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Incontro pubblico delle associazioni ambientaliste sul Piano di Tutela delle Acque – sabato 20 maggio 2017

 

“Come stanno le acque valdostane? Qual è lo stato di salute dei corsi d’acqua in VdA? Chi usa le acque valdostane? Quanto rendono? a chi?”

Le associazioni ambientaliste che partecipano all’aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque desiderano condividere le informazioni raccolte durante un anno di lavoro, presentare le proprie proposte per tutelare sempre meglio le risorse ambientali della Regione e raccogliere indicazioni e suggerimenti da parte di tutti coloro che sono interessati al tema delle nostre acque.

SABATO 20 MAGGIO 2017 PRESSO LA SALETTA DI PALAZZO REGIONALE

DALLE ORE 17 ALLE 19

Intervengono:

– Paolo Gino: acqua pubblica, acqua bene comune, acque di proprietà della Valle d’Aosta;

Lo stato di salute dei corsi d’acqua in VdA, dati dal PTA e dati di realtà:

– Rosetta Bertolin: lo stato di qualità dei corsi d’acqua, le pressioni e lo sfruttamento

idroelettrico;

– Alexia Benato: l’utilizzo irriguo e il co-uso irriguo/idroelettrico.

I profitti e le rendite dall’uso dell’acqua:

– Jeanne Cheillon: le rendite legittime e i profitti illeciti;

– Alessandro Bortot:: Giù le mani dalle acque e dalla CVA.

Quali prospettive per la acque valdostane:

Marcello Dondeynaz: la risorsa acqua in VdA, proposte per il nuovo Piano di Tutela delle Acque.

Segue dibattito.

TREKKING PRIMAVERILE SUL PERCORSO MONTE ROSA RANDO’: IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

PRIMO FINE SETTIMANA

Monte Rosa Randò: Percorso Basso- 27-28 maggio 2017
Per chi arriva da lontano è possibile pernottare in mezza pensione all’Hotel Park Evançon di Verrès dove ci sarà il ritrovo la mattina del sabato. http://<http://www.hotelevancon.com/>

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi“]Sabato 27 maggio,Tappa 1: Verrès – Challand-Saint-Anselme (+ 790 m / – 160 m, 4 h) L’incontro è previsto alle ore 09:30 a Verrès presso l’Hotel Park Evançon. Da Verrès, dopo aver visto la collegiata di Saint-Gilles si attraversa l’arboretum “Borna de Laou” con le sue piante esotiche sino a raggiungere la croce di Saint-Gilles. Da questo belvedere si può ammirare tutta la valle centrale e di fronte la caratteristica linea della vetta del Mont Avic, a picco sotto di noi l’abitato di Verrès. Si prosegue sino a raggiungere i ruderi del castello di Villa, uno dei più antichi della Valle d’Aosta, da cui lo sguardo spazia su tutta la bassa val d’Ayas. Entriamo adesso nella Riserva naturale del Lago Villa, una piccola deviazione sino al lago è consigliata. Proseguendo si raggiunge il Col d’Arlaz dove sono visibili i resti di una tomba preistorica, si prosegue lungo il ru d’Arlaz sino a raggiungere la chiesa di Sant’Anna posizionata su un cucuzzolo da cui la vista spazia su tutta la bassa val d’Ayas. Presentazione del Tour completo con proiezione di video, foto, informazioni e curiosità. Cena e pernottamento a Challand Saint Anselme presso l’hotel Mont Néry http://<http://www.hotelmontnery.com/enter.html>

Domenica 28 maggio, Tappa 2: Challand-Saint-Anselme – Brusson (+ 755 m / – 510 m, 3 h 30′) Colazione e pronti per la partenza alle ore 09:30. Oggi tappa breve che permette di visitare con calma le miniere d’oro di Bechaz. Alle miniere d’oro di Bechaz è stato creato un percorso circolare, arricchito di cartelli che illustrano i vari punti visibili. Si percorre ancora buona parte del ru d’Arlaz sino alla presa nel torrente Evançon fino ad arrivare a Brusson in località Laghetto. Si prende l’autobus per il rientro a Verrès

. SECONDO FINE SETTIMANA Monte Rosa Randò: Pecorso Alto: 24-25 giugno

Per chi arriva da lontano è possibile pernottare in mezza pensione all’Hotel Beau Site di Brusson dove ci sarà il ritrovo la mattina del sabato. http://<http://beausite.it/>

24 giugno: tappa 1: Brusson – Antagnod (Ayas) (+ 630 m / – 250 m, 5 h 30′) Appuntamento alle 09:30 presso l’Hotel Beau Site di Brusson. Questo è il giorno del Ru Courtod, questa impegnativa opera medioevale, lunga 30 km captava l’acqua alle pendici del Monte Rosa per irrigare i terreni alti della collina di Saint-Vincent. In quel periodo, particolarmente siccitoso si era ritenuto indispensabile la costruzione di questa opera che aveva richiesto ben 45 anni di lavoro, a quei tempi chi costruiva sapeva di non poterne usufruire ma lo faceva per le generazioni future. La prima parte del ru percorre 14 gallerie ripristinate da poco, in alcuni tratti è anche possibile percorrere il fondo del vecchio ru. In salita, prima del Col di Joux, si passa nei pressi della fontana di Napoleone dove si racconta che, nel maggio del 1800, avesse chiacchierato con un ufficiale austriaco che non lo aveva riconosciuto. Presentazione del Tour completo con proiezione di video, foto, informazioni e curiosità. Cena e pernottamento ad Antagnod, presso l’hotel Petit Prince  http://<http://www.abc-vacanze.com/homestr-hotel-petit-prince-antagnod.1.1.html?str=1>

 

25 giugno: Tappa 2 Antagnod (Ayas) – Champoluc (Ayas) (+ 730 m / – 920 m, 7 h 10′) Colazione e pronti per la partenza alle ore 09:30. Oggi è il giorno del Monte Rosa che si avvicinerà sempre di più, da alcuni punti del Ru Courtod la vista è magnifica, dal Pian di Verraz saremo ai suoi piedi. Il Ru Courtod nasce dal vallone delle Cime Bianche, un ambiente di grande pregio naturalistico in cui si possono vedere una delle poche zone della Valle d’Aosta con cime calcaree. Pian-de-Céré e Pian-de-Verraz sono indimenticabili. Nell’ultimo tratto prima di Champoluc il tracciato attraversa un’area in cui sono situate sculture in legno scolpite dai migliori scultori della Valle d’Aosta. A Saint Jaques si prende l’autobus per rientrare a Brusson.

Per entrambi i fine settimana i seguenti servizi sono inclusi: Una notte in mezza pensione; Visita in azienda agricola con spuntino sul percorso; Guida escursionistica; Trasferimento bagagli; Presentazione serale del Tour completo con proiezione di video, foto, informazioni e curiosità.

Esclusi: una notte in mezza pensione (venerdì per chi arriva da lontano); pranzo al sacco; Per il rientro: Brusson – Verrés (ore 15:48) costo € 2,20; Saint Jacques – Brusson (ore 17:25) costo € 1,80.[/su_expand]

TREKKING PRIMAVERILE SU MONTE RANDO’

MONTE ROSA RANDO’ : DUE FINE SETTIMANA DI TREKKING PER SCOPRIRE IL FASCINO DELLA MEDIA E BASSA MONTAGNA IN PRIMAVERA.

organizzati da Legambiente Valle d’Aosta e Consurzio Operatori turistici della Val d’Ayas

 

27/28 maggio 2017 :il percorso basso della Randò, da Verrès a Brusson.
Percorso di bassa e media quota, alla scoperta di gioielli storico-architettonici poco conosciuti: dall’arboretum di Verrès, al lago di Villa, fino alle antiche miniere di Bechaz.
Quota di partecipazione individuale: euro 85.

24/25 giugno 2017 : il percorso alto della Randò da Brusson a Champoluc.
Un’affascinante cammino di media quota, sempre in vista del Monte Rosa e della sua spettacolare catena, alla scoperta del ru Courtaud, la spettacolare canalizzazione medievale parzialmente in galleria che ancora oggi porta l’acqua necessaria all’agricoltura in tutta la Val d’Ayas.
Quota di partecipazione individuale: euro 90

La quota di partecipazione comprende: una notte in mezza pensione, visita ad azienda agricola con spuntino offera, accompagnamento da parte di una guida escursionistica, trasferimento bagagli, presentazione serale dell’itinerario.

Info e prenotazioni entro e non oltre il 25 maggio 2017, scrivendo una mail a: info@valdayas-monterosa.com oppure a legambientevda@teletu.it
Il programma completo è consultabile sul sito www.legambientevda.it

Restart Party : la festa giusta per chi aggiusta! Lunedì 8 maggio

CAFFETTERIA CITTADELLA
DEI GIOVANI
Via Garibaldi 7, Aosta
Lunedì 8 Maggio 2017 dalle 18.30 alle 21
AOSTA
La festa giusta per chi aggiusta
HAI OGGETTI ROTTI O
MALFUNZIONANTI?
Il portatile è lento? Lo Smartphone fa cose strane?
La sedia traballa? Lo spremiagrumi non spreme più?
I jeans preferiti si sono strappati? La maglia è scucita?
NON DISPERARTI!

NON BUTTARLI!
RIPARIAMOLI
INSIEME!
Con l’aiuto di volontari preparati e disponibili potrai
imparare ad aggiustare le cose che ti sono più care.
INGRESSO LIBERO
Info: restart.party.aosta@gmail.com
Facebook: Restart Party Aosta
Ps: ricordati di portare l’alimentatore e/o pezzi di ricambio.
Anche gli attrezzi se vuoi aiutare
ad aggiustare.

Una regione alla mercè delle lobbies dell’idroelettrico

Le Associazioni che partecipano come portatori di pubblico interesse ai processo di revisione del del PIano di Tutela delle Acque hanno inviato una lettera al Presidente della Regione VDA  Marquis, ai Ministri per lo sviluppo economico, calenda, eper l’ambiente, Galletti, e al Tribunale Superiore delle Acque.La pubblichiamo integralmente.

LETTERA APERTA – Una Regione alla mercé delle lobby dell’idroelettrico.

Le imprese dell’idroelettrico hanno presentato nei mesi scorsi al Tribunale Superiore Acque Pubbliche un ricorso contro la moratoria alla realizzazione di nuove centrali che la Regione Valle d’Aosta ha introdotto nel dicembre 2016.

Ricordiamo che la Valle d’Aosta contribuisce alla produzione nazionale di energia idroelettrica con una produzione media annua di 3.000 milioni di KW, con un totale di 226 impianti di grandi e medie dimensioni, risalenti i più grandi al secolo scorso, (dati PEAR del 2013 oggi ampiamente superati).

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]Negli ultimi vent’anni, sotto la spinta degli incentivi alle energie rinnovabili, si sono aggiunte numerosissime centrali piccole e medie il cui apporto alla produzione totale resta però limitato. Nel periodo 2001-2010 le 86 nuove concessioni rilasciate per impianti inferiori ai 1000 KW hanno aumentato la potenza nominale media di soli 11,7 MW a fronte dei 530 MW già installati. L’aumento irrisorio della produzione non compensa i danni ambientali provocati dalle piccole centrali. I danni ambientali sono evidenti in quanto i nuovi impianti riguardano anche i torrenti di maggior pregio e le situazioni geomorfologiche più fragili. La Regione, infatti, non ha provveduto ad individuare le aree non idonee alla realizzazione degli impianti idroelettrici, come suggerito dalla Legge 387 del 2003. Tutti i corsi d’acqua della regione sono stati e sono a tutt’oggi disponibili (fatta salva la moratoria in premessa) ai prelievi di acqua per il loro intero percorso, nonostante ciò sia in contrasto con le norme europee. La Direttiva 2000/60/CE fornisce precise indicazioni sulla tutela delle acque, norme che lo Stato ha iniziato a far rispettare nei fatti, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, solo con i recenti DM n.29 e n. 30 del febbraio 2017 “Linee guida concernenti il calcolo del deflusso ecologico e la valutazione ambientale delle derivazioni idriche” (linee guida che devono ancora essere recepite dalle Autorità di Bacino e dalle Regioni). Nel frattempo l’unico fiume della regione, la Dora Baltea, e tutti i torrenti sono stati derivati, in parte o completamente, a servizio degli impianti idroelettrici, con un degrado ambientale e paesaggistico molto importante per una regione che basa la sua economia in modo preponderante sul turismo. I torrenti più importanti sono derivati in percentuali che vanno dall’83% al 100% del proprio percorso, come emerso nel procedimento di aggiornamento del Piano Tutela delle Acque (PTA) tuttora in corso e di cui si prevede la conclusione entro la fine dell’anno. Restano liberi solo alcuni tratti di torrenti di alta montagna nella loro parte iniziale, quegli “head-rivers” che l’Europa raccomanda di preservare. L’Europa richiede anche di salvaguardare i torrenti di qualità elevata ma, poiché ai sensi delle normative attuali questa “qualità” dipende solo dalla qualità chimico-fisica delle acque, non risulta che un torrente subisca degrado dalla sottrazione di acqua. Motivo per cui le derivazioni risultano spesso non avere nessun impatto sullo stato dei torrenti. Ai corsi d’acqua che vengono derivati a scopo idroelettrico deve solo essere garantito il Deflusso Minimo Vitale, calcolato, fino a quando non sarà reso applicativo il citato DM n.30, in una quantità (quella prevista dal PTA del 2006) troppo bassa per poter garantire la vita ecologica del corso stesso. Deflusso Minimo Vitale che in tante occasioni nella nostra regione non è stato rispettato. Gli uffici regionali, da anni impegnati (con grande onere lavorativo) a rispondere alle richieste di concessioni e ad esaminare i numerosissimi progetti, sono stati sovente carenti nel controllo del rispetto del DMV. Ma anche quando hanno controllato e riscontrato dei prelievi scorretti (su 121 impianti monitorati il 20% sfora) le norme vigenti hanno permesso loro di sanzionare gli inadempienti solo con ammende pecuniarie di entità irrisoria rispetto al profitto che il prelievo eccessivo aveva generato all’impresa. Lo stesso Gestore dei Servizi Energetici (GSE) quando, dopo un controllo che ha verificato irregolarità in 10 su 14 impianti visionati, ha voluto recuperare gli incentivi che le imprese avevano introitato illecitamente (più di 10 milioni di euro), prelevando più acqua di quanto concessionato, si è scontrato con gli impresari interessati. Impresari che negli anni hanno accumulato ingenti profitti, grazie agli incentivi, e sovente hanno realizzato degli impianti che senza gli incentivi non avrebbero avuto alcun interesse economico. Profitti finiti nei paradisi fiscali mentre alle popolazioni, deprivate della loro risorsa “acqua”, sono rimaste solo le briciole rappresentate dai canoni. Alla luce della situazione illustrata, il ricorso attuale, presentato da quegli stessi impresari che da anni si arricchiscono a spese dei cittadini tramite gli incentivi pagati dallo Stato sfruttando le risorse dei territori, dimostra l’arroganza di una categoria che pensa di poter rivendicare le prerogative che sono state loro concesse facendole diventare una fonte di diritto da imporre alle istituzioni, il “diritto al profitto privato”, a scapito dei beni comuni e delle risorse pubbliche. Chiediamo pertanto alle autorità in indirizzo: – di voler adeguare il Regio Decreto del 1933, che regola a tutt’oggi i rapporti economici delle amministrazioni con le imprese e le relative sanzioni, alla situazione attuale; – di voler garantire l’applicazione delle norme europee di tutela delle acque fin da subito, o comunque, prima che la totalità dei torrenti sia completamente compromessa. Le associazioni ambientaliste che partecipano all’aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque della regione Valle d’Aosta: LegambienteVda ValleVirtuosa Attac Vda Movimento Decrescita Felice Aosta CAI Valle d’Aosta [/su_expand]