresse in tal senso.
Ma, si sa, una cosa è immaginare una funivia già operativa, funzionante 24 ore al giorno con frotte di turisti in arrivo.…Altro è, invece, rendersi conto di svariati problemi concreti che potrebbero sorgere.
Tra questi, i due o forse anche tre anni di lavori di cantiere (i relatori non hanno potuto specificarlo) che potrebbero compromettere la stagione estiva e la qualità della vita degli stessi cogneins.
E poi ci sono molte domande ancora aperte: da dove partirà la funivia? Dal centro del paese o da Epinel? Saranno necessari nuovi parcheggi? Dove verranno costruiti?
I sostenitori del progetto affermano che la funivia creerà nuovi posti di lavoro per i giovani, contrastando lo spopolamento; al contrario, molti cittadini temono non solo l’aumento dei turisti, ma soprattutto un cambiamento nella tipologia della clientela…
Durante i dibattiti è emersa infatti una preoccupazione chiara: Cogne rischia di perdere la propria identità? Potrebbe trasformarsi in una meta turistica simile a tante altre, dominata da un turismo di massa che cerca solo un selfie “instagrammabile”, perdendo così la sua unicità?
Un altro timore più volte emerso riguarda il rischio di innesco di una spirale speculativa in campo edilizio: magari non con l’attuale amministrazione, ma in futuro?
Inoltre, tra le varie considerazioni sentite nei vari tavoli di confronto del pomeriggio, emerge il timore di un aumento degli affitti, che potrebbe danneggiare sia i residenti sia i lavoratori stagionali. Si percepisce anche il rischio che l’afflusso di turisti crei problemi di sicurezza, di traffico, e riduca la qualità della vita nel paese.
Insomma, anche se molti abitanti sono teoricamente favorevoli alla funivia, ieri si sono trovati a confrontarsi con la realtà e a porsi molte domande, come è giusto che accada davanti a un’opera così
imponente. Non c’è un consenso unanime, ma si è aperta una riflessione seria e condivisa.
Noi, come ambientalisti, pensiamo che il collegamento funiviario non debba essere realizzato. Preferiremmo invece recuperare la galleria del Drinc, un’alternativa più sostenibile (romantica, secondo
qualcuno) che ieri è stata solo accennata. Quello che ci sembra fondamentale, in ogni caso, è che la comunità di Cogne continui a discutere e confrontarsi, così come è iniziato ieri con i tavoli di confronto,
peraltro organizzati molto bene.
In conclusione, Legambiente chiede che ci siano altre occasioni per coinvolgere i cittadini nelle prossime fasi del progetto. Un’opera così grande e impattante non può essere decisa dall’alto senza un
vero dialogo con chi vive il territorio: Cogne ha il diritto di scegliere il proprio futuro con una riflessione collettiva e partecipata.

IL MARAIS DI MORGEX – LA SALLE 

UNA ZONA UMIDA ALLA RICERCA DELLA SOSTENIBILITA’, TRA BIODIVERSITA’ E TURISMO ESPERIENZIALE

Oggi, 2 febbraio, ricorre la Giornata Mondiale delle Zone Umide che celebra la firma, avvenuta nel 1971, della Convenzione di Ramsar sulle zone umide. 

Legambiente, nelle sue articolazioni locale e interregionale, ha organizzato per venerdì 6 febbraio, insieme al Comitato Dora Baltea Viva, un evento per far conoscere una delle riserve naturali della Valle, il Marais di Morgex – La Salle. 
Di seguito il programma e la locandina:

Relatori :

  • Alice De Marco, Presidente Legambiente Piemonte Valle d’Aosta:

valore naturalistico e scientifico delle zone umide 

  • Ornella Cerise, Struttura Biodiversità, sostenibilità e aree naturali protette, Assessorato Opere pubbliche, Territorio e Ambiente: 

caratteristiche dalla Zona di Protezione Speciale del Marais di Morgex 

  • Emanuele Bernasconi, Associazioni Dora Baltea Viva (Rafting e guide della natura): 

    le caratteristiche uniche della Dora di Morgex, le attività di educazione naturalistica da svolgere nel Marais, il Rafting tra il valore ludico e quello terapeutico, il valore sociale ed economico del turismo naturalistico ed esperienziale 

  • Federico Barzagli, sindaco di Morgex: 

    ricadute sul territorio e conclusioni

Lago Lod a Chamois, sentenza Cassazione Confermata la condanna all’ex sindaco di Chamois, Mario Pucci.

Lo scorso 15 gennaio si è tenuta a Roma, presso la Corte di Cassazione, l’udienza relativa al ricorso presentato dall’ex sindaco di Chamois, Mario Pucci. Il ricorso era stato promosso per chiedere l’annullamento della condanna inflittagli dal Tribunale Penale di Aosta il 13/5/2025, condanna per danno paesaggistico causato al lago Lod per il suo parziale svuotamento, avvenuto durante la primavera del 2022. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna ad una pena pecuniaria è stata confermata. 
 
Nel 2022, all’origine dei fatti, Legambiente aveva presentato un ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubblicheper contrastare la realizzazione di un impianto idroelettrico alimentato dalle acque del lago Lod di Chamois. Il lago sarebbe stato ridotto ad una vasca di carico a servizio dell’impianto e avrebbe quindi subito un evidente danno naturalistico e ambientale; bisogna tenere in conto che il lago Lod rappresenta un vero gioiello per Chamois, grazie alla ricchezza della flora e fauna e grazie alla sua posizione in una conca naturale in mezzo alle montagne sovrastanti il paese. 
 
Mentre veniva presentato il ricorso allo TSAP, si era verificato il parziale svuotamento del lago. Le indagini del Corpo Forestale avevano accertato che lo svuotamento era stato causato dalla manipolazione della strumentazione che permette l’afflusso delle acque del ru Novales al lago stesso. Il fatto era stato allora denunciato da Legambiente, poi costituitasi parte civile nel processo che ha fatto seguito. 
 
A seguito della forte mobilitazione di Chamoisins, residenti e turisti riuniti nel “Comitato Salvalod”, e gli echi sulla stampa valdostana, il concessionario che doveva realizzare la centrale idroelettrica aveva a quel punto comunicato di voler rinunciare all’utilizzo del lago per il funzionamento del proprio impianto. 
 
Il procedimento penale per lo svuotamento del lago presso il Tribunale di Aosta si è invece concluso a maggio 2025, e ha visto la condanna dell’allora sindaco ad una ammenda per il danno paesaggistico, al pagamento delle spese processuali e ad un risarcimento a Legambiente VdA da stabilirsi in sede civile. Condanna ora confermata dalla sentenza di Cassazione. 
 
“La decisione della Corte di Cassazione conferma un principio fondamentale: il patrimonio naturale non è un bene sacrificabile e va tutelato con fermezza, soprattutto in territori fragili e preziosi come l’arco alpino – così commentano in forma congiunta Alice De Marco, presidente Legambiente Piemonte Valle d’Aosta, e Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano – Siamo soddisfatti che la giustizia abbia fatto chiarezza su una vicenda che ha profondamente ferito la comunità locale e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del lago. Ringraziamo il Comitato Salvalod, i cittadini e le cittadine, i residenti e i tanti frequentatori di Chamois che si sono mobilitati per difendere questo luogo straordinario. 
Ora è essenziale guardare avanti: la Regione porti a termine nel minor tempo possibile gli interventi già finanziati per preservare l’equilibrio ecologico del lago. È un passo importante, che accogliamo positivamente.
Continueremo a vigilare affinché il lago Lod resti un patrimonio integro per le generazioni future e un simbolo del valore del paesaggio alpino e della sua tutela”
 
 

AOSTA E LA “CURA” DEGLI ALBERI-LETTERA APERTA AL SINDACO

Gentile Sindaco, abbiamo letto una sua recente intervista in cui si parla della prevista potatura di 140 alberi nella città di Aosta

Alla luce di quello che vediamo da anni, vogliamo segnalarLe che, insieme a vari cittadini che periodicamente ci contattano, siamo preoccupati della gestione ordinaria degli alberi in città: lo stesso vocabolo “gestione” del verde andrebbe sostituito con un più rispettoso “cura”, poiché il verde è qualcosa di vivo e non un qualunque elemento inanimato di arredo urbano. 

Cosa ci fa storcere il naso di fronte ad una generica previsione di “potatura periodica”? Il fatto che gli alberi normalmente non dovrebbero necessitare di potature, le chiome servono per fornire energia e farli crescere armonici e robusti. L’asportazione di tutte le fronde, al punto da potersi configurare come una capitozzatura mascherata, è un’azione che costringe l’albero ad uno sforzo continuo per ricrearsi le condizioni necessarie alla vita, alla fotosintesi clorofilliana e all’assorbimento della CO2 che tanto fa bene anche a noi cittadini. 

Credendo di far bene, di alleggerire, di prevenire (ma la scienza dell’arboricoltura ha già sfatato queste credenze da tempo) si creano solo danni peggiori. Cosa ne sarebbe del tiglio di Sant’Orso se gli si fossero applicati i principi utilizzati per i suoi sfortunati fratelli del Quartiere Cogne, ad esempio?
Certo, gli alberi vanno potati quando ci sono problemi strutturali certificati che non si possono risolvere altrimenti. 
Per questo è importante che il Comune di Aosta si doti quanto prima degli strumenti previsti dalla L.10/2013 per la gestione del verde: il censimento, il regolamento e il piano del verde, in modo che le nuove piantumazioni siano fatte sulla base di criteri certi e scientifici.
L’aggiornamento costante delle persone che si occupano ai vari livelli di questa delicata materia è requisito essenziale. Così come è essenziale che l’amministrazione investa per potenziare anche numericamente le risorse interne che seguono il settore del verde pubblico.

La ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicare, insieme all’amministrazione tutta, alla bellezza e alla salute del verde cittadino e degli alberi che sono protettori della nostra salute, prima difesa contro l’innalzamento delle temperature, e che vorremmo vedere pieni di vita e non solo trofeo come gli abeti esposti (pur ammettendo che la scenografia è veramente bella) in questi giorni intorno al mercatino di Natale. 

Le preannunciamo inoltre che chiederemo a Lei e all’Assessore competente un incontro per parlare di questo tema e rilanciare la richiesta di un percorso condiviso, a partire dal censimento arboreo che ancora non è nella disponibilità dell’amministrazione cittadina.

Aosta, 19 novembre 2025

Legambiente – Gruppo Alberi

POMPIOD : LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE RICORRONO AL TAR

COMUNICATO STAMPA DI VALLE VIRTUOSA, LEGAMBIENTE VDA E COMITATO DISCARICA SICURA DI POMPIOD.

Oggi l’Avvocata Emanuela Beacco, per conto di Valle Virtuosa, Legambiente Valle d’Aosta e Comitato Discarica sicura di Pompiod, ha depositato presso il TAR della Valle d’Aosta un ricorso per chiedere l’annullamento del Provvedimento Dirigenziale n. 3218/2025, con cui la Regione ha dichiarato non necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la riapertura della discarica di Pompiod.
Il provvedimento si fonda su generiche promesse di futuri “approfondimenti” e “mitigazioni” rinviati alla fase attuativa. La funzione della VIA, al contrario, è quella di accertare prima degli atti autorizzativi gli impatti ambientali effettivi, a tutela della salute e del territorio. Rinviare tali verifiche significa di fatto eludere la normativa.
La discarica di Pompiod non è mai stata sottoposta né a VIA né a VIncA, sebbene entrambe le procedure siano obbligatorie per garantire la protezione dell’ambiente, della salute e della comunità.
Con questo ricorso chiediamo che il TAR imponga alla Regione di applicare correttamente la normativa, disponendo:
 -una VIA completa e vincolante sulla discarica e sulle attività di smaltimento previste;
– una VIncA (Valutazione di Incidenza Ambientale) per valutare gli effetti della stessa sulla vicina area protetta della rete europea Natura 2000 “Castello e miniere abbandonate di Aymavilles”.

La VIncA non è un optional, ma uno strumento di legge
imprescindibile per difendere la biodiversità e garantire la tutela degli ecosistemi protetti.
Seguirà a breve una conferenza stampa con tutti I dettagli e le motivazioni contenute nel ricorso.

 

” PULIAMO IL MONDO” LUNGO LA DORA, TRA DONNAS E PONT-SAINT-MARTIN. Sabato 22 novembre 2025

Sabato 22 novembre, in una mattina dal cielo limpido e con un sole che intiepidiva l’aria, una ventina e oltre di persone si sono date appuntamento per pulire la sponda sx della Dora, tra Donnas e Pont Saint Martin. La collaborazione tra i due Comuni e Legambiente ha portato alla raccolta di numerosi rifiuti sparsi sulle ripe fluviali. Quest’anno, in particolare, abbiamo trovato veramente tanti pannelli di polistirolo per la coibentazione degli edifici, sia interi che a pezzi, probabilmente materiali risultati in eccesso in qualche ristrutturazione, poi depositati in qualche fondo privato e infine portati via dal vento. Oltre a questi abbiamo raccolto numerose plastiche e rifiuti di vario genere. In totale abbiamo riempito in maniera differenziata 16 cassonetti. Prima di pranzo, soddisfatti del lavoro di pulizia effettuato, i volontari si sono salutati dandosi appuntamento per le prossima edizione di Puliamo il Mondo, la storica campagna di Legambiente, lungo il fiume adesso ripulito.

Guarda il breve video sottostante!