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LETTERA ALL’UNCEM IN MERITO ALLA VICENDA DEL LAGO DI LOD A CHAMOIS

Spett. Uncem,

ci rivolgiamo a Voi in relazione alle preoccupazioni da Voi sollevate per la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna al Sindaco di Chamois, Mario Pucci, per il deturpamento del lago Lod; per chi non conosce il sito, stiamo parlando di un piccolo ecosistema acquatico posto a oltre 2000 metri di altitudine, punto di interesse turistico oltre che zona umida e che negli anni ha fruito di importanti investimenti di riqualificazione anche da parte della Regione.

La scrivente Associazione, che con il proprio esposto ha dato il via alle indagini sfociate nel processo, ha seguito con attenzione sia le indagini che il processo stesso, ed ha maturato delle convinzioni sulle cause e sui comportamenti dei singoli interessati che prevaricano i singoli fatti oggetto di sentenza.

Dalle Vostre dichiarazioni emerge la preoccupazione per quello che considerate un precedente giurisprudenziale, cioè il fatto che l’alterazione dei luoghi contemplata dalla norma penale resti punibile anche qualora il danno non sia irreparabile.

A nostro avviso la lettura da voi data della sentenza ha estrapolato un dato (l’irreparabilità del danno) dandogli un valore generale sempre ripetibile.

Nel caso di specie, la sentenza sul lago Lod è invece il frutto di una serie di avvenimenti, cause e responsabilità che non sono generalizzabili e che difficilmente possono ripresentarsi in modo uguale in contesti diversi.

In sede giudiziale è stato accertato che il prelievo eccessivo e prolungato esercitato sul lago Lod su indicazione del Sindaco, tale da determinarne il deturpamento, non era motivato da alcuna esigenza né tecnica o economica o sociale di carattere pubblico.

Riteniamo pertanto che le vostre preoccupazioni da una parte delegittimino l’autorità giudiziaria semplificandone eccessivamente l’operato, dall’altra tendano ad amplificare i timori di amministratori che, a nostro avviso, sono sempre tutelati qualora agiscano con correttezza e senso di responsabilità.

Con osservanza

Il Direttivo di Legambiente Valle d’Aosta

CAROVANA DEI GHIACCIAI TORNA IN VDA DAL 20 AL 24 AGOSTO: PARTECIPA!

Torna in Valle d’Aosta la Carovana dei ghiacciai (la campagna internazionale di Legambiente, realizzata con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana e la collaborazione di CIPRA Italia), dal 20 al 24 agosto. 
Riportiamo inoltre qui sotto il programma e i link per iscriversi ai soli appuntamenti e alle escursioni della tappa valdostana.
 
2 tappa – Ghiacciai del Monte Bianco (Valle d’Aosta, Italia)
 
20–24 agosto 2026

Ghiacciai in ritirata: tra eredità del passato, turismo e aumento dei rischi

Venerdì 21 agosto
Puliamo il Mondo al Ghiacciaio del Miage

Ore 8.30
Ritrovo al Parcheggio P2 – Val Veny e salita lungo la strada pedonale della Val Veny fino al Ghiacciaio del Miageinsieme a Puliamo Il Mondo.

Rifiuti storici, rifiuti del turismo. Attività di pulizia realizzata in collaborazione con Puliamo il Mondo – Legambiente, con la partecipazione di Laura Brambilla ed Emilio Bianco (Puliamo il Mondo – Legambiente). Considerazioni sull’evoluzione dell’ambiente glaciale del Miage da parte di Philip Deline (glaciologo dell’Université Savoie Mont Blanc) Luigi Perotti e Stefano Perona, (Fondazione Glaciologica Italiana) 

Pranzo al sacco.

Ore 16.00 circa
Rientro a La Visaille.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/AAbyBsQPapaWkU5j7 

Sabato 22 agosto

Ore 7.45
Ritrovo Piazzale Monte Bianco, Courmayeur e salita in bus/navetta

Ore 10.00 
Escursione con vista panoramica sulla Val Ferret e considerazioni sul Ghiacciaio di PlanpincieuxMonitoraggio e gestione del rischio glaciale sul Ghiacciaio di Planpincieux. Approfondimento a cura della Fondazione Montagna sicura, con l’intervento di Jean Pierre Fosson e Pietro di Sopra.

Ore 11:30
Punto panoramico di Praz de la Saxe, con vista sul Ghiacciaio della Brenva, le dorsali di Mont de la Saxe e mont Chérif e sulla Valle Principale. La deglaciazione e l’instabilità dei versanti. Approfondimento sulla frana-DGPV di Mont de la Saxe, frane valanghe della Brenva e del Crammont, a cura della Fondazione Glaciologica Italiana con interventi di Marco Giardino, Luigi Perotti (Università di Torino) e Philip Deline (Université Savoie Mont Blanc). 

Ore 12:15
Arrivo al Rifugio Bertone 
Pranzo al sacco oppure presso il Rifugio Bertone (menù convenzionato: 10 euro)

Ore 13.45
Saluto al Ghiacciaio
Un momento di musica e riflessione dedicato ai ghiacciai, alla loro straordinaria bellezza e ai servizi ecosistemici che garantiscono alle comunità montane e ai territori di valle con la partecipazione di Renzino Cosson, alpinista e rifugista e Valerio Zanchetta, arpista.

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/2WyC5AdoKAzJ2Yrh7 

Lunedì 24 agosto
Ore 10.00
Conferenza stampa
Presso Sala Hôtel des États, Piazza Émile Chanoux 32, Aosta
Con il patrocinio di COMUNE AOSTA

Per partecipare è richiesta l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/eMAKFBLkTULPd7Ca8 

Alle iniziative parteciperà anche l’Associazione Cubo Teatro

CLICCA SUL LINK SOTTOSTANTE PER VISUALIZZARE LA LOCANDINA

 

 

CdG26_programma tappa 2

AOSTA E LA “CURA” DEGLI ALBERI-LETTERA APERTA AL SINDACO

Gentile Sindaco, abbiamo letto una sua recente intervista in cui si parla della prevista potatura di 140 alberi nella città di Aosta

Alla luce di quello che vediamo da anni, vogliamo segnalarLe che, insieme a vari cittadini che periodicamente ci contattano, siamo preoccupati della gestione ordinaria degli alberi in città: lo stesso vocabolo “gestione” del verde andrebbe sostituito con un più rispettoso “cura”, poiché il verde è qualcosa di vivo e non un qualunque elemento inanimato di arredo urbano. 

Cosa ci fa storcere il naso di fronte ad una generica previsione di “potatura periodica”? Il fatto che gli alberi normalmente non dovrebbero necessitare di potature, le chiome servono per fornire energia e farli crescere armonici e robusti. L’asportazione di tutte le fronde, al punto da potersi configurare come una capitozzatura mascherata, è un’azione che costringe l’albero ad uno sforzo continuo per ricrearsi le condizioni necessarie alla vita, alla fotosintesi clorofilliana e all’assorbimento della CO2 che tanto fa bene anche a noi cittadini. 

Credendo di far bene, di alleggerire, di prevenire (ma la scienza dell’arboricoltura ha già sfatato queste credenze da tempo) si creano solo danni peggiori. Cosa ne sarebbe del tiglio di Sant’Orso se gli si fossero applicati i principi utilizzati per i suoi sfortunati fratelli del Quartiere Cogne, ad esempio?
Certo, gli alberi vanno potati quando ci sono problemi strutturali certificati che non si possono risolvere altrimenti. 
Per questo è importante che il Comune di Aosta si doti quanto prima degli strumenti previsti dalla L.10/2013 per la gestione del verde: il censimento, il regolamento e il piano del verde, in modo che le nuove piantumazioni siano fatte sulla base di criteri certi e scientifici.
L’aggiornamento costante delle persone che si occupano ai vari livelli di questa delicata materia è requisito essenziale. Così come è essenziale che l’amministrazione investa per potenziare anche numericamente le risorse interne che seguono il settore del verde pubblico.

La ringraziamo per l’attenzione che vorrà dedicare, insieme all’amministrazione tutta, alla bellezza e alla salute del verde cittadino e degli alberi che sono protettori della nostra salute, prima difesa contro l’innalzamento delle temperature, e che vorremmo vedere pieni di vita e non solo trofeo come gli abeti esposti (pur ammettendo che la scenografia è veramente bella) in questi giorni intorno al mercatino di Natale. 

Le preannunciamo inoltre che chiederemo a Lei e all’Assessore competente un incontro per parlare di questo tema e rilanciare la richiesta di un percorso condiviso, a partire dal censimento arboreo che ancora non è nella disponibilità dell’amministrazione cittadina.

Aosta, 19 novembre 2025

Legambiente – Gruppo Alberi

Lago di Lod

Il sindaco di Chamois condannato per danneggiamento di bene paesaggistico

l tribunale di Aosta (giudice dott. Marco Tornatore) ha giudicato il sindaco di Chamois, Lorenzo Mario Pucci, colpevole per danni ambientali e paesaggistici provocati dall’abbassamento delle acque del Lago Lod nella primavera del 2022 e lo ha condannato ad una multa di 1800 euro, al pagamento delle spese legali e ad un risarcimento all’associazione Legambiente, che si era costituita parte civile (risarcimento da determinare in separata sede).

Il processo è durato tre anni e il dibattimento ha esaminato il drastico abbassamento del livello dell’acqua del lago nella primavera 2022, imputabile non solo alla siccità, ma anche alla deliberata e volontaria deviazione delle acque di afflusso del Ru Novales, regolate da un sistema artificiale di gestione delle acque (realizzato dal Comune con fondi regionali) e attivo da oltre 20 anni che provvede al ricircolo ed al mantenimento del livello del lago.

La drammatica situazione della primavera 2022 aveva dato origine a Chamois a una forte mobilitazione di chamoisins, residenti, turisti, e della stampa valdostana, soprattutto quando si venne a conoscenza di un progetto di una licenza idroelettrica (concesso dalla Regione) che avrebbe permesso ad un privato di prelevare giornalmente dal piccolo Lago Lod fino a 2/3 del suo volume d’acqua (22.000 mc su 30.000). Seppur per ora sospesa e con la richiesta di una modifica, la concessione non è mai stata revocata da parte della Regione Valle d’Aosta.

Il drammatico calo del livello del lago e il conseguente danno ambientale e paesaggistico hanno spinto Legambiente a costituirsi parte civile nel processo, per difendere la peculiarità del Lago Lod e l’equilibrio biologico del suo ecosistema danneggiato in modo drammatico.

«Nella fascia di vegetazione acquatica vi sono specie di pregio di flora e fauna inserite nelle liste di protezione internazionale, come il Ranuncolo acquatico e il Poligono anfibio, marcite e ridotte in putrescenza. Anfibi ed altre specie di piccola fauna non hanno potuto riprodursi, e sono sparite: il Rospo comune, la Rana temporaria e la preziosissima libellula (Aeshna grandis) che solo l’anno prima animava la superficie dell’intero lago», osserva Rosetta Bertolin, referente di Legambiente per le acque valdostane.

Il processo, ora terminato con la condanna del sindaco Pucci, segna un’importante presa di coscienza delle peculiarità ambientali del lago di Lod e della necessità della sua costante e vigile difesa.

Strage di volpi in VDA : Legambiente scrive all’Assessore Carrel

Gentile Assessore, siamo qui a segnalarle un eccesso venatorio a cui occorre porre rimedio.

A fine maggio 2024, durante una riunione della Consulta faunistico venatoria, un rappresentante della Consulta segnalava che in una zona del proprio Comune le volpi ribaltano i mastelli delle immondizie alla ricerca di cibo. Da particolare e locale il problema viene posto come generale, e lo spietato delegato propone di dare un premio ai cacciatori che uccidono le volpi, su tutto il territorio regionale, riconoscendo loro una nota di merito, cioè un bonus, nell’assegnazione dei capi di ungulati da abbattere nella stagione venatoria successiva.

L’assemblea rispondeva che non ci sono tetti al prelievo di volpi (chi vuole già adesso è libero di cacciare le volpi, senza bisogno di introdurre incentivi) e dirottava l’eventuale questione al Comitato regionale per la gestione venatoria, l’assessore Carrel evidenziava che non verrà inserita alcuna premialità all’interno del Calendario venatorio e il rappresentante delle associazioni ambientaliste si esprimeva nettamente contro il messaggio da marketing venatorio.

La proposta veniva a questo punto ripresentata, nelle settimane successive, all’interno del Comitato regionale per la gestione venatoria e, con voto nuovamente contrario della rappresentanza ambientalista, favorevolmente accolta.

Adesso, a stagione venatoria avanzata, vengono segnalate decine di carcasse di volpi abbattute e abbandonate nei prati e nei boschi, tanto che il Comitato ha dovuto fare una circolare interna invitando ad atteggiamenti più civili riguardo lo smaltimento o l’occultamento degli animali (la cui carne non è di interesse commestibile). Se in passato in Valle venivano mediamente uccise 5 volpi all’anno, è possibile adesso ipotizzare la strage di centinaia di volpi.

Eppure le volpi mangiano topi e altri piccoli animali, fanno parte dell’equilibrio biologico, sono anche una attrazione turistica al pari di tanti altri animali presenti sui nostri territori. La fauna selvatica è patrimonio della comunità, appartiene a tutti e non ai soli cacciatori; e riguardo ai rifiuti urbani si possono sicuramente trovare altre soluzioni.

Riteniamo questa disposizione un eccesso venatorio.

Chiediamo quindi che l’amministrazione regionale elimini il bonus che il Comitato per la gestione venatoria si è autoassegnato, intervenendo in tal senso direttamente nel prossimo Calendario venatorio.