GIOVEDI’ 28 APRILE ASSEMBLEA ANNUALE DEL CIRCOLO. IN PRESENZA!

Giovedì 28 aprile 2022

è convocata l‘ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI del Circolo Legambiente Valle d’Aosta Odv

c/o il CSV di Aosta, via Xavier de Maistre 19 

in prima convocazione alle ore 13.00 

 e, in seconda convocazione, alle ore 21.0

 
Finalmente quest’anno l’assemblea torna in presenza!
 
Il programma dell’assemblea prevede:
  1. Approvazione bilancio anno 2021 e relazione di missione 
  2. Rinnovo Direttivo
  3. Presentazione nuove iniziative
  4. Interventi e dibattito. Saranno particolarmente gradite in questa fase proposte di azioni ed attività da parte dei soci.
Per accedere alle sale del CSV permane l’obbligo di presentare il greenpass base e l’uso della mascherina.
 

Con l’Omnibus di tutto di più. e lA GIUNTA REGIONALE ABDICA ALLE SUE PREROGATIVE SULLE CONCESSIONI DELLE ACQUE

Le legge regionale n.52, legge di manutenzione dell’ordinamento regionale, che approderà probabilmente in Consiglio mercoledì, è convenzionalmente denominata Omnibus in quanto contiene una lunga serie di elementi, i più disparati, di modifica di atti o leggi precedenti.

Fra i 34 articoli, che spaziano dai giochi tradizionali alle operazioni finanziarie della CVA, dalla riclassificazione delle piste da sci alla concessione di impianti a fune, troviamo l’art.24, poche righe che riguardano una modifica alle competenze che la Giunta Regionale può esercitare nel decidere delle sorti delle acque dei valdostani.

Si tratta della modifica che viene apportata alla L.R. n.4 del 1956 “norme procedurali per l’utilizzazione delle acque pubbliche in VdA”, nella quale si prevedeva che tutta la materia delle concessioni fosse di competenza della Giunta: nella formulazione originale il Presidente della Regione si limitava ad assumere l’atto di Decreto “in esecuzione di conformi delibere dei competenti Organi regionali”.

Nella nuova proposta, invece il rilascio delle nuove concessioni bypassa la Giunta e viene disposto direttamente dal Presidente su proposta del dirigente competente in materia di Demanio Idrico.

Non sono chiare le motivazioni che spingono la Giunta a spogliarsi di una prerogativa così importante, al punto da delegarla al dirigente.

E’ ben vero che l’atto finale resta il Decreto del Presidente, ma abbiamo verificato, espressamente nel caso di Cortlys (una centralina idroelettrica sulla cui costruzione il nostro Circolo si oppone da ormai una decina di anni), che il Presidente non è entrato nel merito neppure di fronte ad una segnalazione di presunta illegittimità dell’atto.

Negli anni, in questo come in altri casi, abbiamo verificato che il Presidente assume l’atto del dirigente, che considera tecnicamente insindacabile, e lo santifica con un decreto.

Ma con l’attuale proposta di modifica, la Giunta d’ora in poi rimarrà addirittura del tutto esclusa dalle procedure di rilascio delle concessioni; al limite potrebbe anche restare all’oscuro dell’assunzione del provvedimento, ovvero non avrà più voce in capitolo!

E allora ci è venuto un dubbio. Pecchiamo forse di presunzione ma temiamo che la modifica sia stata assunta per “fare un dispetto a Legambiente”, che nel caso relativo a Cortlys ha aspramente criticato un modo di procedere del Presidente, che non solo ha ignorato le richieste dei cittadini, ma ha anche evitato di coinvolgere la Giunta.

Ci dispiacerebbe se Cortlys rappresentasse il pretesto per una scelta tanto scellerata da lasciare da qui in poi solo nelle mani di un dirigente il destino delle nostre acque.

Chiediamo ai Consiglieri regionali di riflettere bene su questa autoriduzione di competenze: nell’ultima tornata elettorale tutti i partiti avevano promesso che si sarebbero occupati di tutelare le acque valdostane. E invece, dopo che sono state progressivamente regalate ai privati dell’idroelettrico, rischiamo che si deleghino tutte le future scelte ad un dirigente!

UN MAGLIONE CONTRO LA GUERRA – AUSTERITY FOR PEACE

Cosa possiamo fare come cittadini, imprenditori, enti pubblici per penalizzare chi ha fatto ricorso alle armi per risolvere controversie tra stati?

Rispolverare una non-arma tipica della lotta non violenta: il boicottaggio.

E’ evidente che i prodotti petroliferi sono di gran lunga la maggior fonte di entrate per la Russia, un flusso enorme di denaro che alimenta la macchina della guerra*.

Le sanzioni ipotizzate contro la Russia non riguardano però questo settore, tranne il blocco del gasdotto Nord Stream 2, perché noi paesi industrializzati necessitiamo di energia per alimentare le nostre attività quotidiane.

Siamo disposti a fare dei sacrifici, invece che usare le armi, per punire e favorire un cambio di rotta del governo russo?

Riduciamo la temperatura del riscaldamento dei nostri appartamenti di 2 gradi – propone il Circolo valdostano di Legambiente, aderendo alla manifestazione indetta per domani alla Porta Pretoria da sindacati e associazioni – accendiamo più tardi le luci e spegniamole prima: chiediamo di fare la stessa cosa negli uffici, nei negozi, nei centri commerciali, negli edifici pubblici, nelle strade urbane.

Insomma, indossiamo un maglione in più e chiediamo al governo italiano di ridurre da subito l’acquisto di gas e petrolio dalla Russia di almeno il 50% fino ad azzerarlo, sommando alla contrazione del consumo di energia derivante da questa austerity volontaria un incremento di produzione dalle fonti rinnovabili e l’approvvigionamento degli stessi da altri paesi produttori.

Un maglione è meglio di un fucile!

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* Ogni singolo giorno, secondo i calcoli di Bloomberg, la Russia vende 3,5 milioni di barili di petrolio e 275 milioni di metri cubi di gas a Europa, Stati Uniti e Gran Bretagna, incassando qualcosa come 700 milioni di dollari. Ogni 24 ore.

chamois: il lago di Lod minacciato dall’ennesimo progetto idroelettrico

Nell’estate del 2021 il lago di Lod, a Chamois, si presentava in questa forma splendida (vedi foto allegata), ricco di pesci e fauna invertebrata e ricoperto, in parte, da ninfee frequentate da libellule: sulle sponde sopravvive la vegetazione originaria che richiama il canneto delle paludi.

Purtroppo è stato adesso concessionato un progetto di impianto idroelettrico che utilizzerà il lago come vasca di accumulo per alimentare una centralina a valle del paese. L’acqua verrà prelevata nelle fasce orarie di convenienza di vendita e ripompata nel lago in quelle più economiche. Il fatto che si voglia oggi ridurre il lago ad un invaso a servizio di una centralina pare a noi un’idea assolutamente fuori luogo. Tanto più se si considera che la centralina porterà lauti profitti a colui che la realizzerà ma non compenserà in nessun modo gli abitanti e gli operatori della località di una perdita paesaggistica così importante. 

Il lago di Lod è di origine naturale e si è formato in una conca di risorgiva, priva di immissari e a tendenza stagnante, come molti laghetti alpini: rappresenta un gioiello naturalistico e paesaggistico che arricchisce l’immagine della località turistica, nota a livello nazionale e internazionale per il fatto di presentarsi come “il paese senz’auto, raggiungibile solo con la funivia”. L’assenza di auto è di per sé garanzia di pace, tranquillità, aria pura, paesaggio incontaminato, e tutta l’economia di Chamois è legata oggi al turismo. 

Il lago svolge una funzione così importante come attrattiva turistica che è stato collegato al capoluogo da una seggiovia ed è stato attrezzato con un’area pic-nic servita da fontanelle e barbecues. Il luogo è frequentatissimo, soprattutto nella stagione estiva, tant’è che sulle sue rive insistono parecchi ristoranti e bar. Anche nella stagione invernale la seggiovia, funzionale agli altri impianti sciistici, vede un continuo afflusso di turisti.

Per questo motivo Legambiente Valle d’Aosta ha inviato nei giorni scorsi delle osservazioni alla Giunta regionale e agli uffici preposti alla tutela dell’ambiente, in quanto ritiene che l’atto di concessione presenti degli estremi di illegittimità. Di sicuro siamo di fronte all’ennesima perdita di biodiversità della Valle a favore di interessi privati. 

(Si allegano foto del lago e osservazioni inviate in Regione)

L’impianto idroelettrico sui torrenti Grand ’Alpe e Vaudet nell’alta Valgrisenche si farà?

La difficile scelta dell’Amministrazione comunale di Valgrisenche

L’associazione Legambiente Valle d’Aosta ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Consiglio Comunale di Valgrisenche e alla Giunta Regionale in merito alla scelta che il Comune sta ora affrontando tra il realizzare (o permettere di realizzare) l’opera e il chiudere la Società rinunciando definitivamente alla nuova centrale.

Ricordiamo che la realizzazione della centrale comporterebbe un impatto ambientale enorme, sia per le grandi opere di sbancamento dovute alla costruzione della centrale (che sorgerebbe sulle rive del lago Beauregard), sia per le condotte forzate che dovranno congiungere in alta quota la parte iniziale dei due torrenti con una galleria e poi scendere fino al lago, sia per lo spostamento e la sistemazione degli inerti estratti dalla galleria (70.000 mc); il tutto sul fragile territorio dell’alta valle a monte del lago, con dei rischi idrogeologici non indifferenti e con un impatto paesaggistico pesantissimo.

Considerando tale impatto e ricordando che la Valgrisenche ha già sacrificato tutti i suoi corsi d’acqua all’idroelettrico (basta guardare il rigagnolo che attraversa il capoluogo), abbiamo suggerito al Consiglio Comunale di dismettere il progetto, anche perché l’alternativa che si pone è quella di cedere le quote del Comune, che rappresentano l’80% della proprietà, ad un privato.

Privato che, naturalmente, avrà lo scopo di realizzare il massimo profitto possibile anche a scapito dell’ambiente e dell’economia turistica locale: e al quel punto il Comune non avrà più voce in capitolo per difendere il proprio territorio.

Visto che il progetto attualmente è scaduto, sia nella Valutazione Ambientale, sia nell’Autorizzazione Unica, e considerato che oggi lo stesso progetto non potrebbe più essere autorizzato, essendo in contrasto con le norme di tutela dei corsi d’acqua naturali promulgate negli anni recenti, alla Giunta Regionale, che ha comunque la responsabilità definitiva sulla realizzazione dell’opera, abbiamo quindi rivolto la domanda se intenda ri-valutare la validità dell’opera e considerarne l’impatto alla luce della maturata consapevolezza di quelli che sono i veri interessi delle popolazioni delle vallate, dove l’ambiente rappresenta la risorsa unica e duratura di fronte alle trasformazioni economiche e ai cambiamenti climatici. Aspettiamo adesso una risposta.

Gli inspiegabili motivi per non procedere all’allargamento del Parco del Mont Avic. LA REGIONE COLGA L’OPPORTUNITA’ DI VALORIZZARE E ACCRESCERE LE PROPRIE AREE PROTETTE!

Il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite di NaturaValp, l’Associazione di Valpelline scelta come esempio di turismo montano dell’avvenire in occasione della Giornata internazionale della Montagna dell’11 dicembre scorso, è forse il più vistoso dei tanti segnali del cambiamento di prospettiva in atto nel turismo di montagna.

Turismo responsabile, ambientalmente sostenibile, che rende i territori protagonisti con le loro qualità e bellezze naturali.

Sono queste le scelte economicamente più paganti, quelle che consentiranno alla montagna di frenare i fenomeni di spopolamento.

Per questo il Circolo Legambiente Valle d’Aosta, appreso con rammarico e delusione l’inspiegabile stop all’allargamento del Parco del Mont Avic, si affianca e sostiene le proteste del Comitato di Cittadini guidato da Giuseppe Peaquin e chiede alle forze politiche regionali e alla Presidenza della Giunta di sbloccare l’impasse istituzionale e portare a conclusione in breve tempo l’iter normativo necessario a concretizzare l’ampliamento previsto e, ci risulta, già finanziato.

Quali interessi potranno mai impedire che questo lodevole progetto giunga in porto? Quali voci dissonanti si oppongono, difendendo forse meri interessi personali?

Noi, al pari dei componenti del Comitato, non lo comprendiamo e, in questa come in altre analoghe situazioni, chiediamo risposte e azioni che mettano al centro il bene dell’intera collettività valdostana e delle generazioni future.

CAROVANA DELLE ALPI 2021-BANDIERA VERDE AL GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE “A TUTTO GAS” DI PONT-SAINT-MARTIN

MOTIVAZIONE

per la capacità di resilienza nel difficile periodo del lock-down totale, con la costituzione di un gruppo di acquisto solidale che valorizza le piccole produzioni locali di montagna e il consumo sostenibile, diventando uno dei punti di riferimento per azioni di solidarietà in collaborazione con le associazioni di volontariato del territorio.

DESCRIZIONE 

Il Gruppo di Acquisto Solidale “A tutto GAS-PSM” di Pont Saint Martin, piccolo comune della bassa Valle D’Aosta, è una realtà recentissima nata nella primavera 2020 durante il periodo di confinamento a causa della pandemia. Un gruppo di alcune famiglie aderenti, non potendo più muoversi verso il Piemonte per rifornirsi, ha inizialmente chiesto ad un fornitore di fare le consegne a Pont Saint Martin. Presto hanno realizzato che potevano dar vita ad un G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale) locale. Le iniziali 10 famiglie sono presto diven- tate 105: molte per una piccola realtà di paese; e gli iniziali obiettivi di rifornimento di prodotti si sono presto trasformati nella nascita di un G.A.S.I principi ispiratori sono comuni a molti Gruppi di Acquisto Solidale: svi- luppare e mettere in atto un consumo critico e responsabile, seguire criteri di rispetto per l’uomo e l’ambiente, di salute, di solidarietà e sostenibilità. Tra i criteri di scelta ci sono il legame con il territorio, il biologico, non sempre certificato ma reale, la riduzione degli imballaggi e, dove presenti, il loro riciclo.

La particolarità di questa piccola realtà sta nel ricercare la collaborazione con le micro produzioni montane, sia agricole che casearie, tipiche della bassa e media Valle d’Aosta e che con le loro attività mantengono di fatto il territorio e il paesaggio antropizzato così come lo conosciamo.

Oltre ad obiettivi di sostenibilità, il G.A.S. crea una rete di amicizie, di solidarietà e di condivisione di idee e pratiche.

Il gruppo è diventato uno dei punti di riferimento anche per iniziative di solidarietà in rete con le associa- zioni locali: dalla raccolta fondi in collaborazione con Diaconia Bassa Valle per i profughi in Bosnia, a quella di abiti e giochi per le famiglie in difficoltà, all’acquisto di parmigiano bio in collaborazione con un’associazione locale per azioni di solidarietà, e del caffè del Lazzarelle prodotto dalla torrefazione della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli (NA).

Il G.A.S è in una fase aumento dei suoi aderenti e da gruppo informale intende costituirsi in un prossimo futuro in una vera e propria associazione. 

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DISCARICHE PER RIFIUTI INDUSTRIALI :INUTILI LE SCORCIATOIE, PER DISINCENTIVARLE SERVE L’IMPEGNO DI REGIONE E AMMINISTRAZIONI LOCALI

Certo che sarebbe stato bello se, con una breve serie di norme aggiuntive all’attuale legge sui rifiuti, si fosse posta la parola FINE alle discariche private per rifiuti speciali, quelli, per intenderci, definiti “speciali inerti” negli atti amministrativi, ma in realtà residui della lavorazione industriale.

In pochi commi la Regione, con le modifiche apportate alla l.r. 31/2007 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti) aveva cercato, nel febbraio 2020, di limitare la possibilità di stoccare rifiuti industriali in VDA, ponendo un limite del 20% sul totale del materiale trattabile ogni anno negli impianti privati. Il provvedimento di inizio 2020 vietava anche il completamento dei lavori per la realizzazione di discariche per rifiuti speciali non ancora in esercizio, tentando in tal modo di rispondere alle giuste proteste del Comitato “La Valle non è una discarica” sul paventato impianto di Issogne.

Sarebbe stato bello, dicevamo, ma così non è stato.

Come è noto, la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato dallo Stato, cassando le nuove norme regionali. Ce lo aspettavamo, e da subito avevamo sottolineato i rischi di impugnazione connessi alla soluzione scelta dall’allora Amministrazione regionale. Non è possibile porre un limite alla circolazione dei rifiuti speciali, né stabilire, per legge, che sul nostro territorio non sarà possibile realizzare un certo tipo di impianto.

E dunque: davvero non si può fare nulla per arginare il proliferare delle discariche industriali in VDA?

La risposta è che è possibile fare molto, in realtà, ma con un impegno politico e amministrativo puntuale e diffuso in varie direzioni. Proviamo a riassumere le principali strade possibili.

– Innanzitutto, occorre continuare ad agire sull’ecotassa, ossia il tributo che i gestori degli impianti devono alla Regione, stabilito in base alla quantità ed alla tipologia di materiale conferito. Anche su questo punto esiste un ricorso pendente, perché la Regione ha stabilito importi molto più alti per i rifiuti provenienti da fuori Valle. Attendiamo l’esito del contenzioso, ma in ogni caso agire sul tributo resterà possibile. La VDA dovrebbe, a nostro avviso, prevedere una dinamica graduale di aumento negli anni a venire, incentivando contestualmente le imprese locali ad accedere a forme di baratto amministrativo per ottenere sconti. Non ce lo stiamo inventando, si tratta di strumenti previsti già dalla legge di istituzione dell’ecotassa, che risale al 1995.

– In secondo luogo, la Regione potrebbe, finalmente, legiferare in materia di limiti agli inquinanti nell’aria e nelle acque, prevedendo, ove utile, una maggiore severità. Anche qui, questa possibilità è prevista addirittura dal Codice dell’Ambiente (Dlsg.152/2006). Le Regioni (anche quelle ordinarie!) possono adottare limiti più restrittivi con proprie leggi in materia di tutela ambientale.

– La Valle d’Aosta dovrebbe in tempi brevi allinearsi alla stragrande maggioranza delle Regioni italiane, dotandosi di una legge di riforma dell’ARPA che attribuisca all’Agenzia compiti di polizia giudiziaria. In questo modo si contrasterebbero più facilmente gli abusi ambientali in generale, scoraggiando anche chi pensa di venire a sversare i rifiuti in una regione in cui i controlli sono oggi di difficile esecuzione.

– Infine i Comuni possono fare la propria parte, apportando modifiche ai piani regolatori per spezzare l’automatismo (artificioso) cava oggi-discarica domani. In una ex cava si possono immaginare utilizzi futuri diversi (aree verdi, campetti sportivi, ma anche piccoli parchi fotovoltaici….).

Insomma, c’è molto lavoro da fare e, nostro avviso, bisogna cominciare subito. La tutela del territorio richiede impegno: le scorciatoie non sono praticabili.

E’ possibile, ci domandiamo, chiedere l’impegno dell’intero Consiglio regionale e di tutti gli Enti Locali su un tema così importante per la nostra Valle?

IL GIRO D’ITALIA DI PLOGGIN FA TAPPA IN VDA-SABATO 30 APRILE

Il 30 aprile si terrà in Valle d’Aosta la quattordicesima tappa del 1° Giro d’Italia di Plogging.
Vallevirtuosa, con l’aiuto di Legambiente propone un pomeriggio in compagnia, con lo scopo di ripulire una sponda fluviale della Dora Baltea.
Ritrovo alle ore 14 alla Grand Place di Pollein, dove distribuiremo guanti e sacchi. 
Nella locandina sottostante trovate i dettagli dell’iniziativa
La durata dell’impegno dipende ovviamente dalla personale disponibilità.