{"id":173,"date":"2013-04-28T11:27:42","date_gmt":"2013-04-28T09:27:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientevda.it\/?p=173"},"modified":"2016-04-05T11:33:22","modified_gmt":"2016-04-05T09:33:22","slug":"dieci-anni-con-le-aquile-reali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientevda.it\/index.php\/2013\/04\/28\/dieci-anni-con-le-aquile-reali\/","title":{"rendered":"Dieci anni con le aquile reali"},"content":{"rendered":"<p>Ci vuole molta pazienza per osservare le aquile reali. Pi\u00f9 pazienza che per il normale bird-watching. Perch\u00e9 \u2013 racconta <b>Francesco Framarin<\/b> in questo suo libro uscito nel 2010 per Temi di Trento \u2013 \u201cun\u2019aquila, pur essendo un uccello che non tende affatto a nascondersi, pu\u00f2 mostrarsi pi\u00f9 elusiva di un pettirosso (&#8230;) e i suoi movimenti possono essere cos\u00ec ampi e rapidi da portarla facilmente fuori vista\u201d. Con una singola planata essa pu\u00f2 spostarsi di 8 km e pi\u00f9 e anche se le sue dimensioni permettono di seguirla col binocolo a grande distanza, in montagna basta poco per perderla d\u2019occhio. Del resto quella con la proverbiale vista acuta \u00e8 lei, mentre chi l\u2019osserva deve unire alla pazienza un buon binocolo e una certa conoscenza degli usi sia della specie sia dell\u2019individuo o della coppia osservata.<\/p>\n<p>Framarin, direttore per dieci anni del parco nazionale del Gran Paradiso, ha avuto modo di osservare questo magnifico rapace \u2013 la grande aquila pi\u00f9 numerosa al mondo \u2013 in una delle sue zone di maggior densit\u00e0: le Alpi occidentali.<\/p>\n<p>L\u2019Ottocento \u00e8 stato un secolo tragico per tutta una serie di animali portati all\u2019estinzione dalle persecuzioni umane: il lupo, l\u2019orso, la lince e l\u2019innocuo gipeto, creduto anch\u2019esso un predatore. Solo l\u2019aquila se l\u2019\u00e8 cavata ed ha resistito sulle Alpi fino a quando \u00e8 stata dichiarata specie protetta. Ora si pu\u00f2 affermare che le persecuzioni umane dirette sono ridotte al minimo, ma crescono quelle indirette dovute alla manomissione del territorio: strade, rifugi e linee elettriche ad alta quota, impianti e piste da sci, elicotteri etc.<\/p>\n<p>Con il prezioso contributo delle testimonianze di altri osservatori e soprattutto di alcuni guardaparco, che hanno potuto cogliere comportamenti o episodi significativi di questo rapace (piuttosto infrequenti, quasi sempre rapidi e assai brevi, quindi difficili da vedere), l\u2019autore ha indagato e illustrato molti aspetti della vita delle aquile reali: come volano, come segnalano e difendono il possesso del loro territorio, come si corteggiano, come e perch\u00e9 fanno pi\u00f9 di un nido, quali sono i rapporti tra maschio e femmina durante la caccia o l\u2019allevamento dei pulcini etc.<\/p>\n<p>I molti \u201cho visto\u201d (pi\u00f9 spesso \u201cho veduto\u201d) di questa narrazione trasmettono al lettore l\u2019immediatezza dell\u2019emozione dell\u2019autore. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro che tanta pazienza e minuzia nell\u2019osservazione \u00e8 poi ripagata dal quello che si vede e ancor pi\u00f9 da quello che si capisce sulle abitudini di questa regina dei cieli alpini.<\/p>\n<p>Gli ultimi capitoli del libro, \u201cRelazioni pericolose\u201d e \u201cConflitti\u201d, sono dedicati ai rapporti dell\u2019aquila con le altre specie di uccelli, i rapaci in particolare. I pi\u00f9 appassionanti sono quelli con il corvo imperiale. I due se le danno senza esclusione di colpi: talvolta l\u2019aquila usa letteralmente i pugni, mentre il corvo sfrutta le sue doti di agilit\u00e0 per azioni di mobbing che finiscono per allontanare il grande rapace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci vuole molta pazienza per osservare le aquile reali. Pi\u00f9 pazienza che per il normale bird-watching. 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