{"id":910,"date":"2019-05-19T15:18:35","date_gmt":"2019-05-19T13:18:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientevda.it\/?p=910"},"modified":"2019-05-30T18:24:31","modified_gmt":"2019-05-30T16:24:31","slug":"legambiente-vda-scrive-ai-ministri-dellambiente-e-dello-sviluppo-economico-il-decreto-incentivi-non-deve-premiare-lidroelettrico-speculativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientevda.it\/index.php\/2019\/05\/19\/legambiente-vda-scrive-ai-ministri-dellambiente-e-dello-sviluppo-economico-il-decreto-incentivi-non-deve-premiare-lidroelettrico-speculativo\/","title":{"rendered":"LEGAMBIENTE VDA SCRIVE AI MINISTRI DELL&#8217;AMBIENTE E DELLO SVILUPPO ECONOMICO: il decreto incentivi non deve premiare l&#8217;idroelettrico speculativo !"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Pubblichiamo integralmente il testo della lettera spedita qualche giorno fa, in cui chiediamo che il nuovo decreto incentivi alle fonti rinnovabili non scateni di nuovo l&#8217;idroelettrico selvaggio . Siano ammessi soltanto gli impianti realizzati su condutture esistenti!<\/h4>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">   &#8211;\n Al Ministro Luigi Di Maio<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">                                    \n                          &#8211;\n Al sottosegretario Davide Crippa<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Ministero\ndello Sviluppo Economico<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">                                    \n                           &#8211;\n Al ministro Sergio  Costa<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\"> Al capo segreteria tecnica Tullio Berlenghi <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">\nMinistero\ndell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggetto:\nschema di decreto FER 1 &#8211; problematiche inerenti l\u2019incentivazione\ndelle fonti rinnovabili idroelettriche<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nschema di Decreto per l\u2019incentivazione dell\u2019energia da fonti\nrinnovabili, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e\npresentato all\u2019attenzione della competente Commissione Europea,\nprevedeva un deciso ridimensionamento degli incentivi alla produzione\nidroelettrica,<\/p>\n\n\n\n<p>non\nrinnovandoli agli impianti nei corsi d\u2019acqua naturali ma solo a\nimpianti che utilizzano acqua gi\u00e0 destinata ad altri usi.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ndecisione \u00e8 stata presa alla luce dei danni ambientali che gli\nimpianti idroelettrici  realizzati negli ultimi anni hanno arrecato\nai corsi d\u2019acqua nazionali, e in particolare a quelli alpini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto\nla spinta di un incentivo statale assai elevato introdotto in totale\nassenza di normativa di tutela, cos\u00ec come certificato dall\u2019apertura\ndella procedura  PILOT 6011 2014 ENVI, siamo passati da 1270 impianti\nnel\n2009 a 3074 nel 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad\noggi, per nessuno degli impianti autorizzati \u00e8 stato valutato nella\nsostanza il rispetto della Direttiva Quadro Acque, per mancanza di\nindicazioni sulle metodiche da utilizzare e per l&#8217;inadeguatezza della\nclassificazione dei corpi idrici e dei Piani di Tutela da parte delle\nRegioni Italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\ndare attuazione alla Direttiva 2000\/60\/CE in Italia, il Ministero\ndell\u2019Ambiente ha emanato il\nDecreto\nDirettoriale STA n. 29 del febbraio 2017.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nfine 2017 il Decreto \u00e8 stato recepito dalle Autorit\u00e0 Distrettuali\nItaliane con le rispettive \u201cDirettive Derivazioni\u201d.\nMa\nqueste misure, pur animate da buone intenzioni ed apparentemente\nvalide, di fatto ancora non sono efficaci. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo\nun Decreto Direttoriale, esso non ha valore prescrittivo. Infatti le\nLinee Guida Direttoriali STA 29 sono state variamente interpretate\ndai diversi Distretti Idrografici che nel tradurle nelle varie (7)\nDirettive Derivazioni Distrettuali (Alpi Orientali &#8211; Distretto Padano\n&#8211; Appennino Settentrionale &#8211; Appennino Centrale &#8211; Appennino\nMeridionale &#8211; Distretto della  Sicilia e Distretto della Sardegna)\nhanno indebolito la tutela rispetto a quanto indicato dal Ministero\nriducendone ulteriormente l\u2019efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra\nche il MISE in questi giorni abbia cambiato posizione e riproponga\nl\u2019incentivazione all\u2019idroelettrico nei corsi d\u2019acqua naturali,\ncon l\u2019aggravante di aver anche aumentato le tariffe rispetto al\nprecedente schema (Ministro Calenda) accontentandosi di integrare le\ndomande di incentivazione con una certificazione del rispetto delle\nsuddette linee guida (Decreto\nDirettoriale STA n. 29) o peggio ancora delle Direttive Derivazioni\nDistrettuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nfacendo il degrado ambientale dei corsi d\u2019acqua naturali rischia di\naggravarsi ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nal di l\u00e0 delle evidenti problematiche ambientali, \u00e8 necessario\nriesaminare l\u2019utilit\u00e0 di prevedere in Italia una ulteriore\nincentivazione della fonte idroelettrica, in particolare per quegli\nimpianti di piccole e medie dimensioni che utilizzano le acque\nfluenti di corsi d\u2019acqua le cui portate sono fortemente influenzate\ndalle variazioni metereologiche. \n<\/p>\n\n\n\n<p>I\nprogetti che si andrebbe oggi ad incentivare, impegnando i relativi\nfinanziamenti per i prossimi 20 anni, sarebbero basati ancora una\nvolta su calcoli presunti delle portate. \n<\/p>\n\n\n\n<p>I\nprogetti autorizzati finora infatti non si basano su monitoraggi\nreali e protratti nel tempo delle portate effettive ma su stime e\nmodellistica idrologica, calcoli che gi\u00e0 oggi si rivelano aleatori e\nbasati su ipotesi ottimistiche. E soprattutto calcoli che, nonostante\ngli allarmi continuamente segnalati dalle associazioni ambientaliste,\nnon hanno minimamente tenuto conto dei cambiamenti climatici in\ncorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa\nanalisi viene implicitamente avvallata proprio da Assoidroelettrica\nche, a nome delle associazioni dei produttori di energia\nidroelettrica, ha richiesto al  sottosegretario Crippa di ottenere lo\n\u201cstato di calamit\u00e0 naturale\u201d a causa della siccit\u00e0 lamentando\nil fatto che i loro guadagni si sono ultimamente drasticamente\nridotti, al punto di affermare: \u201cS<em>ono\ninfatti passati quei tempi in cui idroelettrico era sinonimo di\nguadagni anche significativi. In pochi anni i numeri in gioco si sono\nletteralmente stravolti\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\ntroviamo conferma anche nel Rapporto statistico 2017 del GSE: &#8220;I\nfattori meteorologici rappresentano la ragione principale della\nvariabilit\u00e0 della produzione idroelettrica. Mentre la potenza\ndegli impianti \u00e8 cresciuta lievementee\ngradualmente, nel periodo dal 2003 al 2017 la produzione ha invece\nsubito variazioni molto significative; nel 2017, in particolare, la\nproduzione idroelettrica \u00e8 stata pari a 36.199 GWh, in netto calo\nrispetto al 2016 (-14,7%)&#8221;.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>Siccome\ngli impianti con potenza inferiore a 1 MW sono gli unici che\naumentano di numero (nel 2017 sono 538 in pi\u00f9 del 2016 secondo il\nReport GSE), ci si aspetterebbe di veder crescere l&#8217;energia prodotta\nalmeno per questa categoria, invece anche qui la produzione\nenergetica diminuisce. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\ndimostra inequivocabilmente che non \u00e8 energeticamente strategico\naumentare il numero dei piccoli e medi impianti, in quanto il loro\napporto alla produzione complessiva nazionale \u00e8 del tutto\ninsignificante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle\nscelte che dovrebbero governare l\u2019incentivazione delle FER non si\npu\u00f2 non considerare quanto le diverse tecnologie siano\neffettivamente utili al raggiungimento degli obiettivi fissati.\nL&#8217;incentivo ha l&#8217;obiettivo di incentivare, appunto, e incrementare \nla produzione di energia da FER, <strong>non\nquello di sostenere economicamente le imprese che a diverso titolo\noperano nel settore dell&#8217;energia e delle costruzioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa\npremessa \u00e8 fondamentale ma non viene debitamente considerata,\ngenerando cos\u00ec, l&#8217;equivoco per cui \u00e8 scontato che l&#8217;incentivo debba\nassolvere, a mo\u2019 di sostegno di Stato, alle mancanze o alle\ncriticit\u00e0 di determinati settori produttivi e occupazionali, fatto\nche rivela chiaramente la noncuranza degli effetti in termini di\ninteresse pi\u00f9 generale.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nfronte di tale situazione c\u2019\u00e8 da chiedersi se sia opportuno\ndestinare ancora ingenti somme, che peseranno ulteriormente sulle\nbollette dei cittadini per 20 lunghi anni, ad un settore su cui gi\u00e0\nincombe un rischio di crisi finanziaria. Lo Stato, oltre ad assistere\nil comparto con gli incentivi, sar\u00e0 anche chiamato a dover salvare\nle aziende che hanno basato le loro stime di produzione su previsioni\npoco realistiche? Con un esborso a carico dello Stato doppio e non\ngiustificabile finanziariamente?<\/p>\n\n\n\n<p>Riteniamo\nche fin d\u2019ora, prima di concedere degli incentivi che potrebbero\nconfigurarsi come degli aiuti di Stato ingiustificati ad un settore a\nrischio, si debba procedere a delle analisi molto pi\u00f9 realistiche\ndel potenziale produttivo ancora disponibile, alla luce delle\nprevisioni che si possono avanzare sui cambiamenti climatici in atto.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiediamo\npertanto che il MISE e MATTM valutino pi\u00f9 attentamente le questioni\nsopra trattate e che non tradiscano le scelte e le posizioni sinora\nsostenute.<\/p>\n\n\n\n<p>Aosta\n16 maggio 2019   \n<\/p>\n\n\n\n<p>Legambiente\ndella Valle d\u2019Aosta \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente Denis\nButtol<\/p>\n\n\n\n<table class=\"wp-block-table\"><tbody><tr><td>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<br>\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/td><\/tr><\/tbody><\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo integralmente il testo della lettera spedita qualche giorno fa, in cui chiediamo che il nuovo decreto incentivi alle fonti rinnovabili non scateni di nuovo l&#8217;idroelettrico selvaggio . 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