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“ELISKI: MOTORE O FRENO PER IL TURISMO DI MONTAGNA?”UN CONVEGNO APERTO PER DISCUTERNE

SABATO 6 MAGGIO 2017

dalle ore 14.30 alle ore 18.30

Saint Christophe (Aosta)

Sala Conferenze della Biblioteca comunale, Località Chef Lieu 4

Sabato 6 Maggio 2017, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Saint Christophe, si terrà un Convegno sull’Eliski, il cui obiettivo è promuovere una riflessione e un confronto tra popolazione, Enti ed operatori del settore sulla pratica dell’eliski.

Interverranno all’evento i seguenti relatori:

Vanda Bonardo, Responsabile Nazionale Alpi di Legambiente

Simone Papuzzi, Presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano CAI del Veneto

Michele Comi, Guida Alpina, Lombardia

Gianni Castagneri, Assessore del Comune di Balme

Alessandra Piccioni, Vicepresidente Circolo Legambiente Valle d’Aosta

Marco Camandona, Guida Alpina, Valle d’Aosta

Daniele Pieiller, Presidente del Consorzio Naturavalp, Valpelline

Matteo Alberti, Gruppo No-Eliski in Valgrisenche

Moderatrice: Maria Pia Simonetti, Direttivo del Circolo Legambiente Valle d’Aosta

Conclusioni: Denis Buttol, Presidente del Circolo Legambiente Valle d’Aosta

Legge Parchi : Legambiente e Amici del Parco Gran Paradiso rispondono alle polemiche

Pubblichiamo integralmente la lettera aperta che le due Assdociazioni hanno inviato ai Sindaci valdostani

Precisazioni in merito alla Riforma della Legge 394/91 sui Parchi, in discussione alla Camera, e sui riflessi nella politica valdostana.

Facendo seguito alle dichiarazioni espresse nell’ANSA dell’11 aprile da parte dei Sindaci dell’Union Valdotaine, sentiamo l’esigenza di meglio esplicitare quali sono le posizioni delle associazioni ambientaliste in merito alle modifiche previste alla legge sui Parchi, anche per fornire ai non addetti, e in generale ai valdostani, degli elementi di conoscenza più approfonditi.

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]Chiarito quindi l’equivoco che si era creato su alcuni termini riportati fuori contesto, ci soffermiamo in particolare sul tema del rapporto fra i parchi e le popolazioni locali, punto che era l’oggetto delle dichiarazioni suddette. Su questo tema la proposta che gli ambientalisti, a livello nazionale, hanno chiesto di inserire nel testo di legge in discussione è la seguente: “Occorre rafforzare il ruolo della Comunità del parco affidandole nuove funzioni e modificando la composizione per allargare la partecipazione dei cittadini e del partenariato economico e sociale alla vita del Parco, attraverso una Consulta del parco di cui fanno parte rappresentanti del partenariato economico e sociale locale.” Questa è la proposta degli ambientalisti rispetto ad un testo, quello proposto dal Governo, che intende invece spostare l’equilibrio fra le varie componenti interne al Consiglio Direttivo degli Enti Parco a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore. Si prevede infatti di aggiungere agli Enti Locali, che già fanno parte del Consiglio, un rappresentante delle Associazioni agricole. Abbiamo grande rispetto e stima per il settore agricolo, ma allora perché non anche altri soggetti economici come gli operatori turistici, i cavatori di ghiaia, i pescatori, le cooperative di tagliaboschi, … Mentre si propone di allargare la base decisionale ad una associazione, allo stesso tempo verrebbero esclusi dai Consigli Direttivi i rappresentanti del mondo scientifico e ambientalista. Queste modifiche infatti, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, che non sarebbero più scelti in base alle competenze naturalistiche ma sulla base di una esperienza professionale di tipo gestionale e non sarebbero più nominati dal Ministro ma bensì dal Consiglio Direttivo, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. Altra cosa è ampliare le possibilità di partecipazione del territorio in forma allargata, a livello consultivo, in un confronto aperto e costante, rispetto al fatto di inserire negli organi decisionali, oltre agli enti locali espressione della politica, un rappresentante di una precisa categoria economica. Tale decisione, sommata alla scelta di introdurre delle royalties, ovvero la possibilità di sfruttare le attività economiche ritenute possibili all’interno dei Parchi, come le captazioni idriche o altri interventi impattanti che sarebbero classificati “di interesse pubblico”, decreterà la fine dell’indipendenza degli stessi. Può stupire il fatto di constatare che lo stesso partito politico che ha proposto un referendum che riduceva il potere delle regioni a favore dello stato centrale, stia per varare una legge che assoggetta i parchi nazionali al volere delle politiche locali, mentre pone ai margini gli organi tecnico scientifici nominati dallo stato centrale. Una contraddizione solo apparente. In realtà si vuole che prevalga lo Stato quando le amministrazioni locali si ergono a tutela dell’ambiente contro le grandi opere ambite dal potere centrale. Si dà invece mano libera agli interessi locali quando si tratta di favorire uno sfruttamento commerciale delle bellezze naturali ed ambientali. In sostanza la linea politica prevede sempre e comunque di svendere l’ambiente per fare cassa. Denis Buttol Presidente Legambiente Vda Francesco Framarin Precisazioni in merito alla Riforma della Legge 394/91 sui Parchi, in discussione alla Camera, e sui riflessi nella politica valdostana. Facendo seguito alle dichiarazioni espresse nell’ANSA dell’11 aprile da parte dei Sindaci dell’Union Valdotaine, sentiamo l’esigenza di meglio esplicitare quali sono le posizioni delle associazioni ambientaliste in merito alle modifiche previste alla legge sui Parchi, anche per fornire ai non addetti, e in generale ai valdostani, degli elementi di conoscenza più approfonditi. Chiarito quindi l’equivoco che si era creato su alcuni termini riportati fuori contesto, ci soffermiamo in particolare sul tema del rapporto fra i parchi e le popolazioni locali, punto che era l’oggetto delle dichiarazioni suddette. Su questo tema la proposta che gli ambientalisti, a livello nazionale, hanno chiesto di inserire nel testo di legge in discussione è la seguente: “Occorre rafforzare il ruolo della Comunità del parco affidandole nuove funzioni e modificando la composizione per allargare la partecipazione dei cittadini e del partenariato economico e sociale alla vita del Parco, attraverso una Consulta del parco di cui fanno parte rappresentanti del partenariato economico e sociale locale.” Questa è la proposta degli ambientalisti rispetto ad un testo, quello proposto dal Governo, che intende invece spostare l’equilibrio fra le varie componenti interne al Consiglio Direttivo degli Enti Parco a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore. Si prevede infatti di aggiungere agli Enti Locali, che già fanno parte del Consiglio, un rappresentante delle Associazioni agricole. Abbiamo grande rispetto e stima per il settore agricolo, ma allora perché non anche altri soggetti economici come gli operatori turistici, i cavatori di ghiaia, i pescatori, le cooperative di tagliaboschi, … Mentre si propone di allargare la base decisionale ad una associazione, allo stesso tempo verrebbero esclusi dai Consigli Direttivi i rappresentanti del mondo scientifico e ambientalista. Queste modifiche infatti, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, che non sarebbero più scelti in base alle competenze naturalistiche ma sulla base di una esperienza professionale di tipo gestionale e non sarebbero più nominati dal Ministro ma bensì dal Consiglio Direttivo, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. Altra cosa è ampliare le possibilità di partecipazione del territorio in forma allargata, a livello consultivo, in un confronto aperto e costante, rispetto al fatto di inserire negli organi decisionali, oltre agli enti locali espressione della politica, un rappresentante di una precisa categoria economica. Tale decisione, sommata alla scelta di introdurre delle royalties, ovvero la possibilità di sfruttare le attività economiche ritenute possibili all’interno dei Parchi, come le captazioni idriche o altri interventi impattanti che sarebbero classificati “di interesse pubblico”, decreterà la fine dell’indipendenza degli stessi. Può stupire il fatto di constatare che lo stesso partito politico che ha proposto un referendum che riduceva il potere delle regioni a favore dello stato centrale, stia per varare una legge che assoggetta i parchi nazionali al volere delle politiche locali, mentre pone ai margini gli organi tecnico scientifici nominati dallo stato centrale. Una contraddizione solo apparente. In realtà si vuole che prevalga lo Stato quando le amministrazioni locali si ergono a tutela dell’ambiente contro le grandi opere ambite dal potere centrale. Si dà invece mano libera agli interessi locali quando si tratta di favorire uno sfruttamento commerciale delle bellezze naturali ed ambientali. In sostanza la linea politica prevede sempre e comunque di svendere l’ambiente per fare cassa. Denis Buttol Presidente Legambiente Vda Francesco Framarin vPresidente Amici del P Presidente Amici del P[/su_expand]

 

LEGAMBIENTE A MAISON ET LOISIR PER PARLARE DI SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE NEI CONDOMINI

Lunedì 24 aprile dalle ore 10 alle ore 13
Sala Conferenze – Maison&loisir
“CIVICO 5.0: LA SOSTENIBILITA’ E L’EFFICIENZA
ENERGETICA NEI CONDOMINI”

PROGRAMMA DEI LAVORI
H 10: Registrazione dei partecipanti (per i prenotati)
H 10.15: apertura dei lavori. Saluto dell’Assessore alle Attività Produttive, Energia, Politichedel Lavoro e Ambiente, Fabrizio Roscio. Presentazione dei relatori e introduzione diAlessandra Piccioni, vicepresidente del Circolo Legambiente VDA.
H 10.30: intervento dell’Assessorato attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente, Struttura Risparmio energetico e sviluppo fonti rinnovabili, Ing. Donatella Ducourtil:                                     “I mutui della Regione per l’efficientamento energetico dei condomini, previsti dalla l.r. 13/2015”                                                                 H 10.50: Francesco Bonvicini: “Il catasto solare aiuta nella scelta dell’impianto: il caso di Morgex”
H 11.10: pausa caffè
H 11.30: Francesco Brega, Legambiente nazionale: “Civico 5.0: un nuovo modo di vivere in Condominio – La campagna di Legambiente su efficientamento energetico e sharing
economy condominiale”
H 11.50 : Giorgio Ottin: “Mito Hotel – Riqualificazione immobile ad uso ricettivocommerciale:  dallo studio di fattibilità alla realizzazione con ampio utilizzo di energie rinnovabili”
H 12.10: conclusioni di Katiuscia Eroe, responsabile nazionale energia di Legambiente
H 12.30: spazio libero per dibattito e domande ai relatori
H 13.00: termine dei lavori.

Nel dibattito sui parchi no a strumentalizzazioni artificiose – Legambiente estranea alle dichiarazioni polemiche di questi giorni . Ben venga un confronto con le comunità locali

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta non si sente toccato da quanto espresso, con un comunicato stampa in data 11 aprile, dai sindaci unionisti, in merito alla nuova legge sui Parchi nazionali.

Legambiente è totalmente estranea alla definizione di amministratori locali come “paesani e poco evoluti”, rilasciata infatti da un esponente di altra associazione e non da noi.

Rispettiamo le posizioni di altri soggetti, ma ricordiamo che Legambiente si fonda sull’ambientalismo scientifico e sulla ricerca del dialogo.

Ribadiamo, al contempo, le nostre forti perplessità sul testo di riforma del sistema delle aree protette attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, così come espresso nel nostro comunicato stampa del 7 aprile che rialleghiamo. In particolare sul fatto che non vengano richieste competenze scientifiche o naturalistiche nè al Presidente nè al Direttore dei futuri parchi, con le conseguenze immaginabili sulla Governance.

Sul punto scriveremo nei prossimi giorni una lettera aperta, invitando tutti i sindaci ad un confronto.

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Modifica della legge in discussione alla Camera ANCHE I PARCHI A SERVIZIO DELL’ECONOMIA (E DELLA POLITICA)

 

Legambiente Valle d’Aosta esprime una forte preoccupazione circa le conseguenze che le modifiche alla legge sui parchi, in discussione alla Camera in questi giorni, potrebbero comportare per i parchi e per le aree naturali protette della nostra Regione.

I punti critici della legge che il nostro Circolo vede sono:

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]- La governance: secondo la nuova legge, al Presidente e al Direttore del parco non sarebbero richieste competenze scientifiche o naturalistiche ma una esperienza nelle istituzioni per il primo (magari un ex-politico?) e delle capacità manageriali per il secondo. Il Direttore anziché essere nominato dal Ministro, come finora, sarebbe scelto dal Consiglio Direttivo (cioè in sostanza dal Presidente di cui sopra!). Nel Consiglio Direttivo diventa preponderante la rappresentanza delle categorie economiche locali, in particolare del settore dell’agricoltura. – Le royalties: attraverso la possibilità di introitare delle royalties i parchi vengono stimolati a sfruttare economicamente le risorse naturali presenti sul loro territorio. Per alcuni parchi nazionali potrebbe trattarsi di impianti di estrazioni petrolifere. Per i nostri parchi si possono ipotizzare, in primis, le centraline idroelettriche, ma anche gli impianti di risalita e le piste da sci o i percorsi di down hill. – L’agricoltura: viene ipotizzato uno sviluppo dell’agricoltura che, in Valle d’Aosta, si coniuga difficilmente con i parchi (sia con il Parco del Gran Paradiso che con il Parco Mont Avic) a causa della loro altitudine. Potrebbe invece interessare qualche Area Naturale Protetta (alcune di queste si trovano a media altitudine), però un loro utilizzo agricolo (ad esempio per vigneti) rischierebbe di distruggere o danneggiare l’habitat e/o le specie per la cui tutela l’area stessa è stata individuata. – La caccia: si amplierebbero le possibilità di caccia nelle aree contigue ai parchi. – La gestione: non è previsto il potenziamento né della sorveglianza, né delle dotazioni organiche, né delle risorse economiche. La nuova visione del parco come promotore di sviluppo economico, ed anzi di auto sviluppo, anziché come luogo di conservazione e studio degli ambienti naturali di pregio, rispecchia la filosofia economicistica sempre più dilagante: tutto al servizio del profitto! Per quanto riguarda il Parco Nazionale Gran Paradiso, di cui da tempo è stato previsto lo sdoppiamento della sede, che ora si trova a Torino, in due località, una valdostana e una piemontese, non condividiamo tale scelta, sia per il rischio di una perdita di prestigio del Parco più antico d’Italia, sia per la possibile regionalizzazione e la conseguente deriva localistica. Il fatto che il Parco regionale Mont Avic sia ogni anno più povero di mezzi non ci fa sperare che per il futuro la Regione sarà più prodiga dello Stato, né che saprà farsi meglio carico di questi suoi “tesori” naturali.[/su_expand]