{"id":465,"date":"2017-04-21T10:00:17","date_gmt":"2017-04-21T08:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientevda.it\/?p=465"},"modified":"2017-05-05T10:02:10","modified_gmt":"2017-05-05T08:02:10","slug":"legge-parchi-legambiente-e-amici-del-parco-gran-paradiso-rispondono-alle-polemiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientevda.it\/index.php\/2017\/04\/21\/legge-parchi-legambiente-e-amici-del-parco-gran-paradiso-rispondono-alle-polemiche\/","title":{"rendered":"Legge Parchi : Legambiente e Amici del Parco Gran Paradiso rispondono alle polemiche"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo integralmente la lettera aperta che le due Assdociazioni hanno inviato ai Sindaci valdostani<\/p>\n<p><strong>Precisazioni in merito alla Riforma della Legge 394\/91 sui Parchi, in discussione alla Camera, e sui riflessi nella politica valdostana.<\/strong><\/p>\n<p>Facendo seguito alle dichiarazioni espresse nell\u2019ANSA dell\u201911 aprile da parte dei Sindaci dell\u2019Union Valdotaine, sentiamo l\u2019esigenza di meglio esplicitare quali sono le posizioni delle associazioni ambientaliste in merito alle modifiche previste alla legge sui Parchi, anche per fornire ai non addetti, e in generale ai valdostani, degli elementi di conoscenza pi\u00f9 approfonditi.<\/p>\n<div class=\"su-expand su-expand-collapsed su-expand-link-style-default\" data-height=\"100\"><div class=\"su-expand-content su-u-trim\" style=\"color:#333333;max-height:100px;overflow:hidden\">Chiarito quindi l&#8217;equivoco che si era creato su alcuni termini riportati fuori contesto, ci soffermiamo in particolare sul tema del rapporto fra i parchi e le popolazioni locali, punto che era l&#8217;oggetto delle dichiarazioni suddette. Su questo tema la proposta che gli ambientalisti, a livello nazionale, hanno chiesto di inserire nel testo di legge in discussione \u00e8 la seguente: \u201cOccorre rafforzare il ruolo della Comunit\u00e0 del parco affidandole nuove funzioni e modificando la composizione per allargare la partecipazione dei cittadini e del partenariato economico e sociale alla vita del Parco, attraverso una Consulta del parco di cui fanno parte rappresentanti del partenariato economico e sociale locale.\u201d Questa \u00e8 la proposta degli ambientalisti rispetto ad un testo, quello proposto dal Governo, che intende invece spostare l\u2019equilibrio fra le varie componenti interne al Consiglio Direttivo degli Enti Parco a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore. Si prevede infatti di aggiungere agli Enti Locali, che gi\u00e0 fanno parte del Consiglio, un rappresentante delle Associazioni agricole. Abbiamo grande rispetto e stima per il settore agricolo, ma allora perch\u00e9 non anche altri soggetti economici come gli operatori turistici, i cavatori di ghiaia, i pescatori, le cooperative di tagliaboschi, \u2026 Mentre si propone di allargare la base decisionale ad una associazione, allo stesso tempo verrebbero esclusi dai Consigli Direttivi i rappresentanti del mondo scientifico e ambientalista. Queste modifiche infatti, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, che non sarebbero pi\u00f9 scelti in base alle competenze naturalistiche ma sulla base di una esperienza professionale di tipo gestionale e non sarebbero pi\u00f9 nominati dal Ministro ma bens\u00ec dal Consiglio Direttivo, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. Altra cosa \u00e8 ampliare le possibilit\u00e0 di partecipazione del territorio in forma allargata, a livello consultivo, in un confronto aperto e costante, rispetto al fatto di inserire negli organi decisionali, oltre agli enti locali espressione della politica, un rappresentante di una precisa categoria economica. Tale decisione, sommata alla scelta di introdurre delle royalties, ovvero la possibilit\u00e0 di sfruttare le attivit\u00e0 economiche ritenute possibili all\u2019interno dei Parchi, come le captazioni idriche o altri interventi impattanti che sarebbero classificati &#8220;di interesse pubblico&#8221;, decreter\u00e0 la fine dell&#8217;indipendenza degli stessi. Pu\u00f2 stupire il fatto di constatare che lo stesso partito politico che ha proposto un referendum che riduceva il potere delle regioni a favore dello stato centrale, stia per varare una legge che assoggetta i parchi nazionali al volere delle politiche locali, mentre pone ai margini gli organi tecnico scientifici nominati dallo stato centrale. Una contraddizione solo apparente. In realt\u00e0 si vuole che prevalga lo Stato quando le amministrazioni locali si ergono a tutela dell\u2019ambiente contro le grandi opere ambite dal potere centrale. Si d\u00e0 invece mano libera agli interessi locali quando si tratta di favorire uno sfruttamento commerciale delle bellezze naturali ed ambientali. In sostanza la linea politica prevede sempre e comunque di svendere l\u2019ambiente per fare cassa. Denis Buttol Presidente Legambiente Vda Francesco Framarin Precisazioni in merito alla Riforma della Legge 394\/91 sui Parchi, in discussione alla Camera, e sui riflessi nella politica valdostana. Facendo seguito alle dichiarazioni espresse nell\u2019ANSA dell\u201911 aprile da parte dei Sindaci dell\u2019Union Valdotaine, sentiamo l\u2019esigenza di meglio esplicitare quali sono le posizioni delle associazioni ambientaliste in merito alle modifiche previste alla legge sui Parchi, anche per fornire ai non addetti, e in generale ai valdostani, degli elementi di conoscenza pi\u00f9 approfonditi. Chiarito quindi l&#8217;equivoco che si era creato su alcuni termini riportati fuori contesto, ci soffermiamo in particolare sul tema del rapporto fra i parchi e le popolazioni locali, punto che era l&#8217;oggetto delle dichiarazioni suddette. Su questo tema la proposta che gli ambientalisti, a livello nazionale, hanno chiesto di inserire nel testo di legge in discussione \u00e8 la seguente: \u201cOccorre rafforzare il ruolo della Comunit\u00e0 del parco affidandole nuove funzioni e modificando la composizione per allargare la partecipazione dei cittadini e del partenariato economico e sociale alla vita del Parco, attraverso una Consulta del parco di cui fanno parte rappresentanti del partenariato economico e sociale locale.\u201d Questa \u00e8 la proposta degli ambientalisti rispetto ad un testo, quello proposto dal Governo, che intende invece spostare l\u2019equilibrio fra le varie componenti interne al Consiglio Direttivo degli Enti Parco a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore. Si prevede infatti di aggiungere agli Enti Locali, che gi\u00e0 fanno parte del Consiglio, un rappresentante delle Associazioni agricole. Abbiamo grande rispetto e stima per il settore agricolo, ma allora perch\u00e9 non anche altri soggetti economici come gli operatori turistici, i cavatori di ghiaia, i pescatori, le cooperative di tagliaboschi, \u2026 Mentre si propone di allargare la base decisionale ad una associazione, allo stesso tempo verrebbero esclusi dai Consigli Direttivi i rappresentanti del mondo scientifico e ambientalista. Queste modifiche infatti, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, che non sarebbero pi\u00f9 scelti in base alle competenze naturalistiche ma sulla base di una esperienza professionale di tipo gestionale e non sarebbero pi\u00f9 nominati dal Ministro ma bens\u00ec dal Consiglio Direttivo, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco. Altra cosa \u00e8 ampliare le possibilit\u00e0 di partecipazione del territorio in forma allargata, a livello consultivo, in un confronto aperto e costante, rispetto al fatto di inserire negli organi decisionali, oltre agli enti locali espressione della politica, un rappresentante di una precisa categoria economica. Tale decisione, sommata alla scelta di introdurre delle royalties, ovvero la possibilit\u00e0 di sfruttare le attivit\u00e0 economiche ritenute possibili all\u2019interno dei Parchi, come le captazioni idriche o altri interventi impattanti che sarebbero classificati &#8220;di interesse pubblico&#8221;, decreter\u00e0 la fine dell&#8217;indipendenza degli stessi. Pu\u00f2 stupire il fatto di constatare che lo stesso partito politico che ha proposto un referendum che riduceva il potere delle regioni a favore dello stato centrale, stia per varare una legge che assoggetta i parchi nazionali al volere delle politiche locali, mentre pone ai margini gli organi tecnico scientifici nominati dallo stato centrale. Una contraddizione solo apparente. In realt\u00e0 si vuole che prevalga lo Stato quando le amministrazioni locali si ergono a tutela dell\u2019ambiente contro le grandi opere ambite dal potere centrale. Si d\u00e0 invece mano libera agli interessi locali quando si tratta di favorire uno sfruttamento commerciale delle bellezze naturali ed ambientali. In sostanza la linea politica prevede sempre e comunque di svendere l\u2019ambiente per fare cassa. Denis Buttol Presidente Legambiente Vda Francesco Framarin vPresidente Amici del P Presidente Amici del P<\/div><div class=\"su-expand-link su-expand-link-more\" style=\"text-align:left\"><a href=\"javascript:;\" style=\"color:#0088FF;border-color:#0088FF\"><span style=\"border-color:#0088FF\">Leggi tutto<\/span><\/a><\/div><div class=\"su-expand-link su-expand-link-less\" style=\"text-align:left\"><a href=\"javascript:;\" style=\"color:#0088FF;border-color:#0088FF\"><span style=\"border-color:#0088FF\">Nascondi<\/span><\/a><\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo integralmente la lettera aperta che le due Assdociazioni hanno inviato ai Sindaci valdostani Precisazioni in merito alla Riforma della Legge 394\/91 sui Parchi, in discussione alla Camera, e sui riflessi nella politica valdostana. 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