Disegno di legge sull’abbattimento lupi Una falsa soluzione ad un problema che merita maggiore attenzione

Comunicato congiunto di Legambiente VDA, ARCI VDA e Vallevirtuosa

Le associazioni in firma ritengono che questo provvedimento, in contrasto con le leggi italiane ed europee, sia sbagliato alla radice e non tuteli di fatto gli interessi degli allevatori limitandosi a blandirne le giuste preoccupazioni.

Gli studi scientifici dimostrano infatti che le aree lasciate libere dalla specie – a causa ad esempio proprio di un abbattimento – vengono occupate da altri lupi in quanto il predatore tende a coprire le aree libere con altri esemplari.

La Regione vuole continuare a far parte del progetto WolfAlps, cofinanziato dall’Unione Europea, che potrebbe portare soldi e ricerca per meglio proteggere gli animali domestici e favorire la convivenza tra allevatori e predatori. Il provvedimento all’esame della Commissione rischia però di farci perdere anche questi finanziamenti.

Cercare di far credere che si può gestire questo problema ignorando le leggi italiane e europee a tutela della biodiversità – in quanto il lupo è animale al vertice della catena alimentare – è incoerente e demagogico, tanto che il disegno di legge stesso parla di parere preventivo dell’ISPRA – Istituto nazionale per la ricerca e la protezione dell’ambiente – che mai consentirebbe a una procedura illegale come l’abbattimento.

Si lasci quindi perdere anche il paventato rischio di danni al patrimonio idrico della regione – ben sappiamo che i principali attentatori alle nostre acque di gambe ne hanno solo due e non quattro! – e si intensifichi il lavoro per aiutare gli allevatori, sollevandoli dai problemi burocratici, fornendo aiuti economici per proteggere gli animali e velocizzando le pratiche di rimborso in caso di perdita di capi.

LEGAMBIENTE E AMICI DEL PNGP ALLA REGIONE: STOP ALLA CACCIA A LEPRE BIANCA E PERNICE BIANCA

Pubblichiamo integralmente il testo della lettera-appello spedito qualche giorno fa dalle due associazioni ambientaliste a seguito di un incontro con l’assessore all’ambiente Chatrian.

E’ ormai purtroppo noto che numerose specie viventi stanno scomparendo. Tra le cause, il riscaldamento del clima è divenuto uno dei più importanti. Le specie artiche sono vittime esemplari della crisi climatica, e l’opinione pubblica ha ben presente le immagini degli orsi polari, affamati fino alla morte o alla deriva su ghiacci sempre più esigui. Ma chi abita nelle Alpi sa anche che qui vivono due relitti artici: sono la pernice bianca e la lepre bianca, due specie della zona polare sospinte a sud dall’ultima glaciazione e rimaste isolate sulle Alpi quando i ghiacciai hanno cominciato a ritirarsi 12.000 anni fa.

Visto il futuro già ben più che precario di queste due specie, a noi sembra incivile e immorale accanirsi a cacciarle per divertimento o per farne trofei. Perciò nei due anni passati abbiamo rivolto alla Regione un appello accorato per togliere le due specie dalla lista di quelle cacciabili, scelta già operata – a nostra conoscenza – da tutte le regioni alpine italiane e straniere, eccetto la Provincia di Bolzano.

Qualche giorno fa siamo andati a rinnovare a voce l’appello all’assessore Chatrian, il quale, pur condividendone lo spirito, ha detto che per quest’anno non si è più in tempo per modificare il calendario venatorio.

Noi speriamo che, prima che il riscaldamento del clima dica la parola definitiva (e finale) su pernici e lepri bianche, anche la nostra Regione, come tutte le altre nelle Alpi, si uniformi al comune sentire delle persone.

  • Legambiente Valle d’Aosta
  • Amici del parco nazionale Gran Paradiso