Legge “lupo” No agli abbattimenti, sì al sostegno agli allevatori

egambiente, pur apprezzando i miglioramenti apportati al testo di legge che arriva in Consiglio rispetto alla stesura iniziale della proposta, si dichiara contraria alla possibilità, per quanto remota, di abbattimento di esemplari di una specie protetta dalla legislazione europea.

L’abbattimento è infatti ritenuto dagli esperti del settore inutile, quando non dannoso, per la stessa protezione del bestiame, in quanto causa la frammentazione del branco e la presenza di un maggior numero di esemplari vaganti con conseguente aumento della predazione degli animali allevati.

Condivide invece tutte le misure del testo in oggetto atte a conciliare la presenza del lupo con le attività di chi vive e lavora in montagna: è necessario infatti operare per prevenire gli attacchi e, in caso di perdita di animali, risarcire in tempi brevi gli allevatori per i danni arrecati dal carnivoro; al tempo stesso va puntualmente e duramente repressa ogni forma di bracconaggio.

DISCARICHE DI POMPIOD E ISSOGNE DOPO IL SEQUESTRO SI SOSPENDA OGNI SCELTA IN ATTESA DEGLI ESITI DELLE INDAGINI

L’intervento delle forze dell’ordine che ha portato al sequestro della discarica di Pompiod, delineando un quadro di grave contaminazione del materiale conferito, conferma purtroppo i timori di cittadini e associazioni in quanto l’ampio raggio delle indagini, che coinvolgono anche Piemonte e Lombardia, lascia intravvedere un traffico illecito di rifiuti provenienti da aree contaminate.

Il fatto che sia contestata alla dirigente regionale, dott.ssa Mancuso, la legittimità dell’autorizzazione rilasciata, getta una luce inquietante su questo procedimento ed anche su quello, in qualche modo ”gemello”, inerente l’impianto denominato ”Chalamy”, la cui apertura era prevista ad Issogne nel 2020.

Secondo quanto ipotizzato, infatti, le deroghe concesse dalla dirigente hanno consentito di interrare a Pompiod tipologie di rifiuti inquinanti – tipologie che sono comprese anche nell’autorizzazione relativa a “Chalamy” – che quindi dovrebbero essere stoccate in impianti costruiti secondo criteri di maggiore protezione dell’ambiente, con piani di monitoraggio assai più complessi, e, infine, con una periodo di gestione post-chiusura decisamente più lungo (30 anni).

Il quadro è, a dir poco, allarmante. In in attesa degli sviluppi dell’inchiesta della magistratura, chiediamo all’Amministrazione regionale di sospendere ogni decisione in merito alle discariche di Pompiod e di Chalamy, fino a quando le indagini in corso non saranno concluse, in modo da disporre di elementi certi su quali rifiuti siano effettivamente ammissibili in un impianto destinato a stoccare inerti

Legambiente esprime inoltre soddisfazione per l’annuncio dell’aumento dell’ecotassa, che va esteso anche (ovviamente con importi minori) ai rifiuti inerti, prevedendo un meccanismo di incremento graduale negli anni, per non incidere in modo negativo sul settore edile, in forte crisi in Valle d’Aosta. L’enorme differenza di aliquota, da 1 euro a 9 euro a tonnellata, applicata agli inerti conferiti nelle discariche valdostane rispetto a quelle piemontesi, ma anche rispetto ai 4,33 euro della Lombardia, è un innegabile incentivo a trasportare questo tipo di rifiuti nella nostra regione, di fatto pratichiamo una sorta di concorrenza sleale per incentivare l’importazione di materiali da discarica!

Un adeguamento di questa aliquota, possibilmente in linea con quello piemontese per gli inerti di provenienza extraregionale, sosterrebbe la preferibile pratica del riciclaggio dei materiali compensando i relativi costi.

Allo stesso scopo, invitiamo la Regione a prevedere l’avvio di meccanismi di sgravio per le aziende che mettano in campo azioni di recupero e riutilizzo, secondo i principi dell’economia circolare già previsti dalla nostra legislazione nazionale, che consentono di trasformare i rifiuti in risorsa. In questo modo sarebbe possibile allineare la nostra regione, ferma al 30% di inerti ancora smaltiti in discarica, al resto del territorio nazionale

Domenica 1 dicembre: pedalata Donnas-Montestrutto per sostenere la Ciclovia Baltea

Legambiente invita ad una pedalata per sostenere la Ciclovia BalteaDomenica 1° dicembre, con partenza per i valdostani da Donnas, appuntamento a Montestrutto

Legambiente Valle d’Aosta aderisce alla passeggiata in bicicletta, promossa per il 1° dicembre 2019 dal Circolo Legambiente Dora Baltea di Ivrea e Canavese, per sollecitare la creazione di un sistema di percorsi ciclabili e per far avanzare il progetto della Ciclovia Baltea che consentirebbe di collegare le Alpi con la VenTo (ciclovia Venezia/Torino in corso di realizzazione).

Da Donnas, con partenza alle 10.30 raggiungeremo in bicicletta Montestrutto, poco dopo l’abitato di Settimo Vittone, dove ci siamo dati appuntamento con ciclisti provenienti da Ivrea. (Se pensi di poterti unire, comunicacelo nei giorni precedenti in modo che riusciamo a organizzarci al meglio)
La nostra partecipazione serve a sostenere le azioni dei vicini canavesani che, in questi mesi, stanno prendendo importanti decisioni sul tema della ciclabilità

Legambiente Valle d’Aosta sollecita la Regione affinché sia dato corso agli impegni assunti con la mozione votata all’unanimità dal Consiglio regionale in data 18 ottobre 2018, concernenti:

1) l’assunzione della regia, dalla progettazione al reperimento delle risorse finanziarie necessarie, ai fini del completamento in tempi brevi della pista ciclopedonale di fondovalle da Pont-Saint-Martin a Courmayeur, in accordo e in collaborazione con gli enti locali interessati;

2) l’attivazione di un tavolo di lavoro con la Regione Piemonte al fine di concertare l’ideazione, la realizzazione e la promozione della Ciclovia Baltea che, seguendo la valle della Dora Baltea, si innesti sulla Ciclovia Ven-To e di operare ulteriori possibili sinergie (Cammino Balteo, Ciclovia Francigena, Castelli delle Dora, percorsi in Mountain Bike o Ebike);

3) l’attivazione di un tavolo di lavoro con il CELVA e con gli operatori e le associazioni di settore (Cicloturismo, escursionismo in MTB, ecc.) al fine di mettere a punto l’offerta cicloturismo Valle d’Aosta.

La bicicletta, grazie anche all’avvento della pedalata assistita, diventerà sempre di più mezzo essenziale per gli spostamenti di corto raggio, alternativo all’uso dell’automobile. Ciò dovrà avvenire in sicurezza e coesistenza con le altre modalità di trasporto.

DISCARICA DI POMPIOD CITTADINI INFORMATI E CIVILI METTONO ALLE STRETTE UNA POLITICA BALBETTANTE DOVE VA LA GESTIONE DEL TERRITORIO?

La vicenda della discarica di Pompiod per rifiuti “speciali inerti” (secondo l’ambigua definizione coniata dagli uffici regionali), ha segnato una significativa tappa lo scorso 23 luglio, alla biblioteca di Aymavilles, con l’incontro tra la popolazione e la Regione, promesso dall’assessore Chatrian a seguito di un’interpellanza in Consiglio Regionale.

L’incontro, molto partecipato e civile, ha evidenziato l’accresciuta sensibilità ambientale e la preparazione dei cittadini, a fronte delle incertezza delle Amministrazioni (regionale e comunale) che non paiono, al momento, in grado di recepirne le mutate esigenze, né tantomeno di rispondere a precise domande sul futuro della gestione del territorio.

Il Comitato per la Tutela di Pompiod, promotore di una articolata petizione popolare che, ha annunciato l’assessore Chatrian, sta per iniziare l’iter nella competente Commissione del Consiglio regionale, ha posto innanzitutto la questione cardine del problema: l’impianto, autorizzato come discarica per inerti, accetta in realtà rifiuti speciali non pericolosi, concedendo oltretutto le massime deroghe consentite dalla legge sulla concentrazione di inquinanti nel materiale conferito! Una situazione che imporrebbe di adottare criteri di costruzione, di gestione e di sorveglianza più stringenti di quelli previsti, appunto, per una discarica per rifiuti speciali. Ceneri provenienti da termovalorizzatori, rifiuti vari di fonderia come le scorie di fusione, ecc., non possono certo essere assimilati a terre e rocce da scavo.

Non convince, anzi inquieta, l’ostinazione della Dirigente regionale responsabile, dott.ssa Mancuso, a definire inerte il materiale stoccato a Pompiod: se così fosse, sarebbe difficile comprendere come mai aziende molto distanti dalla Valle d’Aosta vengono a conferire qui, affrontando anche notevoli spese per il trasferimento del materiale. Forse che, per esempio, tra Firenze ed Aymavilles non esistono impianti che accettano inerti?

Legambiente Valle d’Aosta condivide i timori dei cittadini e sostiene il lavoro del Comitato che ha dimostrato grande preparazione e informazione, riuscendo a sollevare anche un altro tema rilevante: la questione dei controlli. Sia i rappresentanti del Corpo Forestale regionale sia la Dirigente competente hanno dichiarato che ne sono stati eseguiti molti. Ma, chiediamo noi, il piano di sorveglianza previsto dalla Deliberazione di Giunta Regionale 909/2016, che ha autorizzato l’impianto, viene applicato? Esso prevede una serie ben precisa di analisi: in particolare ogni 3 mesi quelli sulle acque sotterranee e sul percolato, cui si aggiunge un controllo annuale più articolato di questi aspetti, e poi una relazione annuale sui volumi e le tipologie di rifiuti stoccati. E questi dati devono essere pubblici, ai sensi del Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n.195, che prevede la pubblicità di tutti i dati ambientali inerenti attività potenzialmente dannose per l’ambiente. Sul punto l’assessore si è impegnato in senso positivo, prospettando però tempi non immediati per la necessità di adeguamenti tecnici del sito regionale.

Il discorso va ricondotto, a nostro avviso, ad una linea di condotta generale. E’ tempo che la nostra Regione si adegui finalmente alle norme che prevedono la trasparenza sui dati ambientali! Tutti i monitoraggi di aziende e attività economiche potenzialmente inquinanti vanno pubblicati al più presto. Chiediamo però tempi certi, che vengano annunciati e rispettati e che al Piano di sorveglianza di Pompiod vengano aggiunti controlli sulla qualità dell’aria e le polveri.

Ma soprattutto, chiediamo, insieme ai cittadini, che l’Amministrazione regionale, di concerto con i Comuni, ritorni a programmare la gestione del territorio che deve essere pensata a beneficio delle comunità locali.

Riconosciamo all’assessore Chatrian la disponibilità ad accogliere una rappresentanza del Comitato ad un tavolo di sorveglianza dell’impianto, ma occorre un passo ulteriore: le domande più significative della serata sono infatti cadute nel vuoto. A più riprese è stato chiesto quale beneficio la comunità valdostana trae dall’ospitare questi impianti e se, visto l’avvio dell’enorme discarica di Issogne, anch’essa per rifiuti speciali, vi sia l’intenzione di disseminare il nostro territorio di impianti di questo tipo, provocando gravi danni, oltre che all’ambiente, all’economia turistica e agricola.

Domande a cui è seguito il silenzio.

Un silenzio che deve finire, perché non tutto ciò che è lecito e può essere fatto ha una ricaduta positiva sul territorio.

La politica deve scegliere da che parte stare, e farlo ascoltando i cittadini.

QUERELLE DISCARICA POMPIOD (E ISSOGNE) NEGATA LA PARTECIPAZIONE DI LEGAMBIENTE ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI QUALCUNO HA PAURA DEL CONTRIBUTO TECNICO DELLE ASSOCIAZIONI?

Con sconcerto – afferma Denis Buttol, presidente di Legambiente Valle d’Aosta – leggiamo la lettera della Dirigente regionale dell’assessorato all’Ambiente con la quale si nega la partecipazione all’associazione alla Conferenza dei Servizi, convocata per il giorno 14 novembre 2019, in quanto “non si ritiene sussistano i presupposti giuridici”: stiamo parlando della Conferenza dei Servizi che deve trattare il tema delle modifiche alle prescrizioni per la discarica di Pompiod, nel Comune di Aymavilles, sul quale il dibattito è accesissimo e che ha visto il geologo esperto dell’Associazione audito già in due occasioni dalle commissioni consiliari”.

Forse che, quindi, Legambiente non è un soggetto portatore di interesse nella vicenda o nella tutela dell’ambiente della Valle d’Aosta? La Regione non ha forse recepito le norme europee sulla partecipazione pubblica? E perchè, infine, altri assessorati regionali le rispettano e fanno partecipare la nostra associazione alle Conferenze dei Servizi?

Legambiente ricorda, nel caso non fosse ancora chiaro, di essere portatrice di Interessi Generali e che, nel caso specifico della vicenda delle discariche private autorizzate a ricevere rifiuti industriali da fuori regione, sta cercando di proteggere la salute dei cittadini e il territorio dei valdostani.

Forse che qualcuno vuole negare la parola alle Associazioni?

A questo punto – conclude Denis Buttol – non ci rimane che chiedere il rinvio della Conferenza dei Servizi, in modo da permettere ai portatori di interesse che come Legambiente hanno presentato formale richiesta, di parteciparvi.

 

Legambiente sostiene la petizione del comitato “la valle non e’ una discarica”.Firma anche tu!

A questo link è possibile firmare la petizione promossa dal Comitato “La Valle non è una discarica”, contro l’apertura di un impianto per rifiuti industriali ad Issogne.

https://www.change.org/p/abitanti-valle-d-aosta-stop-allo-smaltimento-di-rifiuti-industriali-in-discariche-per-inerti-47ad8172-4873-4862-8692-56b5f85648c2?recruiter=975674944&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&recruited_by_id=5b734dc0-9728-11e9-9ff8-314d62878a36&utm_content=starter_fb_share_content_it-it%3Av5

Invitiamo tutti i cittadini a firmare, per dare un segnale forte di appoggio, e per proteggere il nostro territorio. Ci sono 22 cave di inerti, che in futuro potrebbero essere impiegate come discariche.

Invitiamo anche tutti a partecipare al prossimo incontro pubblico, lunedì 11 novembre prossimo a Donnas,alle ore 20.30 presso l’Oratorio.