{"id":717,"date":"2018-11-10T16:45:40","date_gmt":"2018-11-10T15:45:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientevda.it\/?p=717"},"modified":"2019-01-07T16:53:12","modified_gmt":"2019-01-07T15:53:12","slug":"riflessioni-sul-convegno-acciaierie-e-ambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientevda.it\/index.php\/2018\/11\/10\/riflessioni-sul-convegno-acciaierie-e-ambiente\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul convegno &#8220;ACCIAIERIE E AMBIENTE&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"http:\/\/www.legambientevda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Foto2_G.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-210\" srcset=\"https:\/\/www.legambientevda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Foto2_G.jpg 640w, https:\/\/www.legambientevda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Foto2_G-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 svolto il 29 e 30 ottobre scorsi ad Aosta il convegno &#8220;ACCIAIERIE E AMBIENTE&#8221;, con lo scopo di presentare in modo approfondito lo studio condotto in parallelo tra ARPA Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Umbria sulle 4 acciaierie a forno elettrico presenti nei rispettivi territori. Gli esiti dello studio erano gi\u00e0 stati presentati  la primavera scorsa nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio sulla Qualit\u00e0 dell&#8217;Aria del Comune di Aosta.  Un dato su tutti ci aveva preoccupato: l&#8217;enorme quantit\u00e0 di polveri emesse dalla CAS in modo diffuso, ossia non filtrate dai camini, ma fuoriuscite dalle numerose falle degli edifici industriali:<strong> su 200 ton\/anno di polveri emesse, soltanto 8 vengono filtrate da camini dello stabilimento.<\/strong>  Non eravamo i soli ad essere preoccupati: l&#8217;azienda in quell&#8217;occasione aveva annunciato uno studio di fattibilit\u00e0 per la ristrutturazione degli impianti di aspirazione: il dubbio era se gli edifici potessero strutturalmente sopportare gli interventi. Uno dei principali limiti dell\u2019acciaieria \u00e8 infatti l\u2019obsolescenza della struttura stessa: alcuni edifici sono del 1918! La nuova esposizione dello studio ha confermato <strong>il dato sulle emissioni diffuse,<\/strong> e dal raffronto con gli altri stabilimenti emerge la gravit\u00e0 della nostra situazione, <strong>percentualmente la peggiore<\/strong> quanto ad emissioni diffuse. I rappresentanti della CAS hanno annunciato nel prossimo triennio interventi da 10 milioni di euro per la <strong>sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong>, specificando, su nostra richiesta, che l&#8217;anno prossimo saranno eseguiti lavori sugli impianti di aspirazione;  \u00e8 inoltre in atto un ulteriore studio per verificare la fattibilit\u00e0 di installazione nel 2020 di una dog house (l&#8217;incapsulamento del forno di fusione in una sorta di camera stagna, che costringe i fumi nella cappa di aspirazione). <br><br> Si aprono dunque prospettive positive per una mitigazione progressiva del pesante impatto ambientale dell\u2019acciaieria sulla citt\u00e0. Ma <br>saranno interventi sufficienti?<br> Si \u00e8 parlato, infatti, solo di sfuggita del ruolo che <br><strong>l&#8217;obsolescenza degli edifici ha<\/strong><br><strong> nel problema delle emissioni diffuse.<\/strong><br> Nei prossimi mesi continueremo ad occuparci di questo tema, e chiederemo alle autorit\u00e0 competenti se la sostituzione dei capannoni pi\u00f9 vecchi non sia comunque non pi\u00f9 differibile.<br> L&#8217;approccio generale, come gi\u00e0 l\u2019impostazione dello studio, non ci ha peraltro convinto.<br> In ognuna delle 3 citt\u00e0 sono stati individuati un sito di massima ricaduta degli inquinanti (la stazione di rilevamento industriale: ad Aosta, il sito di P\u00e9pini\u00e8re) e uno di minima (posto in una zona lontana dall\u2019emissioni: ad Aosta, via Liconi). Dal confronto tra i 2 punti di analisi i relatori hanno tratto la conclusione che le emissioni delle acciaierie in realt\u00e0 non disturbano molto il contesto urbano, e che l&#8217;inquinamento dipenda pochissimo dalle emissioni industriali che si concentrano nelle zone circonvicine agli impianti.<br> <strong>Lo studio non prende in considerazione siti di fondo urbano posti ad una distanza intermedia tra i punti di massima e minima ricaduta,<\/strong><br> dove invece la presenza dei metalli pesanti sia nelle PM10 che nelle deposizioni atmosferiche \u00e8 assai maggiore che nei siti di minima ricaduta, come bene attestano, ad Aosta, le serie storiche della stazione di Piazza Plouves.<br><br> <strong>Forse che nell&#8217;area del centro di Aosta non abita, lavora e transita una parte consistente della citt\u00e0? <\/strong> <br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto il 29 e 30 ottobre scorsi ad Aosta il convegno &#8220;ACCIAIERIE E AMBIENTE&#8221;, con lo scopo di presentare in modo approfondito lo studio condotto in parallelo tra ARPA Valle d&#8217;Aosta, Veneto e Umbria sulle 4 acciaierie a forno elettrico presenti nei rispettivi territori. 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