RIPARTE SKI ALP ‘XPERIENCE. LEGAMBIENTE TI INVITA A PAERTECIPARE!

Riparte anche nel 2023 SKIALP ‘XPERIENCE, l’evento social per tutti gli appassionati di scialpinismo.

Premiata da Legambiente con la Bandiera Verde 2021, questa interessante ed innovativa iniziativa unisce la passione per la montagna a quella per la fotografia e la condivisione social. Nata in Valgrisenche, grazie allo spirito di iniziativa di Matteo Alberti ed al fattivo sostegno della locale Pro Loco, dallo scorso anno l’idea ha convinto anche i comuni di Rhemes-Notre-Dame, la Salle, Ollomont e Bionaz.

L’iniziativa ha carattere non competitivo e comprende anche alcuni itinerari adatti alle ciaspole.Info, regolamento su sito e sulla locandina, ai link sottostanti

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https://www.skialpxperience.it/

 

 

Blitz di pulizia alla Torre del Lebbroso ad Aosta. I rifiuti giacevano abbandonati da mesi.

Dietro segnalazione di abitanti del quartiere, che lamentavano l’accumulo di rifiuti sulla scalinata d’accesso al piano inferiore della Torre del Lebbroso, abbiamo fatto presente la criticità al Comune, che ci ha comunicato di avere girato la segnalazione alla Soprintendenza ai Beni Culturali, cui compete la cura e pulizia dei siti.

Ma le settimane sono passate inutilmente e abbiamo così deciso di occuparci in prima persona della risoluzione del problema. D’altra parte, cercando informazioni su internet, ci siamo imbattuti in un articolo di inizio settembre che riportava una foto sul degrado del luogo perfettamente sovrapponibile a quello da noi riscontrato a distanza di mesi.

La Soprintendenza ai beni culturali opera con scrupolo per la valorizzazione e conservazione delle bellezze della nostra regione, lo vediamo in tante iniziative di promozione del nostro patrimonio storico. Riteniamo quindi possibile che ogni tanto perda dei pezzi, anche se il luogo da noi pulito non era sul retro del monumento ma proprio sulla centrale via Festaz.

Osserviamo altri luoghi oggetto di disattenzione: ad esempio, sempre nel capoluogo, la Tour du Pailleron, visibile tra l’altro da tutti i turisti che arrivano dalle stazioni ferroviaria e dei pullman, con le aperture chiuse da pannelli di compensato e circondata da reti di plastica arancione da cantiere, con cartelli che recitano “edificio pericolante”; forse non il modo migliore di valorizzare un importante monumento.

L’azione di oggi dei volontari di Legambiente intende essere uno stimolo a ricercare sempre la bellezza nei luoghi in cui viviamo, bellezza di cui, fortunatamente, siamo ricchi.

A Introd due nuovi lupi

100 mila euro di finanziamento pubblico per un discutibile modello educativo

A Legambiente gli zoo cammuffati da risorsa per il territorio non piacciono.

Dietro imprese quali i parc animalier si nasconde un commercio che ribalta la logica secondo la quale sono mantenuti in cattività animali selvatici che, o per le ferite riportate o per altre disgrazie, non possono essere reimmessi in natura. Nonostante le apparenze e malgrado il loro successo, questi zoo offrono una visuale distorta del benessere animale perché inserisce gli esemplari non nel loro ambiente naturale ma in un habitat finto, senza alcuna funzione educativa o ambientale.

La recente acquisizione, da parte del Parc animalier di Introd, di una coppia di lupi da una struttura dell’est europeo aumenta la triste attrattività dello zoo valdostano (che negli anni ha suggerito il sorgere di un suo clone a Champdepraz).

Ai due lupi, che in natura percorrono decine di chilometri al giorno, sono dedicati 5800 mq di terreno recintato: solo per dare un’idea, un campo di calcio di quelli che vediamo alla tv misura più di 7100 mq.

I proprietari del parco già ipotizzano la possibilità di una cucciolata: in questo modo, dopo aver incrementato le visite per mostrare i nuovi nati, potranno venderli, seguitando così il commercio di animali nati in cattività e, in quanto tali, utilizzabili solo per scopi simili.

Ma i proprietari del Parco, il cui obiettivo è meramente lucrativo, fanno il loro mestiere, e sicuramente otterranno il loro scopo. Quello che ci colpisce è il finanziamento pubblico europeo di 100.000 euro che passa attraverso il GAL, Gruppo di Azione Locale, che ha come scopo la “valorizzazione del territorio incentrato sul TURISMO SOSTENIBILE inteso come turismo responsabile che porta ricadute positive sul territorio in termini ambientali, occupazionali e culturali” (il maiuscolo grassettato è sul sito del GAL stesso).

Già nel 2005 era stata assegnata una Bandiera Nera di Carovana delle Alpi all’assessorato regionale all’Agricoltura e Risorse Naturali per un analogo contributo di 100.000 euro, funzionale alla nascita di questo parc animalier (proprio alle porte del Parco Nazionale Gran Paradiso!)

Legambiente deplora l’uso distorto di soldi pubblici, che dovrebbero essere prioritariamente rivolti a sostenere il mondo agricolo e che invece vengono usati per progetti che offrono una visione falsata di una fauna, rinchiusa in recinti più o meno ampi, di cui la Valle è naturalmente generosa.

Verde pubblico di Aosta.Legambiente ha incontrato l’assessore Cometto. Forse salvi i pioppi di via Carducci.

l giorno 21 ottobre 2022 una delegazione di LegambienteVdA ha incontrato l’assessore con delega al Verde del Comune di Aosta Corrado Cometto per presentare alcune preoccupazioni e alcune richieste.

L’attenzione si è subito appuntata sui tagli di alberi che interessano periodicamente la città e che suscitano spesso proteste e lamentele da parte dei cittadini. Laddove ci siano situazioni di criticità certificate da perizie, l’associazione ovviamente condivide la necessità di messa in sicurezza, ma è necessario venga data opportuna e preventiva informazione alla cittadinanza di questi tagli, delle ragioni per cui vengono fatti e degli eventuali progetti di reintegro del verde così impoverito.

L’assessore, convenendo che esiste un generale problema di comunicazione tra amministrazione e cittadini, ha precisato che, nel caso specifico di via Giorgio Elter, i tagli per far posto alla pista ciclabile, già deliberati dalla maggioranza precedente, sono stati comunicati con ritardo solo per un disguido tecnico.

Sempre in merito alle piste ciclabili abbiamo espresso all’assessore preoccupazione e contrarietà per il ventilato abbattimento di alcuni bei pioppi dell’area verde lungo le mura romane di via Carducci, oggetto in questi giorni di polemiche. Legambiente ritiene infatti tutto lo spazio per far passare la ciclabile senza toccare gli alberi. L’assessore ci ha assicurato che si sta andando nella direzione da noi auspicata: non solo le piante saranno lasciate ma un secondo nuovo filare andrà ad ombreggiare la ciclabile.

Entro fine anno inoltre – continua l’assessore Cometto – verrà avviata una importante opera di piantumazione, sia per rimpiazzare alberi abbattuti e ricomporre filari, sia per costruirne di nuovi: l’assessore ci ha parlato di circa 200 piante. Alla nostra richiesta di una programmazione di più ampio respiro sulle politiche di gestione e sulla predisposizione dello strumento del Piano del verde comunale, la risposta è stata che al più tardi entro fine dicembre si avrà l’affidamento del censimento del patrimonio arboreo del Comune, strumento senza il quale viene difficile ragionare con efficacia sul futuro.

Per quanto riguarda l’appalto per il verde, attualmente biennale e prorogabile, abbiamo chiesto se c’è un controllo sulla qualità degli interventi della ditta appaltatrice (manutenzione, irrigazione, fontanelle, ecc). L’assessore ha risposto che anche questo aspetto è stato considerato e appaltato a 2 DEC (direttori esecutivi del contratto). Tutto è certamente migliorabile, ha affermato Cometto, ma rispetto all’amministrazione precedente sono stati fatti già decisi cambiamenti, uno tra tutti il potenziamento dell’ufficio comunale per il verde, che ha praticamente raddoppiato il suo organigramma. La spesa complessiva per il verde è risalita, negli ultimi anni, dai 150 ai 600 mila euro, tornando quasi a livello pre-crisi economica.

Siamo così giunti, parlando di tante cose, ad un problema facilmente misurabile: l’applicazione della legge nazionale che prevede di piantare un albero per ogni nuovo nato. Il Comune – se non si considerano i mille alberi di recente piantati in via Paravera – è inadempiente, e l’assessore dice di non sapere dove posare le circa 250 nuove essenze da abbinare agli altrettanti nati annuali. Abbiamo proposto di individuare, se non si trovano altri spazi, qualche luogo nella zona collinare. La legge ha una forte componente simbolica e sarebbe bene che il Comune cogliesse questa occasione per ribadire l’importanza delle piante come elemento di vita per tutti. L’assessore ci ha assicurato l’interessamento su questa tematica.

Abbiamo poi parlato degli orribili pannelli pubblicitari che offendono la dignità di molte aree verdi (come nei giardini Lussu, o lungo il Buthier su via Chabod) o che restringono (inutilmente, essendo quasi perennemente “non acquistati”) molti marciapiedi; abbiamo parlato della riconversione a parco dello stadio Puchoz; abbiamo parlato di tetti fotovoltaici; del progetto di bosco urbano appena messo a dimora in via Paravera; dei giardinetti dei bambini e della loro manutenzione, giochi compresi.

Insomma è stata una chiacchierata a tutto tondo, molto garbata e piacevole, abbiamo messo sul piatto delle problematiche spesso già note ma soprattutto abbiamo avuto la percezione che si stia lavorando per migliorare la città e il suo rapporto con il verde. A tanta disponibilità speriamo seguano effettivamente azioni concrete in modo da poter parlare, al prossimo incontro, di risultati e di nuovi obiettivi.

SPECULAZIONI ELETTORALI A DANNO DELLA ELETTRIFICAZIONE

Pubblichiamo il comunicati stampa del Comitato LA VALLE D’AOSTA RIPARTE, di cui siamo componenti, sulla vicenda dell’opposizione del Comune di Ivrea al progetto di elettrificazione della ferrovia.

E’ legittimo che ci siano dei cittadini ad Ivrea che si preoccupano per i disagi sulla circolazione stradale che deriverebbero dai cantieri per l’elettrifcazione del tratto ferroviario in galleria in uscita dalla città. E’ di conseguenza comprensibile che in Consiglio comunale di Ivrea lo scorso 1° agosto tutti i gruppi consiliari, dalla Lega ed il centrodestra che esprime il Sindaco alla minoranza del Pd e del M5Stelle, si siano espressi per ricercare possibili alternative all’ampliamento della galleria o comunque di limitare il disagio ed i tempi dei cantieri.

Quello che non è accettabile è che il Sindaco di Ivrea, accompagnato da parlamentari del Pd, vada al Ministero delle Infrastrutture a proporre di non elettrificare il tratto di un chilometro in galleria. E’ una proposta assurda, si elettrificherebbero 79 chilometri, ma non il chilometro in uscita dalla città con la conseguenza di dover usare da Ivrea ad Aosta treni costruiti appositamente e non l’intero complesso dei treni che circolano sulla rete nazionale. Non si possono usare 110 milioni di euro di finanziamenti europei per un simile aborto. Non si può mettere in discussione un progetto di grande valenza strategica per strizzare l’occhio ad un pugno di elettori.

Giusto ridurre i tempi dei cantieri che possono produrre disagi sulla viabilità, giusto prevedere alcune compensazioni per la città di Ivrea. Ma l’elettrificazione va realizzata per tutti gli 80 chilometri del percorso. Altrimenti non si potrà considerare una linea elettrificata

Oltretutto quella del Sindaco e di chi lo ha accompagnato a Roma è una proposta dannosa anche per l’utenza canavesana, perchè significherebbe non poter far viaggiare da Aosta a Torino treni elettrici capienti in grado di servire tutta l’utenza ferroviaria, anche quella canavesana, una utenza in crescita che ha bisogno di un buon servizio e non di treni particolari, con batterie a bordo, costosi, limitati nel numero e poco capienti.

E’ ora che la Regione Valle d’Aosta dia un segnale di vita e faccia sentire la voce della comunità valdostana. Ivrea è collegata con la rete della trazione elettrica dal 2006, per la Valle d’Aosta questa è l’occasione buona o sarà per sempre destinata alla marginalità rispetto all’intera rete ferroviaria italiana.

chamois: il lago di Lod minacciato dall’ennesimo progetto idroelettrico

Nell’estate del 2021 il lago di Lod, a Chamois, si presentava in questa forma splendida (vedi foto allegata), ricco di pesci e fauna invertebrata e ricoperto, in parte, da ninfee frequentate da libellule: sulle sponde sopravvive la vegetazione originaria che richiama il canneto delle paludi.

Purtroppo è stato adesso concessionato un progetto di impianto idroelettrico che utilizzerà il lago come vasca di accumulo per alimentare una centralina a valle del paese. L’acqua verrà prelevata nelle fasce orarie di convenienza di vendita e ripompata nel lago in quelle più economiche. Il fatto che si voglia oggi ridurre il lago ad un invaso a servizio di una centralina pare a noi un’idea assolutamente fuori luogo. Tanto più se si considera che la centralina porterà lauti profitti a colui che la realizzerà ma non compenserà in nessun modo gli abitanti e gli operatori della località di una perdita paesaggistica così importante. 

Il lago di Lod è di origine naturale e si è formato in una conca di risorgiva, priva di immissari e a tendenza stagnante, come molti laghetti alpini: rappresenta un gioiello naturalistico e paesaggistico che arricchisce l’immagine della località turistica, nota a livello nazionale e internazionale per il fatto di presentarsi come “il paese senz’auto, raggiungibile solo con la funivia”. L’assenza di auto è di per sé garanzia di pace, tranquillità, aria pura, paesaggio incontaminato, e tutta l’economia di Chamois è legata oggi al turismo. 

Il lago svolge una funzione così importante come attrattiva turistica che è stato collegato al capoluogo da una seggiovia ed è stato attrezzato con un’area pic-nic servita da fontanelle e barbecues. Il luogo è frequentatissimo, soprattutto nella stagione estiva, tant’è che sulle sue rive insistono parecchi ristoranti e bar. Anche nella stagione invernale la seggiovia, funzionale agli altri impianti sciistici, vede un continuo afflusso di turisti.

Per questo motivo Legambiente Valle d’Aosta ha inviato nei giorni scorsi delle osservazioni alla Giunta regionale e agli uffici preposti alla tutela dell’ambiente, in quanto ritiene che l’atto di concessione presenti degli estremi di illegittimità. Di sicuro siamo di fronte all’ennesima perdita di biodiversità della Valle a favore di interessi privati. 

(Si allegano foto del lago e osservazioni inviate in Regione)

ACQUando? Un pomeriggio per riflettere sull’utilizzo dell’acqua nella nostra regione.

Introdotte da Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, il Circolo valdostano presenterà sabato 3 dicembre pomeriggio le testimonianze dirette di soggetti che vivono in prima persona gli effetti di un uso poco corretto delle acque. 

Le notizie di cronaca della nostra regione riportano con sempre più insistenza conflitti sulla gestione della risorsa idrica. Quelle che una volta erano solo lamentele disorganizzate si vanno via via strutturando, costruendo una visione collettiva su di un bene primario per la vita: l’acqua.
Come ulteriore spunto di riflessione sul tema verrà presentata una mostra fotografica su alcuni corsi d’acqua e gli interventi dei relatori saranno intervallati da esibizioni teatrali e musicali di due artisti locali.