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LA REGIONE BOCCIA IL PROGETTO DELL’IMPIANTO DI CORTLYS

Comunicato stampa congiunto di Legambiente VDA e Comitato per la Salvaguardia dell’Alpe Cortlys

La realizzazione dell’impianto idroelettrico di Cortlys è stata bloccata dalla Regione, che ha rigettato la domanda di autorizzazione unica della concessionaria Staffal Energy s.r.l.. Il progetto dell’impianto idroelettrico di Cortlys interessava il tratto iniziale del torrente Lys, che sgorga dal Ghiacciaio e attraversa un’area di grande pregio naturalistico e ambientale ai piedi del Monte Rosa. Negli ultimi anni, ripetuti fenomeni di piena hanno evidenziato la fragilità idrogeologica del contesto. L’impianto idroelettrico si sarebbe inserito in un territorio ancora libero
da qualsiasi infrastruttura, dove non è presente neanche una strada, a fronte di qualsiasi problema di emergenza tecnica dovesse presentarsi.
La concessione al prelievo delle acque era stata rilasciata nel 2009. Da allora, sono una decina i procedimenti relativi alla realizzazione dell’impianto che si sono susseguiti.
Legambiente e il Comitato di Cortlys, insieme a Mountain Wilderness, hanno seguito costantemente la vicenda amministrativa. Nell’ultima fase, hanno rilevato che il progetto non era conforme al nuovo Piano Tutela Acque approvato lo scorso giugno, soprattutto per quel che riguarda il deflusso ecologico. La Regione ha accolto questa osservazione; ha inoltre valutato insoddisfacente il modo in cui le questioni di carattere idrogeologico erano affrontate dal progetto: un impianto esposto al massimo grado di pericolosità connesso a fenomeni tipici delle aree periglaciali, come colate detritiche o svuotamento di laghi glaciali. Per questi motivi ha negato l’autorizzazione.
“Abbiamo aspettato che scadessero anche i tempi per eventuali ricorsi – afferma Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano del Cigno Verde – adesso finalmente possiamo festeggiare e comunicare che la lunga battaglia è stata vinta!”
Il progetto, approssimativo all’origine, era stato negli anni modificato, limato, sistemato, corretto per adattarlo alla realtà del terreno. È rimasto tuttavia irrimediabilmente incompatibile con la natura dell’area in cui dovrebbe essere realizzato.
Legambiente e il Comitato per Cortlys confidano che l’ennesimo rigetto renda evidente a tutti questa realtà.

Legambiente querelata perchè… difende l’ambiente (!)

Siamo sorpresi e incuriositi per la querela voltaci dai legali della Staffal Energy, la società che ha rilevato il progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica a Cortlys nell’alta valle di Gressoney, di cui veniamo a conoscenza a mezzo stampa.

Motivo della querela a Legambiente e al Comitato per la Salvaguardia dell’Alpe Cortlys, da quanto riportato dall’edizione locale de La Stampa, sembra essere il fatto di aver scritto “numerose e gravi imprecisioni” in un comunicato pubblicato a inizio settembre che annunciava il deposito di un esposto alla Procura della Repubblica di Aosta.

Siamo sorpresi, perché nel comunicato evidenziavamo semplicemente delle, a nostro avviso, anomalie nel procedimento amministrativo riguardante il progetto di devastazione delle sorgenti del Lys; né il nostro comunicato né il nostro esposto erano rivolti alla Staffal Energy e tanto meno all’ing. Arditi.

Ma siamo anche incuriositi di capire perché i legali di una società privata si siano sentiti in dovere di rivolgersi ad un tribunale e agli organi di informazione per difendere non se stessi ma i responsabili del procedimento amministrativo: infatti, nella nota dei legali – sempre da La Stampa – si precisa che “contrariamente a quanto sostenuto dai firmatari, l’autorità regionale ha gestito la procedura nel totale rispetto delle disposizioni di legge”.

La Regione decide di andare a fondo della questione Cortlys Il progetto approda in terza Commissione Consiliare

Comunicato congiunto di Legambiente e del Comitato per la tutela di Cortlys

La terza Commissione consiliare regionale, facendo seguito ad una interpellanza del consigliere Stefano Ferrero, ha deciso di intraprendere un’analisi dello stato attuale del progetto di realizzazione di una centralina a Cortlys in Comune di Gressoney. Allo scopo ha convocato una prima audizione dei tecnici incaricati di seguire il progetto il 29 gennaio 2019 e una seconda audizione delle associazioni per la tutela ambientale impegnate sulla questione il 12 febbraio.

Nell’audizione loro riservata i membri del Comitato per la Tutela e la Salvaguardia di Cortlys hanno rappresentato il loro interesse alla difesa dei luoghi, portando testimonianza degli studi scientifico-ambientali che hanno indotto il Comune a individuare nel PRGC una tutela della morena glaciale e dei luoghi circostanti per l’unicità delle emergenze ambientali individuate.

Legambiente VdA ha ripercorso il lunghissimo procedimento di autorizzazione del progetto, a partire dalla domanda di concessione del 2004 e dal rilascio della concessione nel 2009, per sottolineare in particolare tutti i passaggi che hanno permesso al progetto di sottrarsi alla valutazione di impatto ambientale.

Il Comitato e Legambiente hanno ricordato come dal 2017 stiano sollecitando la Giunta a revocare una concessione affetta da gravi difetti originari e cheha perso i requisiti di validità e di realizzabilità del progetto.

La loro richiesta è oggi rafforzata in considerazione dello stato di liquidazione deliberato dalla The Power Company.

La richiesta risponde all’esigenza di definire una questione che si trascina da troppo tempo e di risolverla alla luce delle leggi e delle esigenze maturate in questi 10 anni.

E soprattutto risponde alla necessità di garantire infine una tutela al sito di Cortlys, una tutela adeguata alle emergenze ambientali che finora non erano state prese in considerazione.

Impianto idroelettrico a Courtlys di Gressoney Ripresentato un progetto per la sua realizzazione

 

COMUNICATO CONGIUNTO LEGAMBIENTE VDA E COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E TUTELA DELL’ALPE CORTLYS

E’ stato ripresentato, in data 26 febbraio 2018, un ennesimo progetto per sfruttare la concessione, rilasciata nel 2009 alla The Power Company, che dovrebbe sottrarre le acque del Lys nel suo tratto iniziale, dalla morena glaciale ai piedi del massiccio del Monte Rosa fino al primo centro abitato della valle di Gressoney, Staffal.

Ricordiamo che il progetto è stato presentato nel 2004 e che da allora è stato più volte modificato ma resta a tutt’oggi da realizzare. I numerosi errori e imprecisioni presenti sin dall’inizio negli elaborati, oltre alla volontà del proponente di sottrarli sistematicamente alla valutazione di impatto ambientale, hanno determinato un moltiplicarsi (e un protrarsi) delle procedure in un iter ormai abbondantemente ultradecennale (si tratta ormai di quasi quindici anni). Iter durante il quale l’autorizzazione unica già rilasciata nel 2013 è stata dichiarata decaduta nel 2017, mentre dovrebbe ora essere dichiarata la decadenza dal diritto di derivare ed utilizzare le acque per il decorso dei termini.

Nessuno di questi vari progetti è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Sebbene la legge regionale sulla VIA sia in vigore dal 2009, il progetto si aggrappa (possiamo dire: 9 anni di vita artificiale!) ancora alla legge precedente, la n.14/1999 .

Rischia così di essere realizzato un impianto che è stato contestato da tante associazioni e comitati, oltre che dall’amministrazione comunale, e oggetto di ricorsi in sede amministrativa.

Un progetto che si pone in contrasto con tutte le norme più recenti (europee e nazionali) sulla necessità di salvaguardare gli ultimi torrenti rimasti allo stato naturale e sull’obbligo di contemperare i diversi prelievi fatti sullo stesso corso d’acqua per non derivarne l’intero percorso. Un progetto che, se realizzato, danneggerà irrimediabilmente dal punto di vista naturalistico e paesaggistico una località di grande valore e significato.

Il tutto per avere una produzione di energia in quantità irrisoria, senza nessun ritorno per il bene pubblico ma solo un guadagno di interesse privato.

Le associazioni ambientaliste che sono impegnate nella tutela del torrente Lys e dell’alpe di Cortlys si rivolgono al Presidente della Regione e alla Giunta perché vogliano riconsiderare se l’impianto corrisponde ancora alla pubblica utilità.

Chiedono di revocare la concessione e, nel caso in cui si intendesse analizzare il progetto, chiedono che lo si faccia alla luce delle norme vigenti, con un serio procedimento di Valutazione Impatto Ambientale.

Auspicano in generale che tutti i procedimenti vengano condotti con la massima pubblicità e trasparenza.

 

CENTRALE IDROELETTRICA DI CORTLYS FERMATI IL PROGETTO E I LAVORI PER LA COSTRUZIONE!

Comunicato congiunto di Legambiente e del Comitato per la salvaguardia e tutela di Cortlys

Il 9 febbraio 2017, nella sua seconda riunione, la Conferenza dei servizi non ha proceduto all’approvazione della domanda di variante presentata per la centrale di Cortlys dalla concessionaria The Power Company.

La Conferenza, risalendo a ritroso l’iter del procedimento fino alla subconcessione, ha rilevato che il progetto va sottoposto alla verifica di assoggettabilità a VIA. Il cantiere, attivo solo per pochi giorni nel dicembre del 2015, non potrà essere riaperto fino all’esito della procedura di VIA.

La valutazione dei profili ambientali del progetto rappresenta il cuore delle richieste di Legambiente, del Comitato per la Salvaguardia e Tutela di Cortlys e di tutte le associazioni che in questi anni si sono mobilitate per la protezione di un territorio di straordinario pregio e che oggi esprimono la propria soddisfazione. Con la partecipazione al procedimento di VIA, le associazioni potranno presentare in modo globale e coerente le loro istanze di tutela dei luoghi e del torrente Lys.