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Collina di Saint Vincent Area di addestramento cani o regalo pre elettorale?

Con stupore Legambiente Valle d’Aosta apprende dai giornali della volontà di istituire un’area per l’addestramento e l’allenamento dei cani da caccia nel Comune di Saint-Vincent denominata “Saint-Vincent”, volontà concretizzata dall’amministrazione regionale con la D.G.R. 234 del 05/03/2018.

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]Un’area di questo tipo presenta criticità tali da richiedere un necessario processo di condivisione con la popolazione mentre in questo caso sembra che la scelta sia stata operata senza che nessuno ne sapesse nulla, nella più totale segretezza. Sostiene di esserne all’oscuro persino la locale sezione venatoria! “Dal canto nostro – afferma il presidente del Circolo, Denis Buttol – registriamo che, nonostante il 29 marzo appena trascorso ci sia stata una riunione della Consulta venatoria, nulla di tutto ciò sia emerso. Una vergogna. L’unica cosa che ci appare chiara è che una tale deliberazione assolve solo a dinamiche di favori pre-elettorali” La zona prescelta è un’area vocata all’agricoltura e al turismo, nella quale risultano essere stati fatti negli ultimi anni lavori finanziati dalla Regione, dallo Stato e dall’Europa: insomma, un territorio inconciliabile con l’attività proposta. Legambiente chiede pertanto di rivedere con urgenza la scelta operata e ritirare la Delibera.[/su_expand]

 

Impianto idroelettrico a Courtlys di Gressoney Ripresentato un progetto per la sua realizzazione

 

COMUNICATO CONGIUNTO LEGAMBIENTE VDA E COMITATO PER LA SALVAGUARDIA E TUTELA DELL’ALPE CORTLYS

E’ stato ripresentato, in data 26 febbraio 2018, un ennesimo progetto per sfruttare la concessione, rilasciata nel 2009 alla The Power Company, che dovrebbe sottrarre le acque del Lys nel suo tratto iniziale, dalla morena glaciale ai piedi del massiccio del Monte Rosa fino al primo centro abitato della valle di Gressoney, Staffal.

Ricordiamo che il progetto è stato presentato nel 2004 e che da allora è stato più volte modificato ma resta a tutt’oggi da realizzare. I numerosi errori e imprecisioni presenti sin dall’inizio negli elaborati, oltre alla volontà del proponente di sottrarli sistematicamente alla valutazione di impatto ambientale, hanno determinato un moltiplicarsi (e un protrarsi) delle procedure in un iter ormai abbondantemente ultradecennale (si tratta ormai di quasi quindici anni). Iter durante il quale l’autorizzazione unica già rilasciata nel 2013 è stata dichiarata decaduta nel 2017, mentre dovrebbe ora essere dichiarata la decadenza dal diritto di derivare ed utilizzare le acque per il decorso dei termini.

Nessuno di questi vari progetti è mai stato sottoposto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Sebbene la legge regionale sulla VIA sia in vigore dal 2009, il progetto si aggrappa (possiamo dire: 9 anni di vita artificiale!) ancora alla legge precedente, la n.14/1999 .

Rischia così di essere realizzato un impianto che è stato contestato da tante associazioni e comitati, oltre che dall’amministrazione comunale, e oggetto di ricorsi in sede amministrativa.

Un progetto che si pone in contrasto con tutte le norme più recenti (europee e nazionali) sulla necessità di salvaguardare gli ultimi torrenti rimasti allo stato naturale e sull’obbligo di contemperare i diversi prelievi fatti sullo stesso corso d’acqua per non derivarne l’intero percorso. Un progetto che, se realizzato, danneggerà irrimediabilmente dal punto di vista naturalistico e paesaggistico una località di grande valore e significato.

Il tutto per avere una produzione di energia in quantità irrisoria, senza nessun ritorno per il bene pubblico ma solo un guadagno di interesse privato.

Le associazioni ambientaliste che sono impegnate nella tutela del torrente Lys e dell’alpe di Cortlys si rivolgono al Presidente della Regione e alla Giunta perché vogliano riconsiderare se l’impianto corrisponde ancora alla pubblica utilità.

Chiedono di revocare la concessione e, nel caso in cui si intendesse analizzare il progetto, chiedono che lo si faccia alla luce delle norme vigenti, con un serio procedimento di Valutazione Impatto Ambientale.

Auspicano in generale che tutti i procedimenti vengano condotti con la massima pubblicità e trasparenza.

 

Latte certificato valdostano, produzione di qualità e maggiori ricavi per i produttori Legambiente si riconosce nelle richieste dell’AREV E rilancia: sì ad una certificazione diffusa dei prodotti agroalimentari valdostani

 

Legambiente della Valle d’Aosta accoglie con estremo favore la richiesta avanzata dall’AREV, l’Associazione regionale degli allevatori valdostani, di chiedere un marchio a tutela del latte prodotto in Valle.

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]Da sempre condividiamo quanto leggiamo oggi sui giornali, e cioè che il lavoro agricolo e di allevamento sostenuto dal settore valdostano deve connotarsi come produzione di alta qualità. “E’ la conformazione geografica della Valle, oltre che la sua biodiversità, che ci permette di avere dei prodotti dalle caratteristiche uniche, consentendo al contempo di evitare contaminazioni dall’esterno – sostiene Denis Buttol, presidente del circolo valdostana del Cigno verde – Se prendiamo tutti coscienza di questo, ci rendiamo conto che potremmo offrire un prodotto tutto locale, con una filiera certificata e garantita che andrebbe a premiare le fatiche dei produttori, con guadagni più alti e, soprattutto, una gratificazione e un riconoscimento ufficiale del loro ruolo di custodi del territorio” Legambiente è consapevole delle difficoltà del settore, della burocrazia asfissiante e dei ritardi nei pagamenti dei contributi attesi; riconosce l’eroicità (termine usato erroneamente per la sola produzione vitivinicola) di un lavoro in condizioni difficili, per nulla comparabile per quantità di produzione e per facilità di lavorazione o conduzione con quello di pianura. “Se l’Indicazione Geografica Protetta è un obiettivo indicato dall’AREV per il latte – aggiunge Rosetta Bertolin, responsabile agricoltura di Legambiente – l’invito è a puntare più in alto. E’ sul “prodotto Valle d’Aosta” che bisogna scommettere. Perchè è una vergogna, ad esempio, che nostri formaggi come la fontina, pur essendo Dop, vengano venduti nei supermercati a un prezzo inferiore di molti formaggi industriali. Evitare l’uso di pesticidi, usare foraggio solo locale e mangimi certificati, garantire l’assenza di ogm, creare sinergie virtuose tra produzioni agricole e offerta turistica, entrambe sostenibili e compatibili con l’ambiente ed il paesaggio: tutte queste accortezze inserite in una filiera certificata, possono garantire prodotti di qualità e fare della nostra regione un esempio per tutte le altre. ” Legambiente propone inoltre all’Arev ed alle Associazioni dei Consumatori di sottoscrivere un patto di reciproco rispetto con cui i consumatori riconoscano ai produttori, che garantiscono in maniera ineccepibile la qualità dei prodotti locali, il giusto prezzo. Integrando alla logica del contributo pubblico di sostegno una più ampia partecipazione consapevole al mantenimento dell’agricoltura e dell’allevamento di montagna. Legambiente si dichiara quindi disponibile a far fronte comune per sostenere tutte le rivendicazioni economiche e normative del settore che andranno in questa direzione.[/su_expand]

 

MERCOLEDI’ 28 FEBBRAIO PROIEZIONE DEL FILM “CON I PIEDI PER TERRA”

Continua l’attività del nostro Circolo, in sinergia con altre Associazioni, a favore di una transizione della nostra agricoltura verso il biologico. Con la proiezione di questo film, cui seguirà un dibattito con il regista Andrea Piedicca, vi accompagnamo in un viaggio lungo lo Stivale alla scoperta di esperienze innovative.

Vi aspettiamo mercoledì 28 febbaio allo ore 20.30 alla Cittadella dei Giovani di Aosta.

In collaborazione con: Agou, Associazione Agricoltura Biologica e Biodinamica VDA, Forme Vitali, Maison des Anciens Remèdes, Cibo è Salute, GAS Aosta.

 

NUOVO PARCHEGGIO A SAINT MARTIN DE CORLEANS COMUNE E REGIONE PROVVEDANO A CONTENERE L’IMPATTO ACUSTICO DELL’OPERA!

E’ notizia di questi giorni che il progetto di un nuovo parcheggio ad Aosta in zona Saint Martin de Corléans, frutto di un accordo tra Comune e Regione, dovrebbe entrare a breve nella fase realizzativa, tanto che se ne parlerà nella prossima seduta del Consiglio Comunale del capoluogo, prevista questa settimana.

[su_expand more_text=”Leggi tutto” less_text=”Nascondi”]Sull’opera il nostro Circolo aveva già sollevato qualche dubbio, presentando la scorsa estate osservazioni agli uffici regionali competenti. I nostri timori riguardavano l’impatto acustico dell’opera tanto in fase di cantiere (sono previsti due piani interrati, quindi verranno impiegate macchine da scavo) che di esercizio. In tutto sui tre piani saranno ricavati un centinaio di posti complessivi, inclusi 12 stalli per autobus turistici. Un’opera di notevoli dimensioni, dunque, sorgerà in un’area adiacente due scuole (la media E.Martinet e la Scuola per Infermieri) ed un reparto ospedaliero. In base alla normativa sulla zonizzazione acustica un’area che ospita queste strutture dovrebbe essere particolarmente tutelata. Ad onor del vero, gli uffici si sono fatti carico delle nostre preoccupazioni, commissionando ad ARPA una relazione sull’impatto acustico dell’opera. Letta la quale, i nostri dubbi permangono, anzi si rafforzano. Li esponiamo brevemente. La relazione di ARPA conferma la preoccupazione rispetto al probabile aumento dell’inquinamento acustico nella zona. I rilevamenti, condotti su base settimanale (comprendendo quindi anche i giorni festivi) indicano che già nella situazione attuale il limite massimo di emissioni rumorose consentito per la zona viene a malapena rispettato in media, ma con molti sforamenti. In altri termini, il livello di legge è rispettato se si considera la media settimanale, ma durante le fasce orarie di maggiore afflusso, nei giorni lavorativi, numerosi sono gli sforamenti. Per quanto riguarda l’impatto acustico del nuovo parcheggio, si ammette che esso provocherà un ulteriore aumento medio di quasi 4 db (decibel) di immissione sonora aggiuntivo rispetto all’attuale, che già rientra a fatica nei limiti previsti a tutela della salute umana. E la relazione non prende in esame la fase di cantiere! Di fronte a questa situazione, l’amministrazione comunale non può, a nostro avviso, non prevedere misure di contrasto dell’inquinamento acustico prossimo venturo, a tutela dei residenti e dei cittadini che frequentano la zona per studiare o per curarsi. In base alla normativa sia nazionale che regionale, l’amministrazione può emanare un regolamento sulla conduzione del cantiere che tuteli i molti recettori sensibili presenti nei dintorni. Esistono ottimi esempi in varie città, per esempio a Piacenza. Per abbattere l’impatto acustico del maggior traffico legato al parcheggio, l’amministrazione dovrebbe, a nostro avviso, inserire l’intera zona in una fascia di maggiore protezione, ossia in cui sia consentito un basso livello di rumore, e prevedere un piano di miglioramento acustico per proteggere i pazienti del reparto ospedaliero e gli studenti, che per legge ne hanno diritto. In realtà tutta l’area compresa tra la vecchia chiesetta di Saint Martin e i terreni su cui dovrebbe sorgere il parcheggio andrebbe protetta e inserita in fascia di alta tutela (zona 1 o al massimo 2). In questo modo sarebbe obbligatorio, in base alla normativa, un piano di risanamento acustico, che dovrebbe prevedere sia misure a carico di chi costruirà e gestirà il parcheggio, sia lavori di miglioramento dell’isolamento acustico degli edifici vicini, che sono tutti pubblici. Un piano che contenga, oltre ad interventi di insonorizzazione ecc, anche la piantumazione di alberi all’interno dell’area verde destinata ai pazienti psichiatrici, in funzione di barriera antirumore. La normativa prevede che il Piano di Zonizzazione Acustica di una città fotografi la situazione esistente, per puntare poi ad interventi migliorativi dove si rendono necessari. La realizzazione del parcheggio a Saint Martin offre una prima occasione per imboccare questa strada. Auspichiamo che chi ci amministra raccolga le nostre indicazioni. ​[/su_expand]

 

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